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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
 

LA TRADIZIONE DELLA "FRINGULLERA", I FALO' DEDICATI ALLA MADONNA

Anche se il luogo non ricade nei rioni  del centro storico ma in  un’area di moderna costruzione, per una sera,  in  un clima di spensieratezza  e palpabile allegria,  si è rivissuto il senso di socialità e provato  il vincolo di amicizia di una volta, elementi caratterizzanti della “gjitonia” (il vicinato).

 Queste sensazioni di altri tempi, oggi sempre più scalfite o addirittura spazzate via  dalla modernità, sono state assaporate  la sera del 1 settembre, giorno di inizio del novenario dedicato alla festa della Natività della Madre di Dio, durante il quale un  falò, fino a qualche decennio fa, era acceso   in ogni  rione.

La tradizione della “fringullera” (il falò) nella foto  appiccata nella settimana dedicata alla Madonna è stata riproposta dopo dodici anni nel  rione “campo sportivo”. 

A organizzarla  è’ stato un gruppo di  signore residenti nella strada omonima, accomunate dalla  passione di una volta e mai venuta meno, che ha coinvolto bambini, adulti e anziani. Una singolare iniziativa, resa ancora più suggestiva dalla esecuzione di motivi della tradizione  canora e musicale calabro-albanese, e dalla degustazione di prodotti gastronomici locali.  Il falò, un tempo acceso appena suonata l’ Ave Maria,  rafforzava il senso di appartenenza e fratellanza al proprio rione, tanto che le famiglie che vi risiedevano   consideravano come propri figli anche i bambini provenienti  da altri vicinati.

Mercoledì è venuta fuori una serata piacevole, una festa di quartiere che non si vedeva da anni, spontanea, preparata con pochi mezzi e  tanta semplicità, con un unico scopo, festeggiare la Natività della  Madre di Dio sul solco di una remota tradizione, risaldando i vincoli di amicizia e di autentica collettività.

Una antica usanza, retaggio di un patrimonio da tutelare e incentivare. Sostenerla è un modo per preservare la memoria del passato  per le generazioni di oggi e quelle future, ed è pure  una occasione per vivere il proprio rione assieme a chi lo abita e lo ama, attraverso  azioni comuni intense e anche semplici attività ricreative.

Adriano Mazziotti

Servizio fotografico di Giacinto Piro

(da il Quotidiano di Cosenza)

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