UN MURO DI
CEMENTO ARMATO IN PROSSIMITA' DELLA CHIESA DI SANT'ADRIANO
Un muro in cemento armato al
posto della vecchia parete in pietra rocciosa che per un centinaio di
metri fiancheggia, in prossimità della chiesa di Sant’Adriano e del
Collegio omonimo, il tratto di strada provinciale per Acri. Un altro
pezzo di storia sandemetrese cancellato per sempre.
E’ l’amaro commento di Adriano
D’Amico, componente del comitato provinciale di Rifondazione comunista, ai
lavori di rifacimento di un muro di contenimento in pietra, che cederà il
posto ad un manufatto di cemento armato rivestito degli stessi massi,
alcuni dei quali staccatisi nel corso degli anni.
“Certamente quel vecchio muro
avrà visto in faccia quanti nel 1799 saccheggiarono il Collegio di Sant’Adriano
nel pieno del conflitto tra Giacobini e Sanfedisti, – scrive l’avvocato
sandemetrese in un comunicato rivolto ai suoi concittadini – avrà visto il
prof Girolamo De Rada in groppa al suo asino, quando dalla vicina Macchia
Albanese, tutte le mattine, raggiungeva l’antico Liceo ove insegnava. Avrà
visto i valorosi giovani liceali sandemetresi che raggiunsero Garibaldi
per la sua “spedizione”, e avrà visto intere generazioni di giovani
scambiarsi le effusioni prima e dopo l’ingresso a scuola”.
Dopo i ricordi viene fuori la
rabbia, e con essa le accuse al responsabile dell’intervento:
“l’inoculata” Amministrazione comunale.
A chi serve un muro in cemento
armato ? Non vi erano problemi di stabilità per le case a monte, del resto
la parete è in pietra rocciosa. Saranno stati forse i soliti noti, magari
per interessi propri, a richiedere l’intervento, magari timorosi delle
loro fortune lì site? Chissà! Sarebbe bastato un buon muratore – recita il
comunicato dell’esponente provinciale del Prc – e qualche giornata di
lavoro per ripristinare “a secco” l’antico muro. Le tasche comunali, già
rattoppate, ne avrebbero avuto lauti benefici. Gli animi sensibili del
nostro borgo natio, anche”.
Adriano
Mazziotti