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I PRODOTTI TIPICI  CALABRESI TRATTATI NEL NUOVO LIBRO DELL'AGRONOMO VINCENZO CURCI

E’ stata appena edita la seconda edizione dell’agronomo Vincenzo Curci

Prosegue nel segno della professionalità e dell’estrema competenza la produzione libraria di Vincenzo Curci. E’ stata appena edita, infatti, dalle «Edizioni Prometeo» di Castrovillari, per la collana “Scuola e società”, la seconda edizione del testo “Prodotti tipici della terra di Calabria” che l’agronomo di Spezzano Albanese ha sostanzialmente riscritto rispetto alla precedente stesura.

Vincenzo Curci, laureato in scienze agrarie, è docente titolare negli Istituti Agrari.  Si occupa inoltre di valorizzazione dei prodotti e di didattica. All’attività didattica, affianca la passione verso il settore delle produzioni agro alimentari con studi e ricerche che lo hanno portato a cimentarsi in pubblicazioni a carattere scientifico  e pratico divulgativo.

Il volume appena dato alle stampe, distribuito nelle principali edicole e librerie, ricco di una ottantina di foto a colori, in 192 pagine passa in rassegna i prodotti tipici della nostra regione, per i quali da specifiche indicazioni sulle aree geografiche di coltivazione elettiva, sulla destinazione del prodotto, sulle coltivazioni biologiche, sui prodotti Dop. Il testo è arricchito da un’utilissima ed esauriente appendice di carattere

normativo a livello regionale che disciplina i marchi Dop nei vari comparti agricoli ed alimentari.

E’ così possibile avere informazioni tecniche ed economiche su tutti i prodotti tipici calabresi, dai più noti ai meno celebrati. Si va dal bergamotto del reggino al cedro dell’alto tirreno cosentino, alle clementine della sibaritide, all’arancio biondo tardivo di Trebisacce, ai limoni di Rocca Imperiale. Trattazione a parte per salumi e prodotti caseari (caciocavallo silano Dop, pecorino crotonese); così come per la cipolla di Tropea, per i tre oli Dop calabresi (Bruzio, Alto Crotonese e Lamentino). Ricca la mappa dei vini Doc e Igt provenienti da ben 24 località ben definite del territorio regionale. Ma non manca un posto per melograni, fichi d’india, liquirizia, funghi, pomodoro di Belmonte, patate silane castagne, peperoncino, miele, sardella, finocchio, origano e tanto altro ancora fra cui la panificazione.

«L’agricoltura mediterranea – è detto in premessa – dovrà differenziarsi dai modelli del resto del mondo sviluppando un modello autonomo, forte e competitivo facendo leva su qualità organolettiche, specificità produttive e tipicità delle produzioni.

Le produzioni tipiche calabresi, infatti, sono una grande risorsa di sapori, profumi e gusti che vanno tutelati. C’è un repertorio di prodotti esclusivi che tutti ci invidiano, spesso sconosciuti al grande pubblico che vanno valorizzati, mettendo in evidenza il giusto peso che hanno nella dieta mediterranea.  Rivisitare gli squisiti e naturali prodotti calabresi rappresenta un impegno per far rivivere realtà e aspetti importanti della vita rurale.»

Lo scopo dichiarato del volume di Curci è appunto quello di «far conoscere al grosso pubblico e rilanciare il meglio delle produzioni della terra di Calabria».

Raffaele Fera

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