Iniziativa della Pro loco in favore della valorizzazione dei beni
culturali sandemetresi
Il presidente del sodalizio, Gian Carlo Macrì, con una lettera indirizzata
al sindaco, Cesare Marini, suggerisce la opportunità improrogabile, viste
le imminenti vacanze estive, di riattivare l’antica Fontana dei monaci,
posta nelle immediate vicinanze della chiesa di Sant’Adriano, mediante la
pulitura della condotta acquifera o l’allacciamento all’acquedotto
pubblico.
La Pro loco, come scrive nella nota il suo presidente, si fa portavoce
delle lamentele dei sandemetresi e dei turisti nei riguardi della fontana
da anni in disuso. “Essa ha perso la sua funzione sociale e culturale.
Sociale in quanto sandemetresi e turisti, passeggiando per via Dante
specialmente nel periodo estivo, si recavano alla fontana per rinfrescarsi
e fare una breve pausa. Culturale – spiega il presidente Macrì – perché
durante la notte del sabato di Pasqua, tradizione vuole che ci si rechi
presso la fontana dei monaci in assoluto silenzio, e dopo aver sorseggiato
la sua acqua, intonando canti della tradizione pasquale arbereshe , si fa
ritorno alla chiesa madre per partecipare al falò di mezzanotte che si
tiene nel piazzale antistante”.
La fontana dei monaci fu fatta sistemare agli inizi del 1600 da Indaco
Siscar, abate commendatario (alto prelato cui veniva conferito dal papa
l’incarico di amministrare un monastero o una abbazia, ndr), per
soddisfare le necessità della comunità monastica. La sua acqua, un tempo
fresca e continua, sgorgante dalla vicina collina denominata Montesanto,
ha dissetato prima i frati del monastero e dal 1794 fino a un ventennio
addietro anche i giovani frequentanti il Collegio Italo-Albanese e i
residenti della zona.
La fonte, da decenni senza alcun genere di manutenzione, ha cessato di
erogare il fresco liquido, soprattutto perché le caratteristiche piccole
vasche di decantazione e la condotta non sono più pulite; oltre che
per una presumibile diminuzione del flusso d’acqua dalla sorgente.
Adriano Mazziotti