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PERSONALE DI CHIMENTI A NEW YORK

Ancora un’esperienza newyorkese per Pino Chimenti. Questa volta si tratta di una personale  dal titolo “Microcosmi ermetici” che si terrà presso la Gallery@49 322 West, 49 Street 10019 New York e che s’inaugura il prossimo 15 aprile. La personale, visitabile fino al 6 maggio, è composta da 20 opere ed è corredata da un catalogo monografico a colori, edizioni D’Ars, con testi di Cortenova, Dorfles, Gallo, Gualdoni, Rizzi, Serafini, Trini.

Cartigli iridescenti della memoria guerriera... (part 2), 20

L’artista che vive e lavora a Spezzano, ha esordito nel panorama artistico italiano intorno alla metà degli anni ’70. «Dopo un breve periodo di ricerca concettuale – è scritto in catalogo – la sua pittura acquista maggiore libertà compositiva con accenni astratto/fantastici (ciclo fabule mitopoietiche). Successivamente Chimenti, pur mantenendo sempre nell’opera una forte componente mitica, onirica ed ironica, inserisce nel quadro nuove stesure cromatiche di raffinata fattura».

Cartigli iridescenti della memoria guerriera... (part 3), 20

Nel recente ciclo “Cartigli Ermetici”, il pittore ritorna sulle problematiche sociali ed esistenziali. Emblematico, infatti, anche se inizialmente criptico,  il titolo della mostra, che sottolinea e affronta la problematica della non comunicazione nell’odierna società, nel senso che una “distratta” comunicazione fra gli uomini potrebbe portare ad un neo imbarbarimento, poiché l’uomo, che non comunica più come una volta, oggi è costretto a convivere con le nuove tecnologie che si sostituiscono sempre più alle esigenze primarie degli esseri umani: il messaggio è più mediato che immediato.

A questo punto riappare l’annosa problematica fra arte e scienza. «Oggi - scrive Trini in un precedente testo parlando di Cimenti - aprire una wunderkammer (stanza delle meraviglie), è ancora una sfida, anche perché  la conoscenza avrà sempre dei limiti come dice la scienza». Cos’è, infatti, la creazione artistica se non una stanza delle meraviglie, un condensato esistensivo dell’immaginario che dal nulla si cristallizza in un messaggio universale?

Lo stesso Chimenti afferma che «L’opera d’arte va verso l’immortalità essendo una entelechia che diventa una fabbrica di senso per opera del fruitore, mentre l’invenzione va verso la mera archeologia».

Piccolo cartiglio iridescente con memoria di sciamano, 2000

Spesso nei lavori di Chimenti c’è questa necessità di parlare dell’uomo nella sua lotta continua con la vita, certamente  attraverso una figurazione non sempre esplicita, ma spesso metamorfizzata. Il pittore Chimenti, come un oracolo, si sposta con destrezza dal passato verso il futuro e viceversa, mescolando le carte della magia della vita.

Nell’opera “Rivisitazioni nostalgiche di due guerrieri simbiotici del futuro”, esposta in questa mostra,  il messaggio esistenziale della non comunicazione si afferma in modo emblematico. L’occhio dell’osservatore si dipana attraverso un linguaggio metonimico che si riappropria di un microcosmo culturale in divenire, dove le figurazioni appunto simbiotiche dei due guerrieri in lotta, si svuotano, diventano mere presenze dentro il teatro della vita, disattivati del loro carico terrifico ma che insegnano e guidano verso la giocosità.

Raffaele Fera

Articolo pubblicato sul quotidiano di informazione “La Provincia Cosentina”. Anno V, n° 103 del 14/04/2003, pag. 17.

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