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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

BUONE NOTIZIE PER IL COLLEGIO DI SANT’ADRIANO:

LAVORI DI RESTAURO E UN CENTRO DI CULTURA  ARBERESHE

Sono a buon punto i lavori di recupero statico riguardante il primo lotto del prospetto nord-ovest del Collegio Italo-Albanese di Sant’Adriano .

L’intervento, eseguito dalla ditta  Coge di Crotone,  su progetto dell’arch. Orazio Maione e dell’ing. Bernardo D’Amico, è stato studiato nell’ottica del recupero conservativo e di consolidamento dell’edificio, attraverso lavori riguardanti la sistemazione dei solai,  i mille mq di copertura, il rifacimento dell’intonaco esterno e la sua colorazione. L’esecuzione degli interventi si deve a un finanziamento di euro 386.425 erogato dall’ Assessorato cultura e beni culturali della Regione e riguarda il primo lotto di un progetto più ampio e ambizioso portato avanti dalla Amministrazione comunale: il recupero architettonico e funzionale dell’intero vetusto edificio.

La logica perseguita dagli amministratori comunali, infatti, punta alla valorizzazione dell’immobile attraverso il ripristino della funzionalità dei suoi ambienti, che per due secoli e mezzo hanno ospitato migliaia di collegiali, frequentanti l’annesso Liceo classico, molti dei quali, in campi diversi, hanno fatto…carriera.

I prossimi finanziamenti saranno destinati alla riattivazione della cucina e del refettorio, all’assetto delle camerate un tempo ospitanti i collegiali  e alla sistemazione  della vecchia sala teatro, in modo da renderla polifunzionale per la organizzazione di seminari, attività di studio, convegni, spettacoli teatrali.

Altri finanziamenti (fondi Pop e Fers) hanno consentito di riattivare nel 1996 il piano terra e il primo piano dell’ala sud-est. L’intenzione della Amministrazione comunale pro tempore era  di destinare le due parti dello storico Istituto a sedi rispettivamente  del Centro studi di formazione e di diffusione della cultura informatico-linguistica delle comunità arbëreshe, e della Libera Università della sibaritide.  Propositi però entrambi rimasti sulla carta. Come anche la prospettiva resa pubblica  qualche anno fa di  istituire una Scuola di formazione per alti dirigenti amministrativi della Repubblica di Albania in un’ala dell’edificio. Lo scorso anno, pure il tentativo di destinare parte dell’immobile a sede staccata dell’Unical, dove allocare alcuni corsi di studi dell’ateneo di Arcavacata, andò ad allungare l’elenco dei facili  favoleggiamenti sorti intorno al riutilizzo del Collegio. Oggi una grossa opportunità per il tanto atteso rilancio del monumentale Istituto - retto da un Consiglio di amministrazione e di proprietà del Ministero della Istruzione - arriva dalla Legge 482/99, “Tutela delle minoranze linguistiche e storiche”. Il dispositivo nazionale di salvaguardia  prevede l’istituzione di tre centri regionali di cultura, uno per ciascuna minoranza alloglotta presente in Calabria: a Bova per i grecanici, a Guardia Piemontese per gli occitani e a S. Demetrio Corone per gli arbëreshë.    

   L’opportunità offerta dalla Legge 482 consente all’antico edificio, di cui l’ Amministrazione comunale ha già riservato un lato dove allocare il Centro, di riaffacciarsi a una realtà nuova e più consona al suo glorioso passato, fornendogli i titoli per assurgere a livello regionale a qualificante struttura culturale.

Adriano Mazziotti

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