COMMEMORATO
PAPAS GIUSEPPE FARACO CON IL RECITAL "DE RADA E MILOSAO"
I primi cinque anni della
scomparsa di papàs Giuseppe Faraco, avvenuta inaspettatamente il 2
novembre 1998 a sessantuno anni, sono stati ricordati a S. Demetrio
Corone, sua parrocchia sin dagli anni ’60, in un incontro organizzato
dalla Pro loco con il patrocinio della Amministrazione comunale presso la
sala teatro del Collegio di Sant’Adriano.
La figura di “Zoti Giusep”,
uomo di fede e di cultura, è stata ricordata dalle testimonianze di un
gruppo di amici molto vicini nelle diverse attività realizzate dal
sacerdote sul fronte culturale: “Zjarri” (il fuoco), tra le più note e
qualificate riviste della stampa arbereshe, il gruppo folkloristico
omonimo, radio Skanderbeg, i numerosi seminari, gli incontri di studi e
la fornitissima biblioteca privata istituita nella sua Vaccarizzo
Albanese.
Presentati dal vice presidente
della Pro loco, Gianni Macrì, hanno portato sinceri attestati di affetto
il vicesindaco Giuseppe Sangermano, in rappresentanza
dell'Amministrazione comunale; Franco Altimari, pro-rettore dell’Unical;
Luigi Viteritti, presidente diocesano di Azione Cattolica; Pino Cacozza,
poeta e cantautore (sua una toccante poesia composta in arbrisht e letta
in ricordo di don Giuseppe); Damiano Guagliardi, consigliere regionale e
il giornalista Pasquale De Marco. Tutti a rievocare la grande carica umana
di papàs Faraco, la cordialità che caratterizzava il suo mettersi in
relazione con gli altri, la continua disponibilità al dialogo con tutti e
la prospettiva moderna del prete ancora negli animi e nelle coscienze dei
sandemetresi, che con immutato affetto e profondo rimpianto lo ricordano
certi che con la sua perdita l’intera comunità sia rimasta più povera.
Un suggestivo e applauditissimo
recital di poesie, canti, danze e melodie ispirate a Girolamo De Rada,
poeta vate della letteratura arbereshe, di cui quest’anno ricorre il
centenario della scomparsa, è stato presentato dalla Pro loco nel corso
dell’incontro commemorativo. A portarlo in scena ci ha pensato la
compagnia artistica “Zjarri i ri” (il nuovo fuoco), in ricordo del gruppo
folkloristico istituito da papàs Faraco negli anni ’70.
Il musical ricostruisce la vita
del poeta di Macchia Albanese contestualmente a quella del giovane Milosao,
il protagonista della sua opera più nota: “I canti del Milosao” . Lo
stesso autore racconta la propria esistenza con la recitazione di passi
tratti dalla sua "Autobiologia"; e i momenti più significativi della sua
vita sono raffigurati da suggestive immagini artistiche realizzate dal
pittore albanese Shpend Bengu. In parallelo vengono narrate la storia del
principe di Scutari, Milosao, e di Rina, la graziosa popolana di cui il
giovane è innamorato. La vita di De Rada si intreccia con quella di
Milosao nel gioco “dell’alter ego”, entrambe ricostruite nella vita reale
del poeta e in quella immaginaria della sua creatura. I vivaci e
aggraziati balli popolari, le nostalgiche melodie della tradizione
canora propria degli stanziamenti italo-albanesi, eseguiti con bravura dai
componenti del gruppo, Giuseppe e Riccardo Baffa, Rosalba Bellucci, Vicki
Macrì, Adriana Ponte, Daniela Straface e Annamaria Vitteritti, hanno
strappato applausi e catturato l’attenzione degli spettatori.
Ottima la prestazione di Pino
Cacozza, che ha dato voce e volto a De Rada anziano. Il riuscito musical
, rappresentato per la prima volta lo scorso mese alla Casa delle Culture
di Cosenza in occasione delle cerimonie organizzate dall'Unical per
l'anniversario deradiano, appaga largamente gli sforzi di quanti hanno
lavorato per la sua realizzazione: Lello Pagliaro, direttore artistico,
Gianni Macrì, direttore organizzativo; Pasquale De Marco responsabile
generale dell'Associazione culturale "Radio Shpresa"; Alessandro Paloli ed
Ernesto Iannuzzi che hanno curato gli interventi musicali.
Adriano Mazziotti