ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Lajme ka Shėn Mitri / Notizie da San Demetrio Corone
 

FURTO AI DANNI DI UNA GIOIELLERIA A SAN DEMETRIO CORONE

E’ finita mercoledģ sera a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, la fuga dell’autore della rapina  consumata martedģ pomeriggio ai danni di un gioielliere di S. Demetrio Corone. I carabinieri della stazione veneta hanno fermato un cittadino romeno, Andrei Dimisca Ionut, 18 anni, domiciliato ad Acri in contrada Duglia, indiziato della rapina consumata all’interno della gioielleria di C. B,  ubicata in Corso Dante, l’arteria stradale pił trafficata e frequentata del centro albanese.

Il fermo, scaturito dal provvedimento emesso dalla Procura di Rossano, č il risultato della brillante e rapida attivitą investigativa dei militari dell’arma di S. Demetrio Corone, che al comando del maresciallo Spinelli in sole ventiquattro ore  sono riusciti a individuare il rapinatore attraverso una mirata attivitą investigativa. Accertato che il Dimisca la notte di mercoledģ era partito da Cosenza alla volta della Romania a bordo di un pullman dell’autolinea internazionale Atlassib, portandosi dietro il bottino sottratto dalla gioielleria, i carabinieri  di S. Demetrio C. sono risaliti alla ditta di trasporto, hanno ricostruito l’itinerario dell’automezzo e segnalato ai loro colleghi veneti l’ora di arrivo del pullman a Selvazzano, fornendo anche una foto del rapinatore. Su segnalazione delle divise nere di S. Demetrio C., inoltre, sono stati recuperati collane e braccialetti in oro, sottratti nel corso della rapina, una parte dei quali il Dimisca aveva occultato negli slip, mentre di un’altra parte della refurtiva aveva tentato di disfarsi una volta accortosi del controllo dei carabinieri. In  attesa della convalida del fermo, il romeno č detenuto nella casa circondariale di Padova.

Per la rapina lo straniero ha utilizzato una bomboletta di gas spruzzandola sul viso del negoziante mentre quest’ultimo gli mostrava due rotoli contenenti braccialetti e catenine d’oro. Una volta  arraffato uno dei contenitori, Dimisca si č dato alla fuga raggiungendo un complice che lo attendeva a bordo di un’Alfa 166.

Adriano Mazziotti

priru / torna