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PRESENTATO A SAN DEMETRIO CORONE IL PROGETTO "LA CASA DEL MIGRANTE"

Conferenza stampa per la presentazione del progetto “La casa del migrante, nuove forme di accoglienza”, organizzata nella sala consiliare del Municipio dal Dipartimento provinciale migranti di Rifondazione comunista.

Adriano D’Amico, responsabile del Dipartimento, in apertura della conferenza da lui diretta ha ringraziato sindaco e amministratori comunali per avere accettato la proposta di istituire una Casa del migrante anche a S. Demetrio Corone.

“L’iniziativa intende promuovere una forma diversa di accoglienza, che non è più il vecchio assistenzialismo verso chi è scappato dal proprio paese per condizioni di disagio politico – ha spiegato il componente della segreteria provinciale di Rifondazione – Da noi i migranti sono chiamati a essere responsabili di se stessi e a camminare con le proprie forze. L’aiuto più grande che possiamo dare loro è garantire l’integrazione a un progetto multietnico e multirazziale, che faccia crescere anche la nostra comunità”. D’Amico ha inoltre spiegato che il Dipartimento ha provveduto ad alloggiare una famiglia di profughi curdi, sette persone, in Italia da quattro anni, in una abitazione ubicata nel centro storico, al cui affitto contribuisce anche l’Amministrazione comunale. Tempo sei mesi e l’Ente locale assieme alla Provincia dovranno impegnarsi a inserire il capofamiglia in una attività lavorativa .

Gli scopi,  le attività e le esperienze maturate  dalla Casa del migrante con sede a Cosenza sin dal 1998, anno della sua istituzione, sono stati spiegati dal presidente dell’Associazione cosentina “La Kasbah”, Alessandro Gordano. Il sodalizio multietnico ha tra l’altro svolto attività di denuncia laddove si sono  registrate palesi violazioni e soprusi dei diritti fondamentali dei migranti. “la Casa – ha dichiarato Gordano – si pone come alternativa praticabile per la realizzazione di nuove forme di accoglienza. Un luogo in cui chi ci abita è libero di gestire in modo dignitoso e autonomo il proprio tempo libero”.

Apprezzamenti per l’iniziativa sono stati espressi dal primo cittadino, Cesare Marini, invitato all’incontro di presentazione del progetto. “Sono felice di essere stato investito della iniziativa e convinto – ha affermato il parlamentare – che al di là del credo religioso ci debba essere la “religione civile”, il cui principio fondamentale è la solidarietà”.

Sulle cause  che spingono molti connazionali a lasciare il suo paese, la Turchia, si è soffermato il responsabile della comunità curda in Italia, Talip Heval.

Parole di ringraziamento al sindaco Marini, da estendere a tutta la comunità sandemetrese, sono state rivolte da Shakir Soysal, rifugiato politico. I suoi quattro anni in Italia Paese sono stati brevemente raccontati con riconoscenti sottolineature verso la Amministrazione comunale, la gente del posto e i responsabili del Dipartimento provinciale migranti. L’uomo vive  da qualche settimana a S. Demetrio Corone con moglie e cinque figli, tutti frequentanti le scuole dell’obbligo. I due maschi giocano nella locale squadra di calcio, in terza categoria.

Adriano Mazziotti

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