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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
Gli Arbëreshë della Calabria - SPEZZANO ALBANESE
 

“Shtjerri” (l'agnello)

SPEZZANO ALBANESE -  E’ stata riproposta, per i turisti e gli emigrati,   la gara cavalleresca denominata “Shtjerri” (Agnello), che  tradizionalmente si svolge il Martedì di Carnevale.

          Il  torneo  – organizzato dall’associazione “Il Destriero” ed inserito nell’ambito di “Spezzano E’…” -   cartello di manifestazioni patrocinate dall’ Amministrazione Comunale  e dall’Assessorato regionale al Turismo – ha visto la partecipazione di 14 cavalieri, sei dei quali provenienti dalla vicina San Lorenzo del Vallo. Un tempo, invece, la gara era riservata esclusivamente ai cavalieri del posto.

          La gara consiste in una prova di abilità da parte dei fantini che, con il cavallo al galoppo, devono con uno spiedo infilare un anello , senza farlo cadere,  pendente dalle narici di un agnello  sospeso a testa in giù su una fune legata fra due balconi prospicienti . Vince chi farà più volte “centro”. Verrà espulso dalla competizione chi maltratta il cavallo utilizzato.

         Al primo posto si è classificato il concorrente n. 2, Francesco De Lorenzo, che ha infilato l’anello al secondo e al terzo giro. Piazza d’onore per il cavaliere n. 6, Francesco Basile che ha centrato il bersaglio durante il primo giro supplementare, dopo i dieci previsti dal regolamento.

        Anticamente, i cavalieri erano vestiti in costume e i destrieri guarniti con sonagli, nastrini e fiocchi colorati. La vittoria, con lancio di confetti, veniva dedicato dal cavaliere alla fidanzata che da uno dei balconi assisteva trepidante alla prova dello spasimante. E, la sera,  il cavaliere e i suoi fan festeggiavano la vittoria con una cena a base di … agnello, naturalmente.

          Lo “Shtjerri” – interrotto per penuria di cavalli verso la fine del ’50 e ripreso da alcuni anni dall’associazione “Il Destriero” – non è, come sostengono diversi storici di Spezzano Albanese, una tipica manifestazione arbereshe. Esistono, infatti, molteplici  testimonianze di analoghe gare che si svolgevano nel Regno di Napoli già dal 1647.

            “Si tratta – ci tiene a precisarlo Ferdinando Cucci, presidente de “Il Destriero” – di un torneo unico nel suo genere e che non ha nulla di cruento.  E’, infatti, una manifestazione connaturata con la nostra storia e come tale va rispettata e valorizzata, senza caricarla troppo di simbologie  e significati che le sono completamente estranei”.

Pasquale De Marco

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