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LA FESTA DI SANT'ADRIANO

SERVIZIO FOTOGRAFICO
realizzato da Franco Fama
LA FESTA DI SANT' ADRIANO
servizio di Adriano Mazziotti

La festa di Sant’ Adriano di Nicomedia č prevista nel  calendario liturgico greco-bizantino per il 26 agosto. La popolazione e i tanti sandemetresi da tempo residenti lontano dal paese natio attendono e vivono con  partecipazione la ricorrenza, che per molti abitanti di San Demetrio Corone coincide anche con la fine delle vacanze estive  e la ripresa della vita di ogni giorno.

Una  festa antica, ancora coinvolgente e sentita, sebbene il suo fascino abbia perso come č ovvio lo smalto di un tempo. Una ricorrenza che tuttora  ripropone alcune consuetudini, rivissute con interesse anche dalle nuove generazioni.

Il primo giorno di festa una volta veniva dedicato al tradizionale mercato degli animali. Da quando perņ le autoritą sanitarie hanno vietato la compravendita di bestiame nelle fiere, in ragione del pericolo di trasmissione di malattie bovine e ovine all’uomo, la fiera degli animali ha lasciato il posto a una ordinaria giornata, svuotata degli interessi che fino a qualche decennio fa coinvolgevano i contadini e gli allevatori del posto e del comprensorio.

Altra usanza spazzata via dalla modernitą e che oggi si materializza solo in qualche rara immagine fotografica, era quella praticata nell’arco del novenario dedicato al santo, 17-25 agosto, attraverso il gioco del rrethi. Un cerchione di bicicletta o di botte non pił utilizzabile che veniva spinto dai ragazzi con un gancio di ferro o un bastoncino di legno incurvati in una estremitą. I pił lesti e abili gareggiavano in divertenti corse lungo la strada che dal centro abitato conduce all’antico monastero di Sant’Adriano, e chi arrivava per primo si godeva una meritata bevuta pagata dai compagni perdenti.

Sopravvive ancora, per la gioia di molti nostalgici, , la consuetudine di consumare il gustoso spezzatino di carne di capretto al sugo, condito con bruciante peperoncino e cucinato all’interno delle caratteristiche baracche di legno e canne. L’avventore di oggi, perņ, vi si reca per trascorrere con gli amici una serata diversa  o per un piacevole amarcord. Un tempo, invece, erano i venditori e i massari di fuori i clienti delle baracche, costretti come erano dalla precarietą dei mezzi pubblici e dalla poca disponibilitą dei mezzi propri a trascorrere sul posto i tre giorni di mercato.

Altra tradizione rimasta tuttora intatta č quella di andare in questo periodo in cerca delle radici di liquirizia, la cui pianta dal succo gradevole vegeta ancora all’ombra del prestigioso Collegio.

Il calendario dei festeggiamenti civili, organizzati da un apposito comitato, offre per la sera del 25 agosto un  concerto musicale e i fuochi pirotecnici.

La mattina del 26 agosto ecco la tradizionale processione con le statue del Santo e di sua moglie Santa Natalia.

Adriano conobbe il  martirio in Nicomedia (oggi Turchia) nella seconda metą del  III secolo, dove militava da ufficiale pagano nelle armate romane. Colpito dal coraggio mostrato dai cristiani durante le feroci persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, si convertģ alla nuova religione, che era anche quella della moglie, pagando con la vita la scelta fatta. La tradizione vuole che ad Adriano fosse amputato il braccio destro e rotte le membra una a una.

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