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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
 
Gli Arbëreshë della Calabria - SPEZZANO ALBANESE
 

19 MARZO, FALO’ DI SAN GIUSEPPE

La sera del 18 e quella del 19 marzo, in concomitanza con i festeggiamenti in onore di San Giuseppe, si rinnova a Spezzano Albanese il rito pagano dei falò (fanognet) che riprende un’antichissima usanza riconducibile ai riti propiziatori per il ritorno della primavera di epoca romana e medievale.

Nelle varie gjitonie” (rioni) del paese, ancora oggi, infatti, si rinnova il rito storico folcloristico che coinvolge un po’ tutta la popolazione.

Nei giorni e nelle settimane che precedono la festività di San Giuseppe, ogni rione fa a gara nell’accumulare il maggior quantitativo possibile di fascine provenienti, in massima parte dalla potatura degli ulivi e delle viti esistenti nel territorio comunale. Tutte le frasche raccolte serviranno per accendere un grande falò che dura due sere consecutive.

Attorno al fuoco “propiziatorio” si riuniscono gli abitanti del quartiere che hanno contribuito alla raccolta delle fascine, fra cui si distinguono generalmente i ragazzi ed i giovani. Nei pressi del cumulo di frasche ardenti che diventa sempre più alto e sempre più incandescente, si friggono le zeppole caratteristiche dette vechiarele”, prodotto tipico della cucina arbëreshë, che, innaffiate da vino casereccio a volontà e dall’offerta di un piatto di tumac me qiqëra” (lagana con ceci), vengono distribuite ai presenti e ai visitatori provenienti dagli altri rioni del paese che in una specie di pellegrinaggio, fanno il giro dei falò dei vari rioni per giudicare quale sia il più grande, il più ospitale e il meglio organizzato. Su tutto poi domina la musica; di rigore quella dell’organetto, ma ormai sempre più spesso soppiantata da quella moderna più assordante.

Il momento culminante di tutta la manifestazione si raggiunge comunque quando, aiutati dal buon vino e dal cibo che contribuisce ad esaltare gli animi, gli astanti si cimentano in pseudo pericolosi salti del falò, le cui fiamme volgono ormai al termine. Nell’immaginario del rituale che affonda le sue radici in epoche storiche lontanissime, assorbite e fatte proprie poi, dalla religione cristiana, tali salti avevano e conservano ancora, seppure inconsciamente, il significato dell’uomo che sfida e domina le forze della natura, piegandola ai suoi voleri.

Nella manifestazione si inseriscono inoltre le attività di gruppi ed enti, che avendo a cuore la conservazione della manifestazione, la sponsorizzano mettendo in palio premi e coppe per quei rioni che riescono a realizzare i falò più accoglienti e più tradizionali. Anche l’amministrazione comunale ha sempre contribuito col proprio patrocinio alla salvaguardia delle tradizioni tipiche dell’etnia arbëreshë. Molto attive in questo settore sono la Pro loco ed il Bashkim Kulturor Arbëresh, un’associazione culturale no profit che opera sul territorio dal 1984 per la riscoperta, la salvaguardia e la valorizzazione dell’intero patrimonio socio – culturale tipico delle popolazioni arbëresh.

 La sera del 19 marzo la manifestazione raggiunge il culmine con l’organizzazione di un mega falò che quest’anno verrà realizzato su Largo Garibaldi antistante la chiesa del Carmine. Con l’occasione si esibiranno in balli, canti e suoni, vari gruppi fra cui primeggia, l’attore Mario Caruso, l’uomo dai mille volti, il trasformista che ha nel sangue il gene della teatralità e della maschera tragicomica che estrapola dalla vita quotidiana quel gusto della commedia che è di tutti i luoghi e di tutti i tempi.

Spezzano, la sera del 19 marzo come ogni anno, brucia nei fanognet”, il grigiore e la negatività rappresentata dall’inverno che volge ormai al termine e si rivolge alla incipiente primavera, apportatrice di gaiezza e di rinnovata voglia di vivere con lo spirito del fanciullo che esorcizza la paura, saltando sul falò di San Giuseppe.

                  Raffaele Fera.

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