Si conclude con la
festa dell’Epifania il ciclo delle festività natalizie che nelle comunità
italo-albanesi ha visto rinnovare secolari e suggestive tradizioni,
durante le quali sacro e profano si sono fusi in un abbraccio molto
antico. Nel rito greco bizantino, che ancora oggi sopravvive nella maggior
parte dei centri arbereshë, tra le manifestazioni collegate alla Natività,
l’Epifania è una delle più originali e suggestive..
La liturgia ha tre diverse denominazioni:
Epifania (manifestazione); Teofania (manifestazione della divinità di Gesù)
e Tafota (illuminazione o festa delle luci). Nella liturgia orientale il
battesimo di Cristo è ricordato secondo le forme della “teofania” e della
“tafota”. Anche la giornata della vigilia dell’Epifania si è
caratterizzata per alcune peculiarità, come la benedizione dell’acqua che
si è tenuta di pomeriggio. In occasione della cerimonia i fedeli si sono
recati in chiesa muniti di bottiglie che il sacerdote ha riempito di
acqua benedetta contenuta in una conca. Ognuno la conserverà per usarla
come toccasana nei momenti particolari e di bisogno. Pregna di
significati è la tradizionale cerimonia del “volo della colomba”, che
si svolge a mezzogiorno de 6 gennaio a S. Demetrio Corone.
Da una delle più alte
finestre di un palazzo ubicato in piazza Strigari, ricadente nel centro
storico della cittadina, viene fatta scendere, legata ad un filo per le
ali, una colomba bianca, fino a fermarsi sul bordo della fontana pubblica.
Qui il papàs (=sacerdote) immergerà per tre volte la croce (che
simboleggia Cristo) nell’acqua davanti alla colomba (lo Spirito Santo)
“fatta scendere” da Dio. Dopo aver rimesso in libertà la colomba, il
celebrante impartirà la benedizione aspergendo l’acqua con un rametto di
rosmarino su ciascun fedele presente che gli passerà ordinatamente
davanti.
Adriano Mazziotti