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LA FESTA DEL SANTO PATRONO A SANTA SOFIA D'EPIRO

La comunitą parrocchiale di Santa Sofia d’Epiro, con la devozione forte e sentita che la contraddistingue verso il suo Santo patrono, č pronta ad accogliere il  pomeriggio di oggi alle 17 la sacra reliquia del  protettore di questo centro di lingua e cultura arbereshe, Sant’Atanasio il Grande.

Il prezioso resto appartenuto al Santo di Alessandria sarą consegnato dal rev.mo archimandrita Paolo Lombardo – parroco di Villa Badessa (PE) - al vicario parrocchiale, papąs Demetrio Braile, e rimarrą per sempre nella chiesa matrice di Santa Sofia d’Epiro. La sacra reliquia era custodita  in una delle cappelle della basilica dell’Ara Coeli in Roma, assieme ad altre ossa di santi conservate da molto tempo nel sacro edificio capitolino.  

L’iniziativa č l’omaggio che la parrocchia greco-bizantina di questo centro ha organizzato per il sessantesimo anno di arcipretura del suo amato parroco, l’archimandrita Giovanni Capparelli (1944-2004).

Atanasio, vescovo e dottore della chiesa, la cui festa cade il 2 maggio, diresse la sede di Alessandria d’Egitto, dove era nato nel 284, per quarantasei anni; passandone pił di diciassette in esilio a causa della sua  vigorosa opposizione al diffondersi dell’arianesimo, sostenuto anche da alcuni imperatori. Grande difensore della ortodossia religiosa contro l’eresia ariana, il suo nome deriva dalla variante della parola greca “Athanąsios  (colui che non muore). Dal latino Athanasius č diventato Atanasio (o Attanasio) in italiano, nome che anche i cristiani avevano adottato per il suo significato di “colui che diventa immortale per la fede”. Morģ nella sua cittą natale nel 373.

Adriano Mazziotti

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