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Gli Arbëreshë della Calabria - SAN DEMETRIO CORONE

PAGINA A CURA DI ADRIANO MAZZIOTTI

SAN DEMETRIO CORONE E LA QUESTIONE DELLO STEMMA COMUNALE

La convocazione del Consiglio comunale, per la presa d’atto della deliberazione riguardante la “presentazione e approvazione dello stemma comunale”, adottato nel 1997 dalla precedente Amministrazione civica,  unitamente alla modifica dell’art. 8 dello Statuto comunale, è stata chiesta al sindaco, sen. Cesare Marini, dai consiglieri di minoranza, Giuseppe Liguori, (P.P.I.); Sangermano Giuseppe (D.S.); Adriano D’Amico e Demetrio Macrì (P.R.C.), dal momento che il sindaco non ha inteso inserire l’argomento all’o.dg. dei precedenti consigli tenutisi dalla scorsa estate.

A monte della richiesta dei gruppi di minoranza consiliare vi è la constatazione che pur essendo stati concessi al Comune di S. Demetrio C. uno stemma e  un gonfalone su regolare  decreto rilasciato nel gennaio 1997 dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, e successivamente trascritti  nel Registro Araldico dello Stato, il sindaco Marini non ha mai voluto riconoscere la validità dello stemma né provveduto alla realizzazione del gonfalone.

A parere del capo dell’esecutivo lo stemma attuale non ha alcun valore in quanto già nel 1990, approvato lo Statuto comunale, il Consiglio all’unanimità aveva  adottato uno  stemma, contenente raffigurazioni diverse dall’attuale; inoltre lo Studio araldico privato, a cui fu affidato  il lavoro di ricerca e di  documentazione non avrebbe fornito mai gli elementi circa l’esistenza, in passato, di un gonfalone comunale.

E’ stato il consigliere di minoranza Giuseppe Liguori, in un ricorso inoltrato al CO.RE.CO, a ribattere e smontare le osservazioni del sindaco, spiegando tra l’altro che “lo stemma indicato nello Statuto del 1990   era frutto di una pura creazione del gruppo di maggioranza pro tempore, non supportata da alcun fondamento storico e quindi, come per legge, impossibile da adottare ”. E ancora, che “l’Associazione Araldica contattata dall’Amministrazione pro tempore nel 1995 fornì, invece, tutta la documentazione della sua ricerca e di rito all’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

E’ a seguito del ricorso del consigliere popolare Giuseppe Liguori che il CO.RE.CO di Cosenza ha bocciato la scorsa estate la deliberazione con cui la maggioranza consiliare non aveva riconosciuto lo stemma adottato nel 1997.

                                                                                                                  Adriano Mazziotti

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