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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA LAJME

 

INTERVISTA AL PROF. DOMENICO MORELLI, PRESIDENTE DEL CONFEMILI

In merito alla legge 13 dicembre 1999, n. 482, che tutela le minoranze linguistiche storiche in Italia, si riscontrano dei ritardi nella sua applicazione, anche in Calabria dove insistono ben tre gruppi linguistici soggetti alla normativa indicata. Sono il gruppo albanese, il più consistente, quello grecanico e quello occitano rappresentato dall’unico comune Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza.

Abbiamo chiesto al Presidente del CONFEMILI (Comitato nazionale federativo minoranze linguistiche d’Italia aderente al The European Bureau for Kesser Used Languages), prof. Domenico Morelli, originario arbëresh di Civita, di illustrarci le difficoltà e gli intralci riscontrati in questa prima fase di applicazione della Legge di tutela.

Il Parlamento italiano, devo qui ricordare, non ha ancora ratificato la Carta Europea per le Lingue Regionali e Minoritarie del Consiglio d’Europa. Gli uffici dei ministeri competenti hanno da tempo predisposto la nota tecnico- normativa per la ratifica, inclusa la scelta degli articoli della convenzione riferiti alle singole lingue. Nel Parlamento sono state già da tempo presentate alcune proposte di legge ( dei parlamentari Zeller, Mereu, Cè e Di Teodoro, primi firmatari). Trattandosi di verifica di trattato internazionale sarebbe opportuno che il governo presentasse un proprio disegno di legge. Voglio ricordare che la Carta è stata già ratificata da numerosi stati, tra i quali la Germania, la Spagna ed il Regno Unito”.

Entrando nello specifico delle Legge nazionale quadro, Domenico Morelli espone una sua proposta che dovrebbe assicurare l’efficacia della Legge 482: “Ho proposto l’istituzione di un organismo consultivo Stato – Minoranze linguistiche come organismo complementare al Comitato per le Minoranze linguistiche già esistente presso il Dipartimento Affari Regionali, con i compiti di verifica dell’attuazione della legge 482 ed altre leggi di in materia di minoranze, di proposta di modifiche di detta legislazione e di supporto all’attuazione della Convenzione Quadro per la protezione delle Minoranze nazionali e della Carta Europea per le Lingue Regionali o Minoritarie del Consiglio d’Europa. Un organismo questo che dovrebbe essere presieduto da un rappresentante del Governo (ministro o sottosegretario) con il compito della coordinazione delle attività dei vari ministeri (Interno, Esteri, Istruzione e Comunicazione, ecc.) in questo settore. Dell’organismo dovrebbero far parte i rappresentanti delle comunità minoritarie e delle Regioni interessate.

Circa le associazioni culturali, nel mondo italo-albanese ve ne sono tante, il prof. Morelli ha detto: “Una delle lacune della 482 è la mancanza di fondi per le associazioni. Occorre un finanziamento aggiuntivo di 2,5 milioni di euro annuo. Anche perché, l’attività svolta dal mondo associativo era stata fondamentale per la salvaguardia delle lingue minoritarie e non è giusto che lo stesso venga ora escluso da ogni finanziamento”.

Sul servizio pubblico radiotelevisivo, a cui la legge dedica ampio spazio ma del quale ancora non se ne parla, il Presidente del CONFEMILI dichiara: “Richiamo l’attenzione dell’art. 12 delle legge 482 che prevede l’inclusione nel contratto con la concessionaria Rai delle condizioni di tutela per le minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza. Si rileva che il servizio radiotelevisivo nelle lingue delle minoranze è, allo stato, assicurato soltanto per alcune lingue tra quelle tutelate dalla L. 482”.

Il prof. Morelli si riferisce alle lingue delle regioni e province autonome. Ma la legge quadro di tutela, aggiungiamo noi, propone anche e soprattutto convenzioni tra le Regioni interessate e le emittenti televisive e radiofoniche private, purché inseriscano nei loro palinsesti notiziari e programmi nelle lingue parlate.

Maria Frega

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