Mirë se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

ACCADDE A SPEZZANO E DINTORNI  NEL MAGGIO DEL …

01/05/1890   Muore ad Altomonte Gennaro Mortati. Patriota, figura esemplare di soldato e di letterato. Partecipa ai moti dal ‘48 al ‘60. Subì anch’egli, dopo il 1852, il carcere di Santa Maria Apparente in Napoli donde uscì nel 1859. Fingendosi gravemente ammalato, la notte del 5 luglio 1859, riesce ad eludere la sorveglianza delle guardie nel soggiorno obbligato di Spezzano e si dà alla fuga. Attraversa Viggianello; giorno 7 è a Rotonda e l’11 arriva a Napoli, ove si rifugia in casa dello zio Gabriele Frega, in seguito Procuratore Generale di Vittorio Emanuele II. La polizia è sulle sue tracce. Il 13 raggiunge Capua, quindi San Germano, Sora e Veroli ai confini con lo Stato Pontificio. Fingendosi sordomuto in mezzo ad una compagnia di zingari calderai, il 19 è a Roma. Il 21 riparte per Civitavecchia, Livorno, Genova, Bologna, Forlì, dove giunge il 3 agosto. Il 9 agosto si arruola come volontario nel 19° reggimento fanteria, 4° battaglione, 2° corpo d’armata dell’Italia Centrale al comando del generale Luigi Mezzacapo. Notato per le sua cultura (scrive sui giornali cittadini), si iscrive all’Accademia di Modena da cui esce nell’aprile del 1860 col grado di Tenente. Segue quindi di Garibaldi nella spedizione dei Mille, dando prova di valore nell’assedio di Gaeta, distinguendosi nel corso di due azioni eroiche (13 febbraio e 1° giugno 1861) venendo insignito di due medaglie d’argento al valor militare. Nel 1863 si dimette da Ufficiale e riprende gli studi di Storia e filosofia a Firenze, presto riabbandonati per correre con Garibaldi a Bezzecca, ottenendo da Vittorio Emanuele una terza medaglia al valor militare per l’assalto alla baionetta nella battaglia del Caffaro del 25/06/1866.  Ritorna quindi ad occuparsi di studi letterari e filosofici. Principale scritto il racconto storico “L’assedio di Gaeta”. Era nato a Spezzano Albanese il 22 maggio del 1826 da Costantino e Rachele Frega.

02/05/1461   Maometto II scrive a Scanderbeg, invitandolo alla sua corte e promettendogli il riconoscimento del dominio su tutte le terre da lui conquistate in cambio del passaggio delle sue armate attraverso l’Albania, per aver modo di combattere meglio i veneziani. Come pegno gli chiedeva la consegna del figlio Giovanni. La risposta, ovviamente, fu negativa.

04/05/1667   L’arcivescovo di Rossano, Monsignor Francesco Carlo Spinola, invia alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide a Roma una dettagliata relazione che non lascia dubbi sulla volontà di tutti gli spezzanesi (all’epoca circa mille anime) di voler passare in massa dal rito greco-bizantino a quello latino. Nei documenti, però, sono elencati poco più di un centinaio di cognomi e le firme sono sicuramente false avendo tutte le stesse caratteristiche grafiche. In testa vi è il sindaco Matteo Luci e i tre eletti Marco Misuca, Luigi Molfa e Giorgio Cucci. L’arcivescovo sostiene che il passaggio è richiesto dai cittadini a causa della scarsa preparazione culturale dei preti greci e della pratica ormai comune di confessarsi con sacerdoti di rito latino.

05/05/1860   Fra i 1090 garibaldini partiti da Quarto, i calabresi sono 19 di cui 3 arbëresh: Mauro Raffaele e Mauro Domenico di San Demetrio e Damis Domenico di Lungro. Fra i calabresi c’erano i cosentini Lamenza Stanislao Vincenzo di Saracena, Miceli Luigi Francesco di Longobardi, Minnicelli Luigi Gennaro di Rossano, Sprovieri Francesco e Sprovieri Vincenzo di Acri.

06/05/1760  Si insedia quale nuovo arciprete della chiesa di San Pietro e Paolo il canonico Francesco Maria Dorsa, nominato dopo tre anni da coadiutore di don Parisio Ribecco e quattro da economo. Nei restanti tre anni di arcipretura che lo separarono dalla morte, non ebbe il tempo di lasciare alcuna impronta.

07/05/1463  Con una scorreria in campo turco, Scanderbeg si procura un bottino di 80.000 tra pecore e capre, 60.000 tra vacche e buoi e oltre 3.000 cavalli.

09/05/1430  Muore Ruggero Sanseverino, 4° conte di Tricarico e Chiaromonte, 1° duca di San Marco, Patrizio di Napoli. Gli succede il figlio Antonio e la vedova Cubella Ruffo che nel 1433 riuscì a scongiurare una terza strage della famiglia Sanseverino.

10/05/1512  V° Concilio Lateranense indetto da Giulio II e concluso da Leone X. Confermò l’immortalità dell’anima umana individuale.

11/05/1860  Ore 12,45. I Mille sbarcano a Marsala.

13/05/1843  Nasce a Spezzano Albanese Ferdinando Guaglianone (Junior). I genitori sono i cugini Salvatore e Angela Guaglianone. Alla morte dell’arciprete Giuseppe Andrea Guaglianone (suo fratello), sarà anch’egli arciprete dal 1901 alla morte avvenuta il 7 febbraio del 1927.

14/05/1449 Inizia una nuova fase di lotta con l’assedio turco di Sfetigrad. I morti in battaglia si contano a migliaia da ambo le parti. Scanderbeg ha sempre la meglio, ma un cane morto buttato nel pozzo dell’acqua potabile della cittadina assediata, da parte di un traditore, portò alla resa per sete.

15/05/1848   In occasione dell’insediamento del nuovo parlamento naponetano a palazzo Montoliveto, i deputati estremisti, presto appoggiati dalla maggioranza dei liberali moderati, pretendono ritocchi alla costituzione firmata il 24 febbraio. Ferdinando II si oppone e ristabilisce la sua legge soffocando nel sangue i moti rivoluzionari subito scoppiati in piazza. Gli scontri di Napoli mettono in agitazione il reame facendo sorgere ovunque Comitati di salute pubblica in difesa della Costituzione. Truppe regie sbarcano a Sapri e Pizzo mentre reparti di terra avanzano verso Lagonegro.

16/05/1779 Dal registro dei battesimi tenuto da Don Antonio Fronzino risulta che nel corso dell’anno sono nati a Spezzano Albanese 80 bambini.

18/05/1496  La famiglia Sanseverino si trova asserragliata nel castello di Laino. Gonzalo de Cordoba con un intervento notturno a sorpresa, conquista il castello, uccide il principe Amerigo Sanseverino, fa prigionieri più di venti nobili della famiglia, oltre a tutti gli altri presenti nel maniero e semina il terrore nella conquista del territorio uccidendo e tagliando a pezzi i contadini. I Sanseverino superstiti, prostrandosi ai piedi del Re Ferdinando, chiedono di rientrare nella sfera d’influenza Aragonese, nel tentativo di conservare le ricchezze residue della famiglia.

19/05/1501  Parte dei feudi, fra cui Terranova, Altomonte, San Marco, Cassano, Morano, Saracena, San Donato, Malvito, Tarsia, Torano, Lattarico e Regina, persi da Bernardino Sanseverino, imprigionato a Castelnuovo per aver complottato contro Federico I, vengono infeudati a Bartolomeo d’Alviano.

20/05/1456  Battaglia di Oranik fra Scanderbeg (12.000 soldati) e il traditore Moisè Dibra (15.000 soldati). I turchi vengono sconfitti. Moisè si salva e dopo qualche anno, prostratosi umiliato ai piedi di Scanderbeg, ottiene il perdono e la restituzione dei beni (ma non la sovranità). Riammesso col suo grado nell’esercito albanese, combatté in seguito con lealtà e valore.

21/05/1429   Alessandro di Mastro Michele di Castrovillari eredita dal padre che si chiamava pure Alessandro, il feudo di S. Antonio di Stridola. Tra il 1437 e il 1452 Alfonso V d’Aragona conferma il regio assenso alla vendita del feudo effettuata nel 1424 da Ruggero Sanseverino, conte di Tricarico, Chiaromonte e Corigliano.

21/05/1775   Nasce a Civita Gennaro Placco da Ludovico (colono) e Marta Tudda, (filatrice). Sposa Maddalena Dorsa. Condannato a morte per la partecipazione ai moti del ‘48, gli viene commutata la pena in ergastolo. Passa sette anni in cella assieme a Settembrini, a Santo Stefano. Liberato il 29 giugno 1860, seguì Garibaldi fino a Capua. Impiegato nella Pubblica Sicurezza, emigrò poi in America. Ritornato dopo 14 anni, ricopre la carica di Sindaco di Civita, ove muore il 27 febbraio 1896.

22/05/1832   Nasce a Napoli Giuseppe Angelo Nociti da Giuseppe Maria e Maria Angela Tedeschi. Uomo di profonda e varia cultura, ma di carattere scontroso. A quattro mesi la famiglia ritorna a Fornelli (Campobasso) paese d’origine della sempre malaticcia mamma, per farle respirare l’aria nativa. Possiedono una “piccola fortuna di 80 mila lire”. Il 1841 muore la madre e il ‘42 il padre. Viene affidato alle cure dello zio paterno Luigi (che diventerà poi suo suocero), che lo conduce con se a Spezzano. Nel 1848 lo troviamo allievo nel Collegio di San Demetrio (Rettore Antonio Marchianò) ove già si trovava suo cugino Antonio Nociti che aveva come compagni di studi Attanasio Dramis e Agesilao Milano. Il 26/02/1853 sposa la cugina Anna Nociti che morirà il 29/06/1897. Si reca quindi a Fornelli per vendere le residue proprietà materne. Col ricavato compra case e terreni a Spezzano che non saprà mai gestire oculatamente. Vive con lo spettro della povertà. Dotto latinista e albanologo, studia filologia, letteratura, astronomia. Nel dicembre 1856 Antonio, cugino–cognato, implicato nell’attentato di Agesilao Milano, ripara a Malta. Di idee monarchiche e di fede cattolica, nel 1860 fece parte della Guardia Nazionale garibaldina, ma non seguì l’eroe nella sua impresa. Nel 1863, per vivere si da all’insegnamento, conseguendo la “Patente” di insegnante. Stringe rapporti epistolari con De Rada. Dal 1867 al 1873 è Sindaco di Spezzano Albanese. Ebbe 12 figli la maggior parte dei quali di vita breve. Rimase povero e solo. Colpito da infarto, fu trovato morto la mattina del 25 ottobre 1899,  nella sua casa di Via Costantinopoli. Sul suo tavolo era ancora aperto il Canzoniere di Francesco Petrarca.

23/05/1960   Muore a Spezzano Albanese, Teresa Arabia, figlia di Ambrogio Arabia, (sindaco di Cosenza dall’11/4/1913 al 18/8/1917, il 29° dopo l’unità d’Italia). Era nata a Cosenza il 18/02/1882. Fu la madre di Gennaro Cassiani, avvocato, deputato, senatore, ministro, uomo politico di primissimo piano a livello nazionale, tra i fondatori della Democrazia Cristiana nel 1947.

24/05/1840  Spezzano Albanese in festa per la ricorrenza della Madonna di Costantinopoli accoglie lo scrittore e pittore inglese Sir Arthur John Strutt, di passaggio dal nostro paese. Le ragazze coinvolgono il nobile viaggiatore  nel ballo della “vallja”. Egli così descrive il costume che le donne di Spezzano indossavano all’epoca: «Il costume delle donne sbalordisce. I capelli sono raccolti in trecce e formano un nodo sulla nuca, all’antica. La camicia ha maniche larghe ed è molto aperta sul petto. Il vestito, rosso, di un sol pezzo è sorretto da due elaborate spalline, ed un corpetto verde chiuso da lacci dorati, indossato o no a volontà, completa l’abbigliamento».

25/05/1789   Tommaso Sanseverino, futuro 14° Principe di Bisignano alla morte del padre Luigi avvenuta a Napoli il 1° ottobre del 1789, sposa Livia Firrao, figlia ed erede di Don Tommaso, Viceré di Sicilia, Principe di Santagata, Luzzi e Pietralcina. L’anno seguente nascerà Pietrantonio Sanseverino che sarà il 15° Principe di Bisignano alla morte del padre nel 1814.

27/05/1817  All’età di 47 anni, muore Angelo Mortati. Incarcerato nel 1799 per le sue idee rivoluzionarie, fu per due anni Capitano dell’esercito napoleonico. Segretario del primo decurionato spezzanese, venne designato dal comune per presiedere la commissione per la spartizione dei fondi feudali e quindi eletto consigliere distrettuale. Portò a Spezzano, insieme alle idee rivoluzionarie, la Massoneria.

29/05/1839 Dopo 19 anni di inutili trattative fra Spezzano e San Lorenzo alla ricerca di un luogo comune da adibire a cimitero, il Decurionato spezzanese decise di realizzare l’opera nel sito adiacente la chiesa di Costantinopoli.

30/05/1543 A San Lorenzo vengono censite  71 famiglie di albanesi (258 abitanti). La maggior parte dei 2.000 censiti nel 1521, sono stati mandati a ripopolare Civita, Frascineto, Lungro, San Basile, Firmo, Acquaformosa, Cerzeto, Mongrassano, distrutti dal terremoto del 1456. Spezzano non figura in quanto l’abitato o non esisteva, o sfuggiva ai controlli del tesoriere del Re, grazie alla precarietà degli insediamenti. E’ noto, infatti, che gli albanesi, all’epoca, per non pagare le tasse, erano soliti appiccare il fuoco alle misere capanne e darsi alla macchia all’arrivo degli esattori.

31/05/1693   A partire dal 9 gennaio e fino a tale data si verifica una serie continua di scosse telluriche in Calabria. Fortissime quelle dell’11 gennaio che distrussero Catania. Spezzano ne esce miracolosamente indenne.

Raffaele Fera

priru / torna