Mirë se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

IL VOLO DELLA COLOMBA

Il giorno della Epifania non è inteso solo come la festa della “vecchina”  che a cavallo di una scopa vola di casa in casa per lasciare i regali nelle calze appositamente appese accanto ai caminetti; esso ricorda la prima manifestazione pubblica di Gesù Bambino, ossia l’incontro con i Re Magi, elemento caratterizzante della Epifania latina.

Nella liturgia della Chiesa orientale – propria dei centri calabro-albanesi ancora legati al rito greco-bizantino - la Festa odierna contempla il battesimo di Cristo, distinguendosi così dalla Epifania latina, che si caratterizza – come già riportato - con l’ adorazione dei Re Magi.

E puntualmente si rinnovano usanze antiche che ancora sopravvivono in qualche centro, alcune mutuate dalla “cultura maggioritaria” (la rigorosa astinenza dal mangiare carne il giorno della vigilia, come anche il dare cibo in abbondanza agli animali domestici la notte di Natale e dell’Epifania perché non “sparlino” dei loro padroni), altre fortemente caratterizzanti e pregne di significati. E’ il caso del  tradizionale appuntamento  di  stamane  a S. Demetrio Corone con la singolare cerimonia del “volo della colomba”.

In questo centro – l’unico tra le comunità arbëreshe - con la benedizione dell’acqua viene rappresentato un passo del Vangelo che descrive il battesimo di Gesù sulle acque del Giordano.

A conclusione della messa, alle 11,30  i fedeli seguono in corteo il parroco in piazza Strigari. Qui una   colomba legata ad un filo viene fatta scivolare da una delle finestre più alte di un palazzo, fino a fermarsi sul bordo della fontana posta nella piazza. E’ a questo punto che  il papàs Andrea Quartarolo immerge per tre volte la croce (che simboleggia Cristo) nell’acqua davanti alla colomba (lo Spirito Santo)  “fatta scendere” da Dio. Dopo aver rimesso in libertà il volatile, il celebrante  impartirà  la benedizione aspergendo l’acqua con un rametto di rosmarino  su ciascun fedele che gli  passerà ordinatamente davanti baciando la croce (nella foto).

Anche la giornata di ieri pomeriggio si è caratterizzata per un’altra sentita e partecipata cerimonia,  la benedizione dell’acqua al termine della messa. Contenuto in una ampia conca, il liquido  benedetto è stato distribuito ai fedeli in bottiglie e portato a casa per essere conservato e usato, come una sorta di toccasana, nei momenti particolari, di bisogno e per i dolori fisici.

Adriano Mazziotti

priru / torna