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MACCHIA ALBANESE: DOPO OTTO ANNI RIAPRE AL CULTO LA CHIESA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI

Non sarą dimenticata facilmente la giornata di sabato 9 ottobre dagli abitanti di Macchia Albanese - la pił popolosa frazione di S. Demetrio Corone - costretti per oltre otto anni a seguire ogni tipo di funzione religiosa nella angusta cappella  in localitą Sant’Elia, in forza della chiusura al culto della chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna di Costantinopoli.

Il sacro edificio č stato   restituito alla comunitą  nel corso di una festa svolta con massiccia partecipazione di fedeli, cui ha preso parte il primo cittadino di S. Demetrio Corone, sen Cesare Marini; presente anche il maresciallo della locale stazione dei carabinieri, Salvatore Spinelli. La statua della  Santa patrona č stata portata dalla cappella di piano Sant’ Elia nella chiesa madre, dove č stato  celebrato l’ufficio del Vespro, al termine del quale la popolazione del suggestivo e ospitale piccolo centro ha offerto   un  rinfresco.

Domenica mattina, presieduta dal Vescovo dell’eparchia di Lungro,  mons. Ercole Lupinacci,  č stata celebrata la Divina liturgia.

Il parroco di Macchia,  papąs Gennaro Ferrari e il consiglio parrocchiale, hanno invitato le  autoritą e i fedeli di tutto il territorio comunale e dei paesi limitrofi a partecipare alla cerimonia di riapertura del luogo di culto; chiuso in seguito alla scossa tellurica registrata nell’aprile 1996 sull’area della Presila greca, che  provocņ a S. Demetrio Corone e nella sua frazione i danni pił gravi agli edifici pubblici e alle abitazioni.

Pesanti i disagi sofferti in otto anni dai circa duecento abitanti di Macchia Albanese;  davvero esasperanti i ritardi nella esecuzione dei lavori.

Gli interventi  di ristrutturazione dell’edificio sacro hanno interessato la struttura campanaria  (abbattuta nel 1997  e rifatta due anni dopo) e il tetto.    

I lavori hanno riguardato anche l’area circostante, pavimentata con riquadri di porfido in calcestruzzo colorato, per un  costo complessivo di  circa 300.000 euro, ottenuti con finanziamenti statali e regionali.

Anni fa, nel corso degli interventi  sulla facciata centrale  esterna, č stato casualmente rinvenuto un piccolo dipinto raffigurante la Madonna di Costantinopoli, realizzato in una nicchia da artista ignoto. Il  restauro della immagine, effettuato da Vincenzo Petrelli sotto la direzione della esperta d’arte Giuseppina Mari della Soprintendenza di Cosenza, č stato eseguito grazie all’interessamento del comitato parrocchiale e al contributo di Pasquale Esposito, molto devoto alla Santa protettrice di Macchia.

Adriano Mazziotti

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