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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
Gli Arbëreshë della Calabria - SAN DEMETRIO CORONE

PAGINA A CURA DI ADRIANO MAZZIOTTI

“IL MARTIRIO DI SANT’ADRIANO”  RITORNA NELLA SUA CHIESA

Dopo circa quattro anni, il quadro su tela raffigurante il martirio di Sant’Adriano , sottoposto a intervento di rimozione dello spesso strato di polvere e di restauro conservativo, è tornato   nella sua sede  originaria, l’antico monastero dedicato al Santo di Nicomedia.

 Il  ritorno del dipinto è stato accolto dai sandemetresi con grande appagamento, sia per la devozione nutrita verso il Santo sia per il lungo periodo trascorso nei laboratori della Soprintendenza di Cosenza.

Il grande quadro a olio raffigura il supplizio di Sant’ Adriano, ufficiale pagano nelle armate romane  sotto l’imperatore Diocleziano, vissuto nel terzo secolo in Nicomedia (oggi Turchia). Impressionato dalle tolleranti sofferenze cui erano sottoposti alcuni cristiani perseguitati, si convertì alla nuova religione, che era anche quella della moglie Natalia, pagando con la vita la coraggiosa scelta fatta.

Il dipinto del  martirio,  consumato secondo la tradizione attraverso l’amputazione delle membra una a una (un braccio fu recuperato dalla moglie e in seguito  venerato come unica reliquia del Santo  ndr),  è attorniato da una cornice barocca che sovrasta l’altare centrale, uno dei tre in stile latino eretti nella parte cosiddetta “settecentesca” del sacro tempio. Questo elemento strutturale della chiesa fu ricavato agli inizi del ‘700 con l’abbattimento della primitiva abside bizantina e il prolungamento dell’edificio, terminate oggi con una cupola barocca e altri due altari latini.

L’intervento di recupero della tela è rientrato nella lunga  serie di lavori che hanno interessato la chiesa dagli inizi degli anni novanta; interventi in parte rivolti al  consolidamento e adeguamento antisismico, in parte a operazioni di restauro di molti elementi architettonici.

Dagli interventi sul  pavimento in “opus sectile”  (minute tessere di marmo abilmente tagliate e incastonate tra loro, di forme e colori diverse, ndr) alla sostituzione dei due portoni di accesso, dal recupero  del settecentesco armadio in castagno a più cassetti al restauro di due vecchi busti porta reliquie in legno raffiguranti Sant’ Adriano e sua moglie Santa Natalia, alla pulizia dei   paliotti dei tre altari e al  ciclo pittorico degli affreschi riportato alla luce sulla cupola del ‘700.

Nelle intenzioni della Soprintendenza per i Beni culturali di Cosenza, gli interventi finora realizzati e i pochi ancora da portare a termine puntano a trasformare la chiesa in museo.

Un traguardo ambito, che comporterà il quasi totale divieto delle funzioni religiose e consentirà al bene artistico per eccellenza di San Demetrio Corone, uno dei pochi  “gioielli” di templi basiliano-normanni in terra calabrese risalenti all’ XI secolo, di entrare nel circuito della grande arte  e a elevarsi  a polo di qualificante  turismo culturale.

Adriano Mazziotti

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