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TORNANO GLI STUDENTI AMERICANI A SAN DEMETRIO CORONE

Tornano puntuali gli studenti americani e S. Demetrio Corone si tinge a stelle e strisce per il sesto anno consecutivo.

Si tratta del corso estivo “Study Italian and Discover the Mediterranean Culture” (Studia l’italiano e scopri la cultura mediterranea), il seminario di lingua e letteratura italiana articolato in  quattro livelli e organizzato dal Centro internazionale di studi Deradiani.

Partito a fine maggio con dieci frequentanti, il corso va  avanti dal mese successivo, seguito da altri trenta studenti provenienti in massima parte dalla università di Rhode Island e proseguirà con un altro gruppo  in arrivo a metà  luglio fino al 17 agosto.

A ingrossare  la folta schiera di corsisti statunitensi in questi giorni sono giunti altri quindici loro connazionali, frequentanti il prestigioso ateneo di Harvard, roccaforte del sapere americano. In  questo ultimo gruppo ci sono anche alcuni loro docenti, tra questi la direttrice Elvira Di Fabio, lo scorso  febbraio insignita  dall’ex  presidente della Repubblica Ciampi  dell’onorificenza “Stella della Cultura” e del titolo di “Dama”.

Anche nel corrente anno  diversi sono i giovani con sangue italiano nelle vene.

Al suo debutto nel 2001 grazie a una felice  e coraggiosa  idea del prof. Michelangelo La Luna, docente di lingua e letteratura italiana nell’Università di Rhode Island  e presidente del Centro Internazionale di Studi Deradiani, il soggiorno–studio dei giovani statunitensi a S. Demetrio Corone si basa su una esperienza  culturale e  formativa fatta di lezioni, laboratori e seminari incentrati su aspetti diversi della letteratura, storia  e della civiltà italiana. Ma anche di escursioni, visite guidate in Calabria, Campania, Basilicata  e in Puglia. Un modo proficuo per proporre agli ospiti  contenuti culturali diversi e farli venire a contatto con le bellezze dei paesaggi e i luoghi d’arte calabresi e delle regioni limitrofe.

La formula vincente del corso rimane, comunque, l’interazione quotidiana tra i giovani statunitensi e la popolazione  locale.

Ogni anno i corsisti  soggiornano con piacere nel paese arberesh e diverse sono le famiglie che li accolgono. Essi stringono amicizie con i coetanei del luogo, frequentano volentieri i locali pubblici bazzicati dai giovani e, soprattutto,  portano ogni anno a S. Demetrio Corone una ventata di esuberanza, vivacità. E i sandemetresi li ricevono con la calda accoglienza e la innata espansione  propria dei popoli mediterranei.

Oltre  alla  bontà della cucina locale  (i chili  in più sono  smaltiti da qualcuno in palestra da altri praticando con  disinvoltura qualche ora di jogging), gli studenti americani apprezzano molto la disponibilità della gente, mostrano vivo interesse alle peculiarità culturali del microcosmo locale  e  riconoscono anche il pregio  di una esistenza  fatta di rapporti umani, valori e sentimenti  ancora vivi e scandita da tempi meno frenetici dei loro. In una parola, toccano con mano una vita più vivibile e a misura d’uomo.    

“S. Demetrio Corone  è uno degli ultimi resti di un mondo rapidamente scomparso” - Ci riferì lo scorso anno una studentessa  del Mary Land -  “Un posto dove  uno può trovare la serenità. Mi sento privilegiata di trascorrere questo tempo in Calabria”.

Adriano Mazziotti

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