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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

ACCADDE A SPEZZANO E DINTORNI  NELL'AGOSTO DEL …

01/08/1915  Senza alcuna particolare cerimonia ufficiale, dati i tempi di guerra, viene aperta la tratta ferroviaria Cosenza – Paola.

02/08/1806  Legge eversiva della Feudalità, pubblicata il 14 agosto e confermata dal Murat nel 1810. Viene abolito il regime fondiario feudale con tutti i suoi diritti e privilegi. Per dirimere le immancabili controversie fra le parti (feudatari, Stato, Comuni, cittadini), venne istituita a Napoli la Commissione Feudale. Aboliti anche tutti i titoli nobiliari. La Calabria annoverava 25 principi, 14 duchi, 18 marchesi, 2 conti e 135 baroni.

03/08/1667  il nuovo Papa Clemente IX, 45 giorni dopo la sua elezione, firmò l’”Exequatur” che decretava il cambio del rito a Spezzano. La motivazione di una così sollecita firma da parte del Pontefice è sicuramente da ricercare nelle eresie di Lutero, Calvino e Giansenio che agitavano il mondo cattolico. Il rito greco – bizantino che permette il matrimonio dei sacerdoti (all’epoca tutti felicemente sposati e con numerosa prole), era un pericolo da non sottovalutare per la chiesa cattolica in un’epoca in cui il germe delle eresie e degli scismi era all’ordine del giorno.

04/08/1666  Don Nicola Basta, l’ultimo papas di rito bizantino di Spezzano Albanese, relegatosi in un volontario domicilio coatto a San Lorenzo, quella sera, mentre passeggia lungo la strada che congiunge i due paesi, nei pressi della cappella di San Domenico e che segna il confine fra i due feudi di Terranova, appartenente a don Carlo Spinelli, principe di Tarsia e quello di San Lorenzo di proprietà di Don Paolo Mendoza, Marchese della Valle Siciliana, viene arrestato dagli stessi sbirri che lo avevano apostrofato due anni prima e tradotto nelle segrete del castello di Terranova da Sibari, ove finirà i suoi giorni il 31 agosto.

05/08/1951  Alla presenza dell’Arcivescovo di Rossano e dei Vescovi di Cassano, S. Marco Argentano e Lungro, nonché di autorità civili e militari, ed una folla oceanica di devoti, la Chiesa della Madonna delle Grazie viene elevata alla dignità di Santuario, per interessamento dell’Arciprete don Francesco Gullo, che vede realizzarsi un suo vecchio sogno.

06/08/1968  Porta tale data il decreto papale che autorizza l’uso della lingua albanese nella celebrazione della liturgia greco bizantina. La  svolta avvenuta grazie alle nuove disposizioni scaturite dal Concilio Ecumenico Vaticano II si concretizzò in occasione del V centenario della morte di Skanderbeg quando venne concelebrata la prima messa nella nuova lingua e non più in greco, nella Basilica di San Pietro, da parte di Mons. Giuseppe Perniciaro, Vescovo di Piana, Mons. Giovanni Stamati, Vescovo di Lungro e Padre Teodoro Minisci, Archimandrita della Badia Greca di Grottaferrata. L’introduzione ufficiale della liturgia in albanese nelle comunità della Calabria è avvenuta il 13 ottobre 1968.  

07/08/1106  Enrico IV, uno dei più famosi imperatori del tempo, morirà come l'ultimo dei miserabili. Salito al trono del Sacro Romano Impero all’età di 4 anni, dopo aver dominato la scena politica per 40 anni, a 56 anni finiva come un cane randagio rifugiato dentro una topaia, non per opera dei suoi nemici, ma per un’azione indegna dei propri figli.

08/08/1806  Parte la riforma amministrativa dello Stato Napoletano, conclusasi l’8 dicembre. Il regno di Napoli venne suddiviso in 14 Province suddivise in Distretti. I Distretti erano suddivisi in Circondari; i Circondari in Mandamenti e questi in Comuni, retti da un Sindaco e dal Decurionato. La Calabria è stata ripartita in Citeriore con capoluogo Cosenza ed Ulteriore con Capoluogo Monteleone (Vibo Valentia). Qualche anno dopo fu istituita la Provincia di Reggio Calabria e quella di Monteleone sostituita con Catanzaro.

09/08/1866  Per l’avvenuto armistizio con l’Austria, gli viene ingiunto a Garibaldi di fermarsi con i suoi ”Cacciatori delle Alpi”. Il Generale rispose da Bezzecca col famoso «Obbedisco».

10/08/1598  Istituzione a Spezzano dei registri parrocchiali delle nascite e dei battesimi effettuati presso la chiesa della Madonna (poi detta delle Grazie) fino al 22/01/1607 e in seguito nella nuova chiesa parrocchiale di San Pietro. La disposizione ecclesiastica era stata stabilita nel 1563 dalla XXIV Sezione del Concilio di Trento. Quell’anno si registrarono 19 battesimi in una comunità di poco più di 600 anime.

11/08/1901  Muore a Napoli Francesco Crsipi di discendenza albanese. I genitori provenivano da Palazzo Adriano e il nonno paterno di cui egli portava il nome era sacerdote greco. Mazziniano, partecipa ai moti del 48. Nel 1860 partecipa all’impresa dei Mille e fu ministro dell’interno nel governo provvisorio siciliano. Deputato dal 1861 e presidente della Camera nel 1876/77 e ministro dell’interno nel 77/78,  fu costretto a dimettersi perché accusato di bigamia. Nel 1887 è nuovamente ministro dell’interno e lo stesso anno, alla morte di Depretis, fu presidente del consiglio (Primo capo di governo di origini meridionali, oltre che arbëreshë) e ministro degli esteri fino al 1891. Costretto a dimettersi, fu nuovamente presidente del consiglio e ministro dell’interno dal dicembre 1893 al marzo 1896. Era nato a Ribera (Agrigento) il 04/10/1818.

12/08/1938  Nasce a Santa Sofia d’Epiro il Reverendissimo Padre Emiliano Fabbricatore, Protoarchimandrita Esarca Ordinario di Grottaferrata. Dopo la maturità classica, consegue la licenza in Sacra Teologia nella Pontificia università di San Giovanni in Laterano. Attualmente è il legale rappresentante della Congregazione d’Italia dei Monaci Basiliani.

13/08/1806  Nuovi scontri si verificano a Spezzano albanese tra filo francesi e filo borbonici nei pressi della collina di San Salvatore. Questa volta resta ucciso dalle truppe francesi lo spezzanese Giuseppe Dorsa di anni 45, mentre si recava a combattere a Cosenza. Il suo corpo venne seppellito per ordine dell’arciprete Cucci, sotto le mura della chiesa omonima  costruita sin dal 1581 sulla sua sommità. Oggi il rudere della ex chiesa, ormai da tempo immemorabile sconsacrata ma che continua a campeggiare sulla sommità della collina a 360 metri s.l.m., viene utilizzato come deposito di apparecchiature elettroniche per antenne e ripetitori radio-televisivi.

14/08/1915  Nel corso della prima guerra mondiale, il tenente spezzanese del 10° Bersaglieri, Giovanni Liguori, in tale data e nei successivi 16, 27 e 28 agosto, si distingue nei combattimenti  contro il nemico in località “Pal Piccolo”. Il suo eroismo viene riconosciuto il 14 settembre del 1915 quando viene insignito di medaglia d’argento con la seguente motivazione: “Benché ferito, resta sul posto di combattimento. Colpito una seconda volta da una granata che gli spezza una gamba, si lamenta solo perché costretto ad abbandonare il combattimento”.

15/08/1851  Nel corso di un tentativo di fuga, (poi fallito) da parte dei detenuti politici rinchiusi nelle segrete del castello di Cosenza,  Attanasio Dramis uccide la sentinella di guardia. Il maggiore Vincenzo Luci, delegato dai compagni di prigionia a trattare con l’Intendente del Carcere, Orazio Mazza, condizioni meno dure possibili e da questi tacciato di codardia, reagisce con orgoglio sprezzante provocando la reazione del Mazza che, dietro indicazione medica gli propina 12 legnate che lasceranno il segno sul suo fisico, per tutto il resto della vita.

16/08/1487  Il Re di Napoli Ferdinando I d’Aragona, emette un decreto col quale stabilisce che i cespiti feudali di Terranova, San Mauro, Calopezzati, Trebisacce, Mormanno, Luzzi, Castelfranco, Regina, Torano, Sangineto e altri paesi non si dovessero «…vendere quo ad dominum et propietatem, ma solamente arrendare o affictare anno per anno, secondo fossero solito arrendarse…».

17/08/1916  Nel corso della settima battaglia dell’Isonzo, muore sul fronte del Carso, Angelo Patitucci del 220° fanteria. In questo secondo anno di guerra, lasciarono la vita sul Trentino ben 14 soldati spezzanesi. A guerra conclusa, nel 1918, Spezzano conta complessivamente 63 caduti e 31 mutilati.

18/08/1898  Nella notte muore a Spezzano Albanese dove era nato il 20 febbraio del 1826, Vincenzo Luci (il Maggiore), figlio di Costantino e Rachele Pace (sorella del sottintende Muzio Pace). L’eccidio dei F.lli Bandiera segna l’inizio del suo impegno politico. Fondatore della “Giovine Italia” a Spezzano, fu poeta soldato. Nominato Capitano della Guardia Nazionale, segue Giuseppe Pace spargendo la rivolta nella presila cosentina e quindi Domenico Mauro sulle balze di Campotenese. Componente di spicco della sezione di Spezzano della “Giovine Italia”, “ha una voce di tuono – dice il Serra – una corporatura gigantesca e robusta e  nel cuore il demone dell’operosità”. Dopo i falliti moti del ’48, si dà alla latitanza per evitare la reazione borbonica. Arrestato nel 1850 viene rinchiuso con altri nelle segrete del castello di Cosenza. Processato e condannato in contumacia a 25 anni di lavori forzati viene catturato, rinchiuso nel bagno penale di Procida  e quindi relegato a Ventotene assieme a Luigi Settembrini, Silvio Spaventa, Gennaro Placco. Ridotta la pena a 12 anni per la grazia concessa su richiesta della madre a Re Ferdinando di passaggio da Spezzano, viene quindi liberato nel 1859 su interessamento dell’Inghilterra. Si pone subito alla testa dei garibaldini per preparare il terreno all’impresa dei Mille. Nell’imminenza dello sbarco in Calabria convince il Generale Cardarelli a deporre le armi della piazza di Cosenza. Ricomposto il battaglione dei tempi del 48, segue il Generale Garibaldi fino al Volturno, dando prova di grande valore nella memoranda giornata del 1° ottobre. Insignito di medaglia d’argento al valore, nella battaglia di Capua, lo ritroviamo nel Tirolo nella guerra del ’66. Eletto Consigliere Provinciale nell’Italia unificata, si ritirò presto a vita privata in campagna, disgustato dalla politica.

19/08/1806 Il Vescovo Francesco Bugliari, Presidente del Collegio Italo-Greco di San Demetrio Corone, perde la vita nella sua Santa Sofia, ad opera di reazionari borbonici capeggiati dall’armigero Gian Marcello Lopez (Pettolone), che personalmente lo finisce con 22 pugnalate. Il cadavere della vittima rimase due giorni in mezzo alla strada. Solo il 21 agosto, al rientro degli abitanti in paese, gli viene data onorata sepoltura. Era nato a Santa Sofia il 14 ottobre 1742 da Giovanni e Maria Baffa.

20/08/1790  Nasce a Napoli Pietro Antonio Sanseverino, 15° Principe di Bisignano. Fu Intendente Generale della Casa Reale di Napoli fino al 1859. Alla caduta del Regno delle Due Sicilie segue Francesco II nel suo esilio romano. Sposò il 13 gennaio 1807 Donna Maria Antonia Serra, figlia di Don Luigi 4° Duca di Cassano e Ministro di Stato e di Donna Giulia Carafa dei Principi di Roccella (nata il 20 agosto 1790 e morta a Roma il 16 settembre 1864). Pietro Antonio muore a Roma il 20 maggio del 1865. Gli succede il figlio Luigi (16° e ultimo Principe di Bisignano) nato il 5 marzo del 1823 a Napoli. Questi sposò Giulia Imperiale dei Principi di Francavilla e morì, sempre a Napoli, il 16 novembre del 1888.

21/08/1860  Giuseppe Garibaldi, attraversato lo stretto nella notte fra il 19 e il 20 agosto, il 21 libera la città di Reggio Calabria.

22/08/1876  Muore la madre del Maggiore Vincenzo Luci, donna Rachele Pace, che nel 1852 aveva chiesto al re Ferdinando II di passaggio da Spezzano Albanese, la grazia per il figlio che languiva al bagno penale di Procida.

23/08/1268  Nei pressi di Tagliacozzo si scontrano le truppe di Carlo I d’Angiò con quelle di Corradino (ha ora 17 anni) calato dalla Germania con un esercito raccogliticcio. Sconfitto, fugge verso Roma imbarcandosi nei pressi di Nettuno, ma Giovanni Frangipane, signore del luogo, lo blocca al largo, lo riporta a terra, lo rinchiude nel castello di Astura, consegnandolo quindi a Carlo d’Angiò, che dopo un sommario processo per lesa maestà, il 29 ottobre, lo fa decapitare a Napoli in Piazza del Mercato. Carlo I d’Angiò regna sulla Sicilia fino alla morte, nel 1285.

24/08/1892  Nasce a Limeira in Brasile, lo spezzanese Francesco Nociti, (l’aviatore) figlio di Alfonso e Maria Nociti (cugini). Ritornato presto con la famiglia a Spezzano, è alunno del Collegio di San Demetrio. Nel 1910 abbandona gli studi universitari (medicina) e parte volontario in Africa. Nel 1915 è sul fronte di guerra come alpino ma l’anno seguente è in aviazione ottenendo due medaglie d’argento al valore. Improvvisamente ammalatosi, si ritira a Spezzano ove muore il 10 dicembre 1933.

25/08/1830  Nasce a Spezzano Albanese Orazio Rinaldi dal Notaio Giovanni Andrea e da Mariangela Bellezzi. Educato nel collegio di S. Adriano, partecipò attivamente ai moti del 48. Anch’egli subì il carcere di Santa Maria Apparente in Napoli dal 1856 al 1860. Prese parte all’impresa dei Mille in qualità di luogotenente nella battaglia di Capua. Dopo l’Unità, il Segretario di Stato Silvio Spaventa lo nomina Ispettore Capo della Questura di Napoli ove rimase fino al 1° settembre 1885. Morì a Spezzano il 13/01/1916.

26/08/1582  Nasce Sant’Umile da Bisignano, al secolo Lucantonio Pirozzo, figlio di Giovanni e di Ginevra Giardino, proclamato Santo il 19 maggio 2002. Dopo aver superato il Noviziato (04/09/1610), viene a San Lorenzo del Vallo, presso il convento dei Riformati, chiamato dal Duca Don Andrea Alarçon, per officiare nel rito latino alla popolazione italiana divenuta maggioranza dopo che buona parte dei profughi albanesi era già stata trasferita dal feudatario altrove per ripopolare e creare nuovi insediamenti. Le poche famiglie di albanesi ancora presenti a San Lorenzo, sono state servite nel rito bizantino fino al 1610 dal papas Nicola Nemojanni della vicina Spezzano. Frate Umile ritornerà ancora a S. Lorenzo nel 1627. Morirà il 26 novembre del 1637.

27/08/1910  Nasce a Skopje, capitale del Kosovo, da genitori di origine albanese, Madre Teresa di Calcutta al secolo Agnese Gonxha Bojaxhiu, suora di Loreto, fondatrice delle suore Missionarie della Carità. Morirà a Calcutta il 5 settembre del 1997.

28/08/1459  Re Ferrante, dopo la morte di Antonio Sanseverino, conferma nei possedimenti paterni il figlio Luca. Nel documento, fra le altre terre viene menzionato il feudo di «Castrum Santo Antonii de Stregula et eius territorium». Il padre Antonio, sin dal 1447, alla morte della madre Covella Ruffo, assieme alla moglie Giovannella (Cella) Orsini, aveva refutato(1)  i titoli e il patrimonio al figlio e si era ritirato a vita privata. Luca Sanseverino che regnò fino alla fine del 1471, incrementò la produzione della seta, del sale, dello zucchero, oltre all’agricoltura e il commercio, trattando personalmente le transazioni ed esportando nei principali paesi europei. All’epoca era importantissima la fiera annuale di S. Antonio a Terranova, che si teneva il 17 gennaio.

29/08/1836  Il Re Ferdinando II di Borbone fa equiparare l’arciprete Vincenzo Maria Cucci al Primicerio  della Collegiata di San Giovanni Maggiore di Napoli premiando la «…sempre lodevole condotta nell’esercizio del Sacro Ministero…» avendo «… serbato in ogni tempo costante attaccamento e devozione al Nostro Real Trono».

30/08/1794  Il collegio Italo-greco di San Demetrio viene dotato di tutti i beni del baronale monastero dei Basiliani di S. Adriano, da cui il nuovo nome. La nuova sede può ospitare fino a 200 alunni.

31/08/1860  In mattinata Giuseppe Garibaldi parte da Soveria Mannelli. Lungo la strada per Rogliano si ferma in località “Agrifoglio” per salutare la folla degli insorti. Quivi detta a Donato Morelli il famoso telegramma: «Dite al mondo, che ieri coi miei prodi calabresi feci abbassare le armi a 10 mila soldati comandati dal generale Ghio. Il trofeo della resa fu dodici cannoni da campo, diecimila fucili, 300 cavalli, un numero poco minore di muli e immenso materiale di guerra. Trasmettete in Napoli e ovunque la lieta novella». Da Rogliano emette un decreto per stabilire che «Gli abitanti poveri di Cosenza e dei Casali esercitassero gratuitamente gli usi di pascolo e di semina nelle terre demaniali della Sila. E ciò provvisoriamente sino a definitiva disposizione». Riparte alle ore 18,00 e alle otto di sera entra a Cosenza illuminata a festa. Parlando alla folla delirante dal balcone del Palazzo dell’Intendenza, raccomanda l’ordine e la calma e investe Donato Morelli, ricco proprietario e vecchio cospiratore, di pieni poteri. Questi trovò il modo di svuotare completamente il decreto di Rogliano dei già modesti contenuti.

 

(1)      La “refuta” era una forma speciale di alienazione del feudo. Consisteva nella rinunzia a favore dello stesso concedente (cioè del Re), o dei figli o agnati (congiunti in linea maschile) del feudatario. Se la refuta era fatta a favore dell’agnato più prossimo alla successione, avveniva senza il consenso del Re, in quanto, più che una alienazione, era considerata una donazione a titolo di anticipata successione.

Raffaele Fera

 

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