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Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
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CONFERITA UNA MEDAGLIA D'ORO AL VALORE CIVILE ALLA MEMORIA DELL'AVV. GIUSEPPE BAFFA

Presso la sede dell’ambasciata della Repubblica di Albania in Roma, la signora Adriana Ferrari, moglie dell’avvocato Giuseppe Baffa, tragicamente  scomparso tre anni fa, ha ricevuto dall’ambasciatore in Italia, Pellumb Xhufi,  la medaglia d’oro al valore civile, conferita dal presidente della Repubblica albanese alla memoria del marito assieme a un attestato di merito.

Nella sede diplomatica di via Asmara erano presenti l’ambasciatore albanese presso lo Stato vaticano, Zef Bushati e il console di stanza  a Bari, Clirim Cepani. La famiglia del 46enne avvocato di San Demetrio Corone era rappresentata dalle figlie Maria Vittoria e Veronica, dalla anziana madre,  dai tre fratelli e dalla sorella, con le rispettive famiglie. Oltre a numerosi amici, alla cerimonia commemorativa erano presenti il presidente dell’Associazione Skanderbeg di Bologna, Giuseppe Chimisso, il direttore del giornale degli albanesi in Italia, “Bota Shqipetare”, Roland Sejko, il corrispondente delle televisioni kossovare da Roma, Sokol Borghi,  intellettuali albanesi e rappresentanti dell’Associazione degli studenti albanesi di Roma.

L’ avvocato Giuseppe Baffa e il suo collega Francesco Perrotta perirono tragicamente in un incidente stradale il 13 gennaio 2000,  mentre raggiungevano, quali legali del Governo albanese,   il tribunale di Brindisi dove  era prevista una udienza per le vittime  dell’affondamento della corvetta albanese “Qater i Rades”, avvenuto al largo di Otranto il Venerdì Santo del 1997 in seguito alla collusione con una motovedetta della Marina militare italiana.     

Significative parole di affetto  sono state rivolte alle famiglie dei due giovani avvocati dall’ambasciatore Xhufi da parte di tutto il popolo albanese, che li ricorda ”patrocinatori generosi e professionalmente esemplari nella tutela delle parti offese”.

Il presidente dell’Associazione Skanderbeg, Giuseppe Chimisso, dopo aver messo in luce le doti umane e professionali dell’avvocato Baffa, è passato a una disamina delle annose e amare vicende che sono seguite all’affondamento della corvetta albanese.  Da parte del presidente del sodalizio bolognese è stato anche  rilevato come “delle due richieste fatte a suo tempo, l’onorificenza  a favore dell’avvocato Baffa presentata allo Stato albanese assieme al giornale Bota Shqiptare, e la richiesta inoltrata al Governo italiano di erogare un indennizzo immediato ai parenti delle vittime, la prima si è concretizzata e rappresenta da parte del Paese delle aquile un alto segnale di dignità e di civiltà. Alla seconda richiesta il Governo italiano ha risposto con lo stanziamento di dieci miliardi di vecchie lire per le centinaia di parti lese. Se in passato l’Associazione Skanderbeg aveva apprezzato lo spirito del provvedimento che costituiva una sostanziale presa in carico delle conseguenze della tragedia da parte dello Stato italiano, – ha affermato Chimisso - anche se considerava del tutto incongrua la somma, , oggi non possiamo esimerci  dall’esprimere sconcerto e scandalo ed elevare una vibrata protesta perché l’accettazione delle miserabili somme ai parenti ( dai 2.000 € ai 4.500 € per la perdita di un nipote, 35.000 € per la perdita della moglie o di un figlio, per seguire la triste contabilità del ”valore” delle persone care perdute) presuppone che la corresponsione delle predette somme è da intendersi a completa e definitiva soluzione delle liti, oltre che a tacitazione  di ogni pretesa, a qualsiasi titolo vantata, da parte dei beneficiari”

Per la famiglia Baffa sono intervenuti i fratelli Mercurio, il quale ha ringraziato il Presidente della Repubblica albanese per il riconoscimento concesso, e  Arnaldo, che ha donato all’ambasciatore e al presidente Chimisso una spilla in oro raffigurante l’aquila bicefala shqipetara.

Un breve saluto è stato porto, inoltre, da Roland Sejko, direttore della rivista  Bota Shqiptare, dall’avvocato Costabile e da Gianni Macrì, presidente della Proloco di S. Demetrio Corone.

Commozione ha destato tra i presenti la lettura del componimento in versi del poeta albanese Visar Zhiti “Elegia per i naufraghi del Venerdì Santo”.

Adriano Mazziotti

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