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LAVORI DI SISTEMAZIONE PER LA  "GROTTA DI SAN NILO" A SAN DEMETRIO CORONE

Buone notizie per l’antico santuario eremitico ricadente nel vallone Sant’Elia, più noto come “Grotta di S. Nilo”, situato a poco meno di 1 km dal monastero di Sant’Adriano.

 La Comunità Montana “Destra Crati” di Acri ha indetto la gara per l’appalto dei lavori di pavimentazione del sentiero che conduce al diruto eremo e di sistemazione dell’area antistante il luogo sacro, attualmente raggiungibile solo a piedi attraverso un sentiero dissestato e con tratti di notevole salita sulla via del ritorno.

 L’intervento prevede pure la sistemazione dell’intera area pavimentale e il rifacimento del sistema  di illuminazione nel piazzale antistante la chiesa di Sant’Adriano, tra i maggiori monasteri italo-greci in Calabria, e il Collegio omonimo, storico centro di cultura; entrambi attigui a un altro antico istituto, il Liceo ginnasio.

I lavori, che  si propongono il recupero funzionale e artistico dei luoghi più significativi legati alla presenza di San Nilo di Rossano a San Demetrio Corone, dal 955 al 980, sono finanziati dalla Regione per un importo  complessivo di 362.746 euro, e la loro esecuzione è prevista entro dodici mesi dalla data di  consegna.

 Il complesso del Sant’Adriano è il pezzo forte del patrimonio artistico e culturale sandemetrese, ma anche   la suggestiva cornice delle più rinomate manifestazioni all’aperto, come il Festival della canzone arbereshe, e il luogo privilegiato per  convegni, incontri ricreativi e culturali che si tengono nella sala teatro del Collegio Italo-Albanese

Le diroccate mura perimetrali dell’eremo di S.Nilo sono immerse nel silenzioso e impervio vallone di Sant’Elia, dove il monaco rossanese era solito ritirarsi in meditazione per  pregare e  rafforzare la sua esperienza ascetica. Della cappella, ricavata dai monaci del monastero da una  probabile grotta naturale scoperta dal loro confratello e frequentata negli anni di permanenza nella comunità cenobitica, oggi l’elemento artistico più interessante è ciò che rimane di un antico affresco raffigurante S. Nilo orante davanti al Cristo all’interno di un anfratto. Il tempo e le intemperie hanno reso sbiadito l’interessante dipinto risalente al XVI o XVII secolo, ma lo scempio maggiore porta la firma dell’uomo. Prima mani ignote agli inizi del secolo scorso hanno deturpato i volti del Cristo e del Santo, nel 1996 poi i vandali di turno hanno spicconato parte della  base  compromettendo seriamente la parete  affrescata.

 Adriano Mazziotti

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