ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëvet të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

GLI ABITANTI DI SAN COSMO ALBANESE FESTEGGIANO SAN COSMO GRANDE

Rinnovando una antica usanza, gli  abitanti di San Cosmo Albanese festeggiano oggi e domani (sabato 10 e domenica 11 novembre) la sentita ricorrenza di “Shën  Kosmaj  i Madh” (San Cosmo Grande),  lontana dai clamori e dalla confusione dei tre giorni di mercato settembrino (25-26-27). 

“Nella chiesa greca la festa liturgica dedicata ai Santi medici e fratelli Cosma e Damiano cade in due date: – ci  spiega il papàs Pietro Minisci, parroco della comunità -  il 1° luglio e il 1° novembre.  Nel santuario del nostro centro la ricorrenza celebrativa osserva i due calendari”.

Nella liturgia bizantina, il giorno dedicato al martirio dei due Santi  si ricorda il 1° del mese corrente. Poiché in questo giorno anche  i sancosmetani  si recavano un tempo nella vicina Schiavonea di Corigliano, in occasione della ricca fiera di Tutti  i Santi,  per rifornirsi di derrate alimentari e di generi necessari ad affrontare la lunga  stagione invernale,  da tempo la festa è slittata alla seconda domenica di  novembre. Lo studioso di storia arberesh, prof. Domenico Cassiano, in  “Strigàri”, una esauriente monografia data alle stampe qualche anno fa su commissione della Amministrazione comunale,  spiega le due diverse date della festa  (27 settembre e la seconda domenica di novembre) come la conseguenza dei forti attriti derivanti dalle incomprensioni e dalla divisione degli animi  maturati nei secoli scorsi tra la popolazione latina e quella di rito greco. Divisione diventata con il passare del tempo tanto acuta da indurre  le due parti a festeggiare gli stessi Santi separatamente.

Nel tardo pomeriggio di oggi e domani una suggestiva fiaccolata attraverserà il piccolo e grazioso paese, accompagnando in processione le statue dei Santi. Altro elemento peculiare di questa ricorrenza novembrina è l’uscita del “cavallo” dei Santi, costruito con stecche di canna ricoperte di carta velina.                                                                                             

Un ruolo importante nei tre giorni di  festa di settembre è svolto dal santuario .

Il generoso concorso di fedeli,  l’impegno operoso del clero e della commissione festeggiamenti negli ultimi anni  hanno consentito di portare a compimento rilevanti interventi strutturali, di adattare il tempio alle esigenze liturgiche del rito greco e realizzare un ciclo pittorico di pregevole fattura, ispirato alla migliore tradizione dell’arte sacra bizantina (foto) . L’edificio sacro è ogni anno meta di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il comprensorio, molti dei quali anche a piedi, in segno di ringraziamento per una grazia ricevuta; sulla scia di una radicata usanza che non conosce appannamenti.

Altro vanto della comunità sancosmetana è l’attigua “Casa del pellegrino”. L’ampia struttura eretta qualche anno fa è dotata di tutti i servizi necessari per garantire  un adeguato e dignitoso alloggio all’intenso afflusso di pellegrini nel periodo della festa patronale, ma anche ai visitatori che giungono durante l’anno, specialmente nei mesi estivi.

I fratelli (forse gemelli) Cosma e Damiano, vissuti in Siria nel III secolo in tempi molto difficili per i cristiani, erano chiamati “santi senza denaro” o “anargiri”, in quanto praticavano la medicina curando i più poveri e gli abbandonati senza chiedere compensi. Durante una persecuzione contro i cristiani furono sottoposti a diverse dolorosissime prove, quali la fustigazione, l’annegamento, l’immersione nella fornace ardente, la lapidazione, in ultimo la decapitazione.

Adriano Mazziotti

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