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RIUNIONE DEL  COORDINAMENTO DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE DELLA PROVINCIA DI COSENZA  PRESSO L’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA

Erano presenti l’assessore provinciale alle minoranze, Donatella Laudadio, il responsabile cultura dell’Anci, dr. Vincenzo Santori; il responsabile dell’Osservatorio delle lingue e delle culture minoritarie dell’Unical, prof. Francesco Altimari; gli onorevoli Mario Brunetti e Damiano Gagliardi; il dr. Luigi Boccia in rappresentanza della eparchia di Lungro e i sindaci o loro delegati dei comuni minoritari di Guardia Piemontese, Cerzeto, Frascineto, Firmo, Plataci, San Martino di Finita, Lungro, Castroregio, Spezzano Albanese, Civita e anche  Carfizzi e San Nicola dell’Alto (Crotone). Nutrita pure la rappresentanza di impiegati degli sportelli linguistici comunali attivati nel cosentino.

Dopo la relazione introduttiva dell’assessore Laudadio, il Coordinamento ha espresso la più vibrata protesta per alcuni preoccupanti “tagli” preannunciati dalle recenti circolari emanate dal Ministero degli Affari Regionali, che destina ai comuni minoritari risorse sempre più esigue e fa temere anche   la chiusura degli sportelli linguistici se attivati da almeno un quinquennio o la loro drastica defunzionalità. Se ciò dovesse verificarsi, queste strutture fondamentali per la politica linguistica locale a sostegno degli idiomi minoritari potrebbero assumere solo figure di interpreti-traduttori. Altro motivo di preoccupazione è la drastica riduzione dei  finanziamenti, passati dai 30.000 euro del 2001 ai 10.000 attuali.

“Nel respingere con forza e con sdegno tali pericolosi tagli e questi recenti indirizzi di governo – riporta un comunicato emesso dal Coordinamento  - che vanificano  tutto ciò che di positivo è stato creato anche in Calabria subito dopo l’entrata in vigore della legge 482, smantellando la preziosa rete di servizi linguistici negli enti locali minoritari, si è auspicato da parte degli intervenuti un ripensamento radicale di tale politica del Ministero di sostanziale disimpegno verso le minoranze.

A tale contrazione delle spese non sembra invece attenersi il Ministero per i Beni e le attività culturali, al cui interno opera da alcuni anni un sedicente Comitato nazionale minoranze etnico-linguistiche, non proposto da alcun organismo rappresentativo delle minoranze interessate e privo di alcuna investitura scientifica e istituzionale, che produce con largo dispendio di risorse e di mezzi mostre e libri di dubbia valenza scientifica e culturale, che proiettano anche all’esterno una immagine distorta e falsificata della identità delle comunità linguistiche minoritarie del nostro Paese”.

Alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento provinciale delle minoranze linguistiche storiche di Cosenza, “denunzia il discutibile operato dei due Ministeri, che non tengono in conto le istanze dei legittimi rappresentanti istituzionali delle minoranze  e chiede una radicale inversione di rotta di questa politica, che privilegia, da una parte, indirizzi politici non concordati con essi, come fa il Ministero degli Affari regionali e, dall’altra, i Comitati autoreferenziali privi di alcuna rappresentanza istituzionale, come quello autoinsediatosi al Ministero per i Beni e le attività culturali,

che vengono autorizzati a sperperare, senza controllo alcuno, né politico né scientifico, ingenti risorse, senza tenere in conto i reali bisogni linguistici e  culturali delle minoranze interessate”.

Adriano Mazziotti

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