ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Lajme ka Molisi Arbėresh / Notizie dai paesi albanesi del Molise
 

Montecilfone

MORTE E RINASCITA DELLE LINGUE

SEMINARIO DI STUDI PER RIFLETTERE SULLO STATO DELLA LINGUA MATERNA

Le quattro comunitą arbėreshe del Molise (Montecilfone, Ururi, Portocannone e Campomarino) mantengono ancora oggi una apprezzabile vitalitą culturale e una notevole volontą di resistenza alla corrosione.

Il 30 e 31 maggio a Montecilfone ha avuto luogo un seminario di studi per riflettere sullo stato della lingua materna, l’arbėresh, e sulla cultura tradizionale che la connota.

La coordinatrice degli sportelli linguistici, la Prof.ssa Fernanda Pugliese, ha presentato il piano regionale che prevede varie iniziative seminariali a tutela delle comunitą arbėreshe e croata della regione, atte a fare fronte agli effetti della globalizzazione che sembra non risparmiare neppure gli ambienti lontani dai grandi centri.

Hanno animato l’incontro il Prof. I. C. Fortino e la Dr.ssa M. Bruci, dell’Universitą di Napoli L’Orientale.

Il Prof. Fortino nel suo intervento ha posto all’attenzione e alla riflessione dei partecipanti tre punti fondamentali: 1) lo stato della minoranza arbėreshe e gli strumenti di tutela; 2) i tratti linguistici delle parlate arbėreshe; 3) la cultura letteraria.

 

1. Morte e rinascita delle lingue.

La lingua arbėreshe, nello stato di diaspora all’interno del contesto linguistico e culturale italiano meridionale, si č tramandata oralmente per pił di 500 anni e ha visto sorgere e affermarsi una creazione letteraria ad opera di autori arbėreshė autodidatti. Oggi le comunitą arbėreshe mostrano segni di sfilacciamento del tessuto linguistico e di quello culturale, dietro le spinte della lingua e della cultura pił prestigiosa, l’italiana. Le leggi, nazionale e regionali, vogliono essere un baluardo al processo di impoverimento della cultura arbėreshe e al contempo un elemento propulsivo di sviluppo, di cui si avvertono gią i primi segni positivi; a) organizzazione degli sportelli linguistici; b) progetti di didattica della lingua parlata locale; c) attivitą seminariali di aggiornamento per gli operatori culturali e per quanti vogliano approfondire le conoscenze; d) pubblicazioni relative a problematiche legate alla lingua, alla letteratura e alla cultura arbėreshe.

Gli operatori culturali nella loro attivitą, che č svolta con impegno e generositą, sono sostenuti dalla tesi, comprovata dal linguista francese Claude Hagčge, secondo cui le lingue, anche le pił corrose, possono rinascere e riprendere vigore e ruolo, purché opportunamente sostenute (Cfr. C. Hagčge, Morte e rinascita delle lingue, Feltrinelli, Milano 2002).

Le comunitą arbėreshe, pur accusando un comprensibile stato di indebolimento, mantengono tuttavia una interna potenzialitą che si spera gli permetta una ripresa pił sensibile nel prossimo futuro.

 

2. La variante linguistica.

La lingua arbėreshe, nelle sue varie forme analizzate sotto il profilo del processo evolutivo, presenta tratti conservativi di notevole importanza, ma anche vari fenomeni di innovazione. Tra questi ultimi quello pił appariscente č l’infiltrazione nel tessuto dell’arbėresh di molti elementi lessicali italiani o romanzi.

La struttura di fondo della grammatica resiste in maniera sorprendente. Vanno ricordati, in sintesi, alcuni tratti che caratterizzano le varie parlate: a) in fonetica, a mo’ d’esempio, vanno menzionati i nessi consonantici conservativi kl, gl di alcune parlate arbėreshe che permettono di individuare anche le zone di provenienza d’oltre Adriatico: la Ēamėria che si trova a sud-ovest dell’Albania; mentre la trasformazione della liquida palatale ll  in fricativa velare gh č indice di innovazione; b) in morfologia la conservazione del genere neutro e alcune forme  di aoristo in –ta, -tim, riportano a un periodo antico documentato anche dagli autori del XVI secolo; mentre la tendenza alla scomparsa dell’aoristo sigmatico č segno dell’evoluzione piuttosto recente della lingua; c) nella sintassi sono presenti costruzioni paratattiche con valore semantico durativo al posto delle ipotattiche: ėshtė e fjė; rri e qan. Questi ed altri fenomeni linguistici sono stati illustrati attraverso la proiezione di cartine geolinguistiche, contenute nella recente pubblicazione dell’Atlante Dialettologico della Lingua Albanese.

Parlando di lingua, si č accennato anche a questioni di glottodidattica, relative alla forma linguistica da insegnare nelle comunitą albanofone, rispetto anche alla lingua standard d’Albania. A tal proposito si č fatto riferimento al Convegno, tenutosi a S. Paolo Albanese nel giugno 2006, su “Quale didattica per l’arbėresh”, che ha affrontato l’argomento, dando documentate indicazioni (Cfr. Atti: Quale didattica per l’arbėresh, Quaderno 2, UNIBAS 2006). Si č, in sintesi, ribadito che rimane fondamentale l’insegnamento della lingua parlata, quella con cui il ragazzo si identifica, perché č la lingua che lo lega alla famiglia e al paese.

 

3. Cultura letteraria.

Un dato significativo che denota la vitalitą della minoranza linguistica č rappresentato dalla produzione letteraria e dagli studi scientifici e divulgativi di molti scrittori arbėreshė. Si č ribadito che, fino a quando una comunitą minoritaria allogena produce opere letterarie, espressione della propria cultura e nella propria lingua, ha buone garanzie di sopravvivenza e fondate prospettive di sviluppo. Gli arbėreshė, infatti, fin dal primo secolo di insediamento nell’Italia meridionale hanno cominciato a scrivere nella propria lingua e hanno continuato a creare gradualmente una ricca tradizione di valide opere letterarie. Se il passato č stato segnato positivamente dalle opere di scrittori, quali Varibobba, Chetta, De Rada, Santori, Serembe, Dara, il presente continua ad essere caratterizzato dalla continuitą della produzione letteraria in lingua arbėreshe: Ujko, Schirņ, Zuccaro, Bruno, Golletti, Del Gaudio, Campera.

Il seminario ha attirato l’attenzione di un pubblico qualificato e motivato, pronto ad affrontare tematiche vitali per la cultura della comunitą arbėreshe, ed ha concluso i lavori auspicando incontri a scadenza periodica per garantire continuitą all’aggiornamento e alle ricerche sul campo.

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