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Gli Arbėreshė della Calabria - SPEZZANO ALBANESE

 

Spezzano A. / Bellezza femminile e fascino dei costumi albanesi
La ricchezza culturale di un'etnia

 

Pasquale De Marco

SPEZZANO ALBANESE – Una magica serata al teatro comunale «Vincenzo Pesce». Di scena la bellezza femminile e il fascino orientale dei costumi tradizionali. Il tutto incorniciato da un pubblico che riempiva ogni ordine di posti e da ammalianti canti e danze dei discendenti di Skanderbeg. E, come omaggio alla Calabria, le struggenti e malinconiche «storie» di emigrazione e di bastimenti di Cataldo Perri. Parliamo dell'ottava edizione del concorso – rassegna «Costumi di gara arbereshe», organizzato dalla Pro loco del presidente Cosimo Montone e patrocinata – oltre che dal Comune di Spezzano, dalla Provincia, Regione, Comitato provinciale dell'Unione nazionale Pro loco d'Italia e dalla banca di credito cooperativo della Sibaritide – dal ministero dei Beni culturali. Il significativo riconoscimento, suggella e ufficializza il carattere prettamente culturale della manifestazione che punta sulla bellezza delle ragazze in gara, ma intende soprattutto valorizzare il costume femminile della minoranza albanese. Un autentico «gioiello». Il simbolo di tutta l'etnia, la «bandiera» e «testimone» di una cultura materiale che merita di diventare una risorsa e non solo un insieme di «cimeli» da conservare in museo. Una diversitą ricca e viva, quella degli italo-albanesi, che si manifesta, oltre che con i costumi, attraverso la lingua, il rito religioso, le tradizioni, la gastronomia, la musica, la danza e... Quarantacinque la ragazze concorrenti in rappresentanza di 25 comunitą albanofone: 21 della Calabria, una della Sicilia (Palazzo Adriano), due della Basilicata (San Paolo e San Costantino Albanese), due del Molise (Portocannone e Montecilfone); e due della Grecia salentina della Puglia (Sternatģa e Corigliano d'Otranto). Il titolo di «Miss arbereshe» 2002 č stato attribuito, da una giuria presieduta da Vincenzo Mauro, a Irene Giudice Pace di Frascineto; al secondo posto, Amalia Damis di Mongrassano e al terzo Antonella Pelilli di Montecilfone (Campobasso). Gli altri riconoscimenti sono stati assegnati a Francesca Staffa di Plataci (Miss Simpatia); Dina Bellusci di Plataci (Miss Sorriso); Caterina Cortese di Firmo (Miss Portamento); Gaia Troiano di San Paolo Albanese della Provincia di Potenza (Miss Interpretazione); Ilaria Parrino di Palazzo Adriano della provincia di Palermo (Miss Unpli) e ad Antonella Pissarra di San Cosmo Albanese (Miss «Donato»). Come miglior costume č stato premiato, da una giuria tecnica presieduta da Giulio Baffa, quello di Macchia Albanese, indossato da Anna Madeo. La manifestazione č stata presentata da Gennaro De Cicco e Mimma Bavasso, mentre la descrizione dei costumi č stata curata da Chicchina Martino e Francesca Santamaria. In apertura della serata, i saluti del sindaco di Spezzano Albanese, Marcello Corsino. Gli interventi sono stati affidati a Pasquale De Marco e a Pierfranco Bruni. Ospiti musicali: Cataldo Perri di Cariati e i gruppi «Bret Koza» di Firmo, Kusherinjt di San Martino di Finita, «Vjeshtore» di San Paolo Albanese (Potenza), «Asterģa» di Sternatģa (Lecce), «La Kamasutra» di Montelcilfone (Campobasso) e «Qjfti Arbereshe» di Portocannone (Campobasso); Rosella Guzzo e il «Duo Scaravaglione». E, per il prossimo anno, una grande sfida: la trasformazione del concorso in «Miss in costume delle minoranze etnico linguistiche d'Italia».

(da "La Gazzetta del Sud)

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