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Gli Arbëreshë della Calabria - SPEZZANO ALBANESE
 

ITALIA – ALBANIA: COOPERAZIONE SULLE ORME DI MADRE TERESA

SPEZZANO ALBANESE – L’affollata conferenza tenutasi il 6 aprile nella sala consiliare, per il tema in discussione e per il taglio che i relatori hanno dato ai rispettivi interventi, resterà sicuramente fra le iniziative migliori che l’amministrazione comunale, il Bashkim Kulturor Arbëresh, la parrocchia San Pietro e Paolo e i Padri Concezionisti della Provincia Italiana presenti a Tirana con la Fondazione Nostra Signora del Buon Consiglio presieduta dal loro superiore provinciale Giuseppe Pusceddu, abbiano potuto realizzare per dare seguito ad un progetto di ospedale in terra albanese in fase di completamento (mancano le indispensabili apparecchiature tecniche), fortemente sognato e voluto da madre Teresa di Calcutta. Il patrocinio che l’Ambasciata d’Albania presso la Repubblica Italiana e la Santa Sede, la Presidenza del Consiglio Regionale e l’Amministrazione Provinciale di Cosenza hanno garantito all’evento, denotava il suo alto profilo morale e sociale, oltre che di tipo strettamente sanitario.

Nell’introdurre e coordinare i lavori, il presidente del Bashkim Giuseppe De Rosis, richiamandosi alla comune storia che lega Arbëresh e Albanesi, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa evidenziando l’impegno dell’associazione culturale da lui presieduta per contribuire all’integrazione nel tessuto sociale italiano degli immigrati albanesi. Nel suo intervento incentrato sulla solidarietà, il parroco Don Luigi Talarico, ha denunciato uno strisciante raffreddamento di questi valori fondanti il cristianesimo nei confronti dei “fratelli” albanesi. L’assessore alla cultura Carolina Luzzi, ha evidenziato il ruolo dell’Ente per favorire l’integrazione degli albanesi nel tessuto sociale cittadino, in primis dei giovani in età scolare.

I successivi interventi, tutti fortemente intrisi di esperienza personale vissuta a vario titolo e su diversi livelli, hanno messo in luce il grado di cooperazione in campo medico e sanitario, con una realtà fortemente bisognosa di solidarietà per recuperare il gap professionale e tecnologico.

Il Vicario Generale della Diocesi di Rossano-Cariati Mons. Luigi Renzo che ha portato il sostegno dell’Arcivescovo Mons. Andrea Cassone; S.E. Ercole Lupinacci, Eparca di Lungro, che ha testimoniato la sua esperienza sulle tristi condizioni sanitarie in cui versava il paese delle Aquile alla caduta del regime; il direttore generale dell’ASL di Rossano Achille Gentile, che ha riferito l’appoggio all’iniziativa da parte dell’Assessorato alla Sanità della Regione Calabria; il delegato regionale Ufficio Pastorale della Salute Don Antonio Martello che ha parlato della sua esperienza sacerdotale fra le corsie ospedaliere; l’operatore di solidarietà e di cooperazione internazionale Eugenio Pezzi che ha sottolineato la valenza delle attività formative promosse dal Bashkim a favore degli albanesi, nel delicato processo di integrazione degli immigrati presenti sul territorio; l’immigrato albanese Arben Collaku che ha confermato questa integrazione nel tessuto sociale ed economico della cittadina arbëresh; il medico albanese Leonard Simoni, che ha testimoniato le difficilissime condizioni sanitarie in cui versa ancora l’Albania per inadeguatezza di mezzi, strutture e personale; il commovente intervento di Padre Pusceddu che coordina gli sforzi per arrivare alla realizzazione del sogno di Madre Teresa, il completamento dell’Ospedale a Tirana; tutti quanti hanno evidenziato lo spirito del progetto basato sull’idea cristiana di carità e amore che si concretizza con l’impegno diretto.

Il ricco materiale di supporto fatto di proiezioni video e materiale illustrativo fornito dal Ministero degli Esteri e dalle Organizzazioni Internazionali della Sanità, delle Migrazioni e del Servizio Sociale, è servito a documentare lo status dell’iniziativa.

Nel concludere i lavori il sindaco Corsino, ha annunciato il completamento di un centro di accoglienza per immigrati realizzato con contribuiti regionali.

La serata si è conclusa con un lungo e commosso applauso dedicato alla memoria di Madre Teresa di Calcutta, figlia di albanesi di Macedonia.

 

                                                                                                       Raffaele Fera

 

DALL’ITALIA: SOLIDARIETA’ E SVILUPPO ALL’ALBANIA

 

SPEZZANO ALBANESE – La conferenza che si terrà il prossimo 6 aprile alle 18,30 nella sala consiliare del comune di Spezzano Albanese, esula dai soliti incontri più o meno accademici per assumere i connotati salienti di una manifestazione di solidarietà connaturata con lo spirito delle popolazioni arbëresh che nel corso della secolare diaspora hanno sempre continuato a rivolgere il loro sguardo alla “madre patria” sentendosi partecipi delle vicende politiche e umane della terra d’origine che dai tempi di Pirro a quelli di Enver Hoxha, ha potuto registrare pochi momenti di unità, pace, sviluppo e prosperità.

Il tema è quanto meno impegnativo: “Solidarietà e sviluppo sulle due rive dell’adriatico: quale sanità in Albania”. Il merito dell’iniziativa va riconosciuto congiuntamente alla parrocchia del Carmine, alla Provincia italiana dei figli dell’Immacolata Concezione, al Comune, all’associazione culturale “Bashkim Kulturor Arbëresh” e all’Associazione Amici della Fondazione “Nostra Signora del Buon Consiglio”.

Il convegno rappresenta anche l’occasione per illustrare il progetto dell’Ospedale “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana, voluto e realizzato dai padri Concezionisti, la cui costruzione vuole essere una testimonianza per uno sviluppo possibile fra le due sponde dell’Adriatico che leghi fra loro le diverse componenti del mondo arbëresh, albanese e istituzionale italiano. L’incontro, per certi versi inedito, serve come momento di riflessione comune sulle possibili strategie di intervento solidale in Albania, oltre che sulle diverse modalità di valorizzazione delle risorse locali, in un territorio storicamente e culturalmente legato al paese delle aquile.

La necessità di guardare ad un futuro di vero dialogo improntato sul rispetto reciproco, apre nuovi orizzonti di intervento e diventa terreno di prova per uno sviluppo comune sia li livello locale che internazionale.

L’articolato programma denota la levatura della manifestazione. Ai saluti del parroco Don Luigi Talarico, dell’assessore alla cultura del comune di Spezzano, Carolina Luzzi e del Presidente del Bashkim, Luigi de Rosis, segue un prologo su “La storia degli arbëresh fra tradizione e modernità”. Su questo tema si confronteranno le relazioni di Mons. Luigi Renzo, Vicario Generale della Diocesi di Rossano, S. E. Mons. Ercole Lupinacci, Vescovo di Lungro, Valerio Rossi, Assessore alla Sanità della Regione Calabria e Sejko, direttore del quotidiano albanese in Italia “Bota Shqiptare”.

Sul tema della serata: “L’integrazione possibile sul territorio”, interverranno: a nome del Bashkim, Eugenio Pezzi, operatore di solidarietà e cooperazione internazionale; per conto del “Progetto integra”, Arben Collaku, corsista presso il corso di formazione professionale per lavoratori provenienti dall’area balcanica. A seguire interverranno: Don Giuseppe Pusceddu, superiore Provinciale dei Fic che si soffermerà sul “Progetto Ospedale Nsbc” a Tirana e Leo che in rappresentanza dei medici volontari, esporrà la sua “testimonianza fra le due rive dell’Adriatico”.

Interverranno quindi il Delegato dell’ufficio Regionale per la Pastorale della salute, Don Antonio Martello; il docente di lingua e letteratura albanese presso l’Unical Franco Altimari, per esporre le linee di un “progetto di intercultura” e Liliana Uubina, in rappresentanza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Concluderà il sindaco Marcello Corsino.

La conferenza che sarà trasmessa in diretta video a Tirana, gode del patrocinio di numerose ambasciate presso la Repubblica Italiana e presso la Santa Sede, oltre che dell’assessorato regionale alla sanità, dell’amministrazione provinciale di Cosenza e dell’Università della Calabria. Sono stati invitati tutti gli organi di stampa ed i network nazionali e locali.

Raffaele Fera.

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