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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

ACCADDE A SPEZZANO E DINTORNI  NEL SETTEMBRE DEL …

01/09/1860      Giuseppe Garibaldi, viaggiando in carrozza scoperta, in compagnia del Bertani, del Generale Cosenz, del Canzio e dal colonnello inglese Peard, partito da Cosenza verso le ore 6, dopo sette ore di cammino arriva a Tarsia (paese prevalentemente filoborbonico), ove viene accolto dal sindaco Luigi Santoro che gli fa tenere a battesimo la sua neonata, cui il Dittatore diede nome “Anita”. Alle ore 16,00 riparte e dopo un’ora di cammino (7 km), alle ore 17,00 è a Spezzano Albanese. Luigi Cairoli scrive alla madre il 13 settembre: «Garibaldi fu accolto dalle donne di Spezzano che intrecciata la ridda tradizionale – “vala” – si  misero a cantare un inno greco (albanese) popolare nel quale erano portate al cielo le gesta di Garibaldi, il quale veniva paragonato all’eroe nazionale Scanderbeg ed infine trovato superiore a questi stesso …». Alle ore sei e mezzo circa riparte per Castrovillari, ove giunge dopo tre ore.

 02/09/1860     Garibaldi, nella sua marcia attraverso il Regno di Napoli, giunto a Castrovillari intorno alle ore 21,30 del giorno prima, passa la notte in casa di Muzio Pace (padre del colonnello Giuseppe e fratello di donna Rachele, la madre del maggiore Luci) che viene nominato Governatore del Circondario e ordina che fossero dati sei carlini a ciascuno dei soldati borbonici in ritirata che, laceri ed affamati, a migliaia, passavano da Castrovillari. Il 2 settembre, proseguendo la marcia, fa breve sosta a Morano, ove lascia al sindaco la seguente ricevuta: “Ricevo dal Sindaco di Morano ducati duecento ottanta quattro – dono gentile di questa patriottica popolazione a cui sono tanto riconoscente».

03/09/1860      Luigi Cairoli, ospite in casa dei fratelli Orazio e Francesco Rinaldi, figli del vecchio notaio Giovanni Andrea, scrive da Spezzano una delle sue ultime lettere alla mamma donna Adelaide, prima di ammalarsi e morire di tifo il 18 settembre. Intanto Garibaldi si imbarca per Sapri dove lo attende il suo primo aiutante di campo, Stefano Türr con 1.500 uomini.

04/09/1610 Umile da Bisignano, al secolo Lucantonio Pirozzo, figlio di Giovanni e di Ginevra Giardino, supera il Noviziato. Nacque a Bisignano il  26 agosto del 1582, ove morì il 26 novembre del 1637. Subito dopo lo troviamo a San Lorenzo del Vallo presso il convento dei Riformati, chiamato dal Duca don Andrea Alarçon, per officiare nel rito latino alla popolazione italiana divenuta maggioranza dopo che buona parte dei profughi albanesi era già stata trasferita dal feudatario altrove per ripopolare e creare nuovi insediamenti. Per contro le poche famiglie di albanesi ancora presenti sono state servite nel rito bizantino fino al 1610 dal papas Nicola Nemojanni della vicina Spezzano. Frate Umile ritornerà a San Lorenzo per un altro breve periodo nuovamente nel 1627. Proclamato Beato e rimasto tale per circa 3 secoli e mezzo, è stato elevato alla gloria degli altari da Papa Giovanni Paolo II il 19 maggio 2002.

05/09/1666      Le autorità comunali, riconvocano la popolazione di Spezzano per riottenere il parere favorevole all’introduzione del rito latino al posto di quello greco bizantino, dopo la morte in carcere del papas don Nicola Basta avvenuta pochi giorni prima (31 agosto).  Inviano quindi un corriere speciale a Roma con una nuova richiesta di cambiamento del rito.

06/09/1580      Il Principe Niccolò Bernardino Sanseverino procura all’Università di Terranova i 40 mila ducati necessari perché estinguesse i debiti che aveva dovuto contrarre con lo stesso Principe per via delle nuove imposizioni fiscali da questi introdotte e per sostenere le spese di alloggiamento dei militari in transito, tutti oneri scaturiti dopo la reintegra del 7 giugno 1544. A garanzia della restituzione della somma, il sindaco Prospero Cassiano e gli eletti stipulano presso il notaio Pietro Plantedi di Cosenza un atto col quale impegnavano a tale scopo le entrate del fondo “Prato” e la decima annuale.

07/09/1860      Liborio Romano Ministro dell’Interno e Massone, apre le porte di Napoli al Generale Garibaldi, iniziato alla Massoneria sin dal 24/08/1844 e poi nominato nel 1867 Gran Maestro Onorario a vita. Il Dittatore entra quindi nella capitale del regno borbonico senza colpo ferire in carrozzella da noleggio, per affacciarsi da Palazzo d’Angri, assieme agli altri ufficiali, fra cui il Maggiore Vincenzo Luci e altri ufficiali spezzanesi della colonna Pace, in mezzo al popolo plaudente, fra cui 150 garibaldini di Spezzano.

08/09/1943      Il Re nomina Pietro Badoglio nuovo Capo del Governo che firma a Cassibile l’armistizio con gli alleati. Dopo l’8 settembre, tanti furono gli spezzanesi che lasciarono la vita sul fronte greco-albanese, fra cui il Capitano di Artiglieria della divisione Ferrara, Alfonso Cucci, fascista della prim’ora che, partito volontario per il fronte albanese e rivoltosi dopo l’8 settembre contro i tedeschi, fu da questi catturato e fucilato con oltre 100 ufficiali a Porto Limone nell’ottobre del 43, cadendo al grido di “Viva l’Italia”. Sul fronte russo perde la vita il sergente maggiore medaglia di bronzo, Emilio Diodati. Spezzano, nel secondo conflitto mondiale, ebbe in tutto 28 morti e 21 fra mutilati e invalidi.

09/09/1943      I soldati tedeschi in ritirata, accampati sulle falde della collina di S. Salvatore ricevono l’ordine di evacuazione. I fuggitivi fanno saltare i ponti sull’Esaro, sul Coscile e sul torrente Virtù. Si è quindi appurato (dal racconto di un maggiore dell’aeronautica americana fatto all’insegnante Franceschina Nicoletti) che, quel giorno, le forze alleate avevano avuto l’ordine - poi rientrato in conseguenza del ritiro spontaneo delle truppe tedesche - di eseguire un bombardamento a tappeto sull’abitato di Spezzano Albanese, proprio per snidare le truppe tedesche in fuga. «Se avete qualche Madonna che vi protegge, andate a ringraziarla …Il vostro paese – disse il maggiore all’insegnante Nicoletti – essendo invaso dai tedeschi, sarebbe stato raso al suolo».

11/09/1762      Nasce a Spezzano Albanese Antonio Nociti (nonno di Giuseppangelo) da Giuseppe e Anna Molfa. Figlio di sarto e di professione sarto, si recava a piedi a Terranova per prendere lezioni dal giureconsulto Gregorio Bianchimani. Morto il padre, chiuse bottega ed occupò il posto di Mastrodatti (pubblico ufficiale addetto alla registrazione e custodia degli atti e incaricato di funzioni giudiziarie in sostituzione del Giudice). Continuando a studiare, divenne Giudice, Vice-governatore di Spezzano, Governatore di S. Giorgio e di S. Lorenzo del Vallo e ancora, Notaio, Conservatore dell’Archivio notarile di Cosenza, Capitano delle guardie di S. Demetrio Corone e infine Giudice di Cassano. Sposò nel 1779 Giulia Staffa di Santa Sofia d’Epiro, nipote del famoso vescovo Francesco Bugliari e parente dei Masci, una delle più illustri famiglie italo-albanesi. Ebbe una bambina morta anzitempo e 5 maschi: Angelo Maria (padre di Giuseppangelo). Pasquale, Paolo (l’arciprete santo), Luigi, Alessandro. Nel 1792 divenne governatore di San Giorgio e poi amministratore dei vasti feudi della Badia di S. Maria del Patire. Fu Giudice di pace a Spezzano, San Demetrio, Cassano. Perseguitato per le sue idee liberali nel 1821 fu destituito. Esercitò a Spezzano la professione di notaio fino alla morte improvvisa nell’agosto del 1828. Fu lui ad aggiungere al toponimo Spezzano l’aggettivo “Albanese” nel 1809.

12/09/1775      Re Ferdinando IV con un editto che ricalca quello del padre Carlo III emanato nel 1751, torna a proibire nel Regno la diffusione della Massoneria. Ma anche questo editto, come il precedente, resta sulla carta. Del resto, la stessa Regina Maria Carolina non nasconde le sue simpatie massoniche, almeno fino a quando la sorte della sorella Maria Antonietta, in Francia, non le farà cambiare idea.

13/09/1903      Nasce a Spezzano Albanese Gennaro Cassiani, figlio di Ferdinando (1878-1935) e Teresa Arabia (Cosenza - 18/02/1882 - Spezzano - 23/05/1960), figlia, costei, di Ambrogio Arabia (1858/1934). Cassiani fu avvocato, deputato, senatore, ministro, uomo politico di primissimo piano a livello nazionale. Vicino al partito popolare sin dal 1919, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana nel 1947. Organizzatore di Azione cattolica e presidente dei laureati cattolici calabresi, nel 1942 costituì i primi nuclei della Democrazia Cristiana in Calabria. Deputato all’Assemblea Costituente, mantenne la leadership della Democrazia Cristiana per oltre quindici anni, risultando sempre, fino alle elezioni del 1963, il più votato tra i candidati ivi presentati dal suo partito. Fu sottosegretario alla Giustizia nel quinto Gabinetto De Gasperi, sottosegretario al Tesoro nel settimo e nell’ottavo Gabinetto De Gasperi e poi nel Gabinetto Pella. Tra il febbraio 1954 e il giugno 1958, fu ministro delle Poste e Telecomunicazioni nel Gabinetto Fanfani e subito dopo nel gabinetto Scelba. Ministro per la Marina Mercantile nel Gabinetto Segni e successivamente in quello Zoli. Nel 1947 rappresentò l’Italia nel Congresso Internazionale del Lavoro tenutosi a Londra. Nel 1951 fu ambasciatore straordinario nell’Uruguay. Rieletto deputato anche per la IV legislatura, fece parte della Commissione Giustizia della quale, durante la precedente legislatura fu Presidente. Nella V e nella VI legislatura è stato eletto senatore nel collegio Castrovillari – Paola, rimanendo in Parlamento fino al 1976 quando, volontariamente, si è ritirato dalla vita politica attiva. Dal 1968 al 1972 è stato presidente della Commissione Giustizia e autorizzazioni a procedere del Senato. Nel 1972 ha fatto parte del primo Gabinetto Andreotti, ritornando per breve tempo al Ministero della Marina Mercantile. Penalista di grande valore, Cassiani ha diretto per vari anni la rivista Tribunali Calabresi. Fondatore ed ex presidente della Fiera di Roma, è stato Segretario generale del Comitato Permanente per il Mezzogiorno, Presidente dell’Istituto Culturale per i rapporti Italia – U.S.A., membro della direzione della Democrazia Cristiana e del Consiglio Nazionale del partito. Morì a Roma il 14 luglio 1978.

14/09/1943      Ore 10 del mattino.  Arrivano a Spezzano le truppe alleate neozelandesi. L’Avv. Giovanni Orazio Rinaldi nominato Commissario prefettizio si sostituisce al podestà Ambrogio Cassiani. Quale esponente socialista a livello provinciale, Giovanni Orazio Rinaldi nel 1921 aveva partecipato al congresso di Livorno, schierandosi con la corrente minoritaria che diede vita al nuovo Partito Comunista.

15/09/1565      Muore nel castello di Morano, la principessa Irene Castriota, già vedova di Pietro Antonio Sanseverino. Le redini del governo del Principato di Bisignano passano al figlio Niccolo Bernardino. Questi sposò in questo stesso anno 1565 la Principessa di Urbino Isabella Feltria della Rovere, figlia del Duca di Urbino, Guidobaldo II e di Vittoria Farnese, Principessa di Parma e Piacenza (figlia di Papa Paolo III), afflitta da un grave morbo alla bocca e dalla quale visse praticamente separato. Ebbe un unico figlio maschio, Francesco Teodoro morto a 14 anni, il 27 novembre del 1595.

16/09/1864      Muore a Roma Donna Giulia Carafa dei Principi di Roccella. Era nata il 20 agosto del 1790. Donna Giulia, moglie di Don Luigi, 4° duca di Cassano e ministro di Stato, era la madre di Donna Maria Antonietta Serra che il 13 gennaio 1807 andò sposa a Pietro Antonio Sanseverino, 15° Principe di Bisignano, nato a Napoli il 20 agosto 1790 e morto a Roma il 20 maggio 1865. Intendente Generale della Casa Reale di Napoli fino al 1859, alla caduta del Regno delle Due Sicilie segue Francesco II nel suo esilio romano. Era figlio di Tommaso Sanseverino, 14° Principe di Bisignano, nato a Napoli il 25 settembre 1759 e morto ivi il 23 settembre 1814.

17/09/1778      Nasce a Spezzano Albanese Vincenzo Maria Cucci dal medico don Gaetano e da donna Rosa Putari. Sarà Arciprete dal 15 settembre 1805 alla morte avvenuta il 3 marzo1842. Vincitore del concorso espletato a Rossano e bandito dall’Arcivescovo don Gaetano Miceli, Vincenzo Maria Cucci, superò i colleghi don Lorenzo Tarsia, don Francesco Guaglianone, e don Andrea Nemojanni. Persona di fegato, saggezza e prestigio e di non comune intelligenza e preparazione, (conosceva bene il latino e il greco), fu autore di numerosi scritti storici riguardanti le vicende del suo tempo.

18/09/1439      Antonio Sanseverino, 2° duca di San Marco, 5° conte di Tricarico e Chiaromonte, 1° conte di Altomonte e patrizio di Napoli, chiede al Re di Napoli Alfonso V d’Aragona, in cambio dell’appoggio prestato per la conquista del trono di Napoli, la conferma dei feudi a suo tempo concessi al padre Ruggero dal Re Luigi III d’Angiò e chiede «… se poza pigliare Terranova e Sancto Mauro…» in mano ad un certo “Michile”. Antonio Sanseverino sposò Giovannella (detta Cella) Orsini del Balzo dei Duchi di Venosa e di Giovanna Caracciolo dei conti di Melfi.

19/09/1918      Muore a Castroregio Pietro Camodeca de’ Coronei. Studente del collegio di Sant’Adriano, fu Arciprete di Castroregio fino al 1879. Si batté per l’istituzione di un’eparchia greco-ortodossa che avesse la sua sede a Spezzano Albanese. La sua composizione poetica “L’addio alla patria”, in cui esprime il vivo rimpianto dei profughi costretti ad abbandonare il suolo natio, è divenuta patrimonio comune e condiviso di tutte le comunità arbëreshë. Era nato a Castroregio l’11 ottobre 1847 da Francesco e Rosina Basile di Plataci.

20/09/1870      Con l’ingresso dei bersaglieri attraverso la Breccia di Porta Pia, si conclude definitivamente dopo 1143 anni il potere temporale della Chiesa e si completa L’unità d’Italia. Tutta la storia del potere temporale poggiava sulla cosiddetta “donazione di Costantino”, un documento (fra l’altro mai trovato in originale) che sarebbe stato inviato nel 313 dall’Imperatore Costantino al Papa Silvestro I, e che venne quasi sicuramente redatto fra il VII e il IX Sec. La sua falsità venne definitivamente accertata dall’umanista romano di famiglia piacentina, Lorenzo Valla che in proposito nel 1440 scrisse il “De falso credita et ementita Constantini donatione declamatio”.

21/09/1190      Secondo quanto racconta lo storico inglese Roger  de Oweden, contrariamente all’immagine tramandata dalla storiografia ufficiale, Riccardo Cuor di Leone, ritenuto il simbolo del perfetto cavaliere medievale, di passaggio dalla Calabria per recarsi alle crociate in Terra Santa, si fermò a Mileto, ove venne alle mani con alcuni contadini a cui aveva rubato un falco. Secondo illazioni, pare che Riccardo Cuor di Leone non abbia preso solo il falco, ma anche dei polli da arrostire allo spiedo e c’è anche chi, malignando, ipotizza che non di falco, né di polli si trattò, bensì di una giovane donna, molestata dal sovrano.

22/09/1758      Nasce a Napoli Luigi Sanseverino. Era figlio del Conte Pietro Antonio morto nel 1771 e di donna Aurora Caracciolo. Sarà il 13° Principe di Bisignano quando, nel 1772 succederà al fratello Pasquale (12° Principe di Bisignano). Nel 1783 abdicò in favore dell’altro fratello Tommaso (14° Principe di Bisignano) nato a Napoli il 25 settembre del 1759 e morto ivi il 23 settembre 1814. Tommaso, Ministro di stato napoletano, sposò il 25 maggio 1789 Donna Livia Firrao, figlia ed erede di Don Tommaso Principe di Sant’Agata, Luzzi, Pietralcina, Duca di Jelzi e Vicerè di Sicilia. Luigi morì a Napoli il 1° ottobre del 1789.  

23/09/1446      San Francesco di Paola lamenta un’aggressione perpetrata da parte di cinque ladroni albanesi sulle alture di Montalto Uffugo ai danni della servitù della famiglia Alimena che era partita da Cosenza con alcuni muli carichi di vitto e denaro destinati ai frati dell’ordine dei Minimi.  All’epoca, infatti, diversi soldati albanesi del Reres, si erano dati alla macchia sulle montagne del cosentino.

24/09/1545      Il principe Pietro Antonio Sanseverino, decide di costruire in territorio di Cassano, ai margini del Raganello, in località “Bufaloria” (per via dei molti bufali presenti nella zona), un palazzo di caccia, probabilmente consegnato il 31/10/1548. Prezzo pagato al costruttore: tre mila scudi d’oro. In questo palazzo il suo successore Principe Niccolò Bernardino Sanseverino il 31 ottobre del 1572 firma la concessione dei Capitoli agli abitanti del Casale di Spixana. Nel 1857 il palazzo splendeva ancora in tutta la sua magnificenza.

25/09/1825      La chiesa di San Pietro e Paolo viene elevata a “Collegiata Insigne”. Il “Breve” emesso da Papa Leone XII concedeva il diritto ai canonici di fregiarsi delle insegne della Basilica di San Giovanni Maggiore in Napoli alla quale veniva equiparata.

26/09/1834      Nasce a Spezzano Albanese Domenico Musacchio. Patriota, partecipa ai moti rivoluzionari dal 1852 in poi. Da prova di sommo valore nei combattimenti di Monterotondo e di Mentana a cui partecipò col grado di sottotenente della colonna Frigeris, inquadrata nella 5^ compagnia, 4^ battaglione Tanara. Nello Stato post unitario fu archivista al Ministero della Pubblica Istruzione e Ispettore Capo della Questura di Napoli. Morì a Spezzano nel 1907.

27/09/1541      L’imperatore Carlo V  con un “Regio Placet” emesso da La Spezia, reintegra il principe Pietro Antonio Sanseverino ed altri feudatari (di Montalto, Monteleone e Castelvetere), su tutti i feudi “illecitamente occupati, alienati, usurpati, ceduti e frodati”. Riprende così una generale ridistribuzione degli abitanti all’interno dei vari centri abitati. Il feudo di San Lorenzo, separato da Tarsia,  si spopola e sorge stabilmente, (anche se ancora non ufficialmente censito), l’abitato di Spixana corrispondente all’attuale centro storico. I nomi delle vie ricordano l’antica provenienza: Via dei Coronei; Via Skanderbeg; Via Albania; Via Ellena. La reintegra effettiva e completa al Sanseverino avviene solo nel 1546.

28/09/1853      Giuseppe Andrea Guaglianone viene ordinato sacerdote. Era nato a Spezzano Albanese il 1839 da Salvatore e Mariangela Tarsia. Fu arciprete dal 1874 alla morte, causata da carcinoma, avvenuta il 25 settembre del 1901.

29/09/1885      Muore a Lungro dove era nato il 17/12/1822, Vincenzo Stratigò, da Angelo e Matilde Mantile. Fu alunno del Collegio di S. Adriano. La partecipazione ai moti del 48 gli costò l’espulsione dall’ateneo napoletano e la condanna all’esilio. Ritornò a Lungro nel 1859, riprendendo l’attività antiborbonica. Nel 1866 venne nominato Capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano. Fervido sostenitore della causa della nazione albanese e di quella italiana, venne perseguitato dalla polizia sabauda per le sue scelte politiche di ispirazione socialista. Fu, infatti, la prima voce socialista della letteratura albanese. Scrisse fra l’altro, “Vajtim mbi vdekjen e atij që nuk ka” (Pianto per la morte del proletario).

30/09/1968      Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Rizzo, nomina Don Antonio Lucibello, nato a Spezzano il 25/02/1942, nuovo (il secondo) parroco della parrocchia di San Luigi Gonzaga dello Scalo fondata dall’arciprete Don Antonio Gullo. Sua Eccellenza Don Antonio Lucibello, poi nominato Vescovo di Thurio, attualmente riveste la carica diplomatica di Nunzio Apostolico in Paraguay.

Raffaele Fera

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