Novitą
riguardanti lattuazione della Legge 482/99 per le minoranze linguistiche
storiche della Calabria
Inizia un nuovo anno
scolastico anche per gli istituti comprensivi nel cui ambito gravitano
comuni arbėreshė, dove la programmazione voluta dalla legge quadro
nazionale, n.482/99, di tutela delle minoranze linguistiche storiche, ha
qualcosa di diverso. La programmazione, infatti, prevede linsegnamento
della lingua materna albanese e della cultura arbėreshe.
Per
sapere le ultime novitą riguardanti lattuazione di questa legge nel suo
assieme abbiamo interpellato il presidente del Confemili (Confederazione
Minoranze Linguistiche) prof. Domenico Morelli.
A
tre anni dalla approvazione della legge ci ha detto il nostro esperto
interlocutore questanno per la prima volta alle pubbliche
amministrazioni che hanno presentato dei progetti saranno erogati dei
finanziati, essendo in via di definizione le valutazioni dei singoli
progetti, svolta dal Comitato tecnico per lattuazione della 482/99.
Questo Comitato č istituito presso il Ministero degli Affari regionali.
Come č noto i progetti hanno lo scopo di garantire nelle P. A. la presenza
di personale interprete e favorire listituzione presso le medesime
amministrazioni di sportelli linguistici per i cittadini che utilizzano
la lingua minoritaria. Per quanto riguarda la Calabria, purtroppo,
dobbiamo lamentare lassenza di una legge regionale, che potrebbe
integrare i fondi nazionali soprattutto per le attivitą delle Associazioni
locali, che si trovano quindi scoperte, non potendo accedere ai fondi
previsti dalla normativa richiamata.
Al
prof. Morelli abbiamo chiesto informazioni per quel che attiene
linsegnamento della lingua minoritaria nella scuola. Lo stesso ci ha
detto: Nello scorso anno scolastico sono stati finanziati diversi
progetti delle scuole per un importo di un miliardo e ottocentomilioni di
lire. Quasi tutte le scuole arbėreshe sia della Calabria, della
Basilicata, della Sicilia e del Molise hanno introdotto linsegnamento
della lingua e la cultura locale. Un Gruppo di lavoro per le minoranze
linguistiche del Ministero dell Istruzione č incaricato di elaborare
criteri prioritą dintervento, a supporto delle minoranze linguistiche.
La circolare n.90 del 31 luglio scorso prevede un piano dinterventi e di
finanziamento per la realizzazione di progetti, che a conclusione dei
cicli di studiosi porti al raggiungimento delle seguenti competenze:
padronanza della lingua minoritaria e conoscenze grammaticali e
storico-linguistiche ad esse correlate; conoscenze storico culturali
relative alle comunitą interessate.
Linserimento dello studio della lingua nella scuola puņ garantire una
continuitą nelluso della lingua madre. Ma un altro obiettivo da
raggiungere non va trascurato: una programmazione radiofonica e televisiva
nella lingua da tutelare. In proposito il prof. Morelli si č cosģ
espresso: La legge 482 ed il regolamento relativo (art.11) prevede che la
convenzione fra il Ministro delle Comunicazioni e il contratto di servizio
della Rai che siano le sedi regionali preposte alla tutela dei diritti
delle minoranze in campo radiotelevisivo ad indicare lo standard di tutela
prescelto. Attualmente il Ministero delle Comunicazioni sta elaborando il
nuovo Contratto e entro la fine di ottobre il nuovo testo verrą inviato
alla Commissione di vigilanza.
Una
delegazione del Confemili č gią stata ricevuta dalla Commissione ed ha
illustrato le previsioni di legge in materia di minoranze. Il responsabile
della Commissione ha garantito la piena ricezione di quanto previsto
dalla legge.
Soprattutto per
le minoranze come quella arbėreshe si pone ora il problema della
formazione di giornalisti e tecnici capaci di poter gestire trasmissioni
in lingua. Altre minoranze (ladina e friulana, per esempio) hanno gią
giornalisti professionisti che hanno svolto lesame professionale in
ladino o in friulano. Per gli arbėreshė, per i grecanici e per gli
occitanici apre adesso questa prospettiva.
Maria Frega