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CHIMENTI ALLA XIV QUADRIENNALE D’ARTE «ANTEPRIMA – NAPOLI»

A Palazzo Reale l’esposizione che raccoglie i nomi più significativi del nuovo panorama nazionale dell’arte contemporanea

Pino Chimenti è presente alla XIV Esposizione Quadriennale d’Arte “Anteprima – Napoli” che vuole essere una ricognizione degli artisti del Centro-Sud.

Questa edizione allestita negli ambienti di Palazzo Reale di Napoli, è rappresentativa delle realtà artistiche di Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Seguirà un’altra “Anteprima” a Torino dedicata agli artisti del Centro-Nord. La mostra promossa dalla Quadriennale di Roma, esce per la prima volta  dai confini della capitale. Essa è posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, col patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. La mostra mantiene fede alla tradizione documentativa delle precedenti Quadriennali. “Territori”, “relazioni”, “permanenze”, “realismi”, sono le quattro scansioni nelle quali è articolato l’intero percorso espositivo. Non si tratta di sezioni, bensì di raggruppamenti di opere che, nella loro diversità, rappresentano l’aspetto più rilevante della mostra.

Neo condottiero della fiction con ombelico etnico, 2000. Tempera e acrilico su carta applicata Schoellers, 36,5x67 cm.

Storicamente parlando, la Quadriennale di Roma, con la Biennale di Venezia e la Triennale di Milano, fa parte della triade delle grandi istituzioni espositive nazionali. Nel corso della sua lunga storia, la Quadriennale è stata guidata da illustri personalità della vita culturale. Tutti i più grandi artisti del Novecento, hanno figurato in tale istituzione.

Il significato esoterico e simbolico dell’opera presentata da Chimenti – “Dittico dell’identità con simbionti immaginifici vagamente industriosi” – si configura attraverso immagini dalla valenza onirica e affabulatoria per evidenziare la tematica dell’identità umana. Il susseguirsi di immagini fortemente colorate e intessute da un minuzioso grafismo, crea una specie di atmosfera fiabesca in cui le figure (simbionti), come tante marionette, prive di ogni carica terrifica, e ridotte a sequenze metamorfiche, alludono in chiave simbolica e metonimica al disagio dell’uomo nel suo vago tentativo di trovare una propria identità con l’altro e con l’ambiente circostante. Dal titolo stesso dell’opera emerge che tale identità non può definirsi senza l’alterità, ovvero la xenos.

Opera presentata alla XIV quadriennale d'arte: Dittico dell'identità con simbionti immaginifici vagamente industriosi (immagine della 1^ sequenza) 2003. Tempera e acrilico su tavola, 70x200 cm.

L’aspetto simbiotico dei personaggi, quindi, sottende, in termini grotteschi ed ironici insieme, una mutazione dell’uomo in divenire, registrando così la perdita di una propria profonda visione del mondo sostituita da una malintesa artificializzazione. Il gioco sottile dell’artista, consiste, pertanto, nel creare tra se e il fruitore l’invio costante a un’epopea apparentemente ludica, ma che nasconde misteriosamente la sintesi tra mito e realtà.

La mostra, aperta fino all’11 gennaio, è visitabile tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 9 alle 19. Catalogo edito da De Luca Editori d’Arte.

Raffaele Fera

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