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La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

DANNEGGIATA UN'OPERA DELLO SCULTORE HEVZI NUHIU

Torna a colpire il teppismo da quattro soldi. E questa volta a essere presa di mira č  l’arte moderna.

Ignoti, si presume nella notte tra sabato e domenica, hanno  danneggiato  una suggestiva  statuetta in pietra sistemata in  una nicchia naturale all’interno di  un  tronco di  acacia,  che assieme ad altri manufatti in legno fanno parte di un progetto molto originale e in atto da qualche anno:  “ Il Museo all’aperto”. 

Il suggestivo lavoro, denominato “L’uomo che prega”,  raffigura   una testa  in pietra, che č stata  recisa dalla sua base  e  sfregiata alla altezza della tempia sinistra (nella foto). Per fortuna  il manufatto non č stato sottratto ma lasciato ai piedi dell’albero posto nel piazzale della chiesa di Sant’Adriano, antistante la strada provinciale che conduce ad Acri e  a  Santa Sofia d’ Epiro. Lungo lo stesso percorso stradale  sono disseminati bassorilievi e altre sculture realizzati  dal maestro Hevzi Nuhiu.

L’ipotesi  pił convincente č che si tratti di un atto vandalico portato a termine per puro divertimento.  Una squallida  e stupida dimostrazione di protagonismo, sulla quale da subito stanno indagando i carabinieri del posto. 

La scultura danneggiata fa parte de “ Il Museo all’aperto”. Si tratta di un  personale e originale progetto consistente in una decina di lavori in legno e pietra eseguiti del maestro Hevzi Nuhiu - scultore kossovaro residente a S. Demetrio Corone dal 1983 – che da quindici anni sta regalando alla comunitą locale  lavori  scolpiti sui tronchi di alberi e sculture collocate  lungo le strade pił importanti del paese.

Tra essi spiccano il busto di Skanderbeg conservato  in  Municipio; una donna in costume tradizionale  lungo  via Dante; Madre Teresa di Calcutta, in un vecchio castagno che traccia il confine tra Acri e San Demetrio Corone; Girolamo De Rada, in contrada Guisa ed  Ernesto Che Guevara, lungo via Castriota.

Adriano Mazziotti

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