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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
Gli Arbëreshë della Calabria - SPEZZANO ALBANESE
 

PRESENTATO IL “SAGGIO SULL’AMORE “ DI FRANCESCO FUSCA

Un inno all’amore al di fuori dello spazio e del tempo

E’ stato presentato nei giorni scorsi nel salone della locale Banca di Credito Cooperativo della Sibaritide, l’ultimo lavoro del poeta Franco Fusca, il volume «Saggio sull’Amore» di 140 pagine patinate, edito dalla Grafosud di Rossano. La manifestazione era organizzata dalla Pro Loco diretta da Cosimo Montone e patrocinata dall’Amministrazione Comunale rappresentata dall’assessore alla cultura Carolina Luzzi,

Coordinati dal dirigente scolastico Giuseppe Montone, hanno relazionato, oltre alla stessa Luzzi, l’architetto Francesco Forte, il dirigente scolastico Silvana Palopoli e la poetessa e scrittrice di Bovalino, Bruna Filippone, mentre la partecipazione straordinaria dell’«uomo delle favole», l’attore Bruno Papalia, ha dato il tono giusto ad una serata dedicata alla cultura e alla poesia, grazie anche al sapiente mix di lettura di brani significativi dell’opera del Fusca demandati alla sensibilità della giovanissima Adele Galizia, frammezzati dalle note etniche dei fratelli Scaravaglione che accompagnavano la voce suadente del cantante Claudio La Regina e le evoluzioni eteree della danzatrice Letizia Aita. L’autore, originario di Spezzano Albanese svolge attualmente le funzioni di Ispettore Tecnico del Ministero dell’Università e della Ricerca. E’ autore di libri e saggi di natura pedagogica e didattica, oltre che letteraria, permeati, questi ultimi, da uno spirito poetico fortemente intriso di un eros primigenio che coinvolge i suoi amori materiali e spirituali (“la carne e l’anima”) e percorre tuta la sua opera. La sua maturazione, frutto di esperienze letterarie, artistiche, musicali, oltre che personali, sfocia in questo «Saggio sull’amore», che può senz’altro considerarsi una summa del suo pensiero sul tema dei rapporti fra uomo e donna che dai tempi mitici di Afrodite, sono dominati in maniera incontrastata dal «sentimento d’Amore». Un sentimento «incontrastato che si sparge all’Infinito infondendo dolcezza, gioia e speranza», che non viene contaminato dal sesso tout court sublimato nelle sfere eteree dell’immaginazione e della rivisitazione in chiave poetica e che da il vero «senso della vita e il non-senso della morte».

Il testo si svolge tutto in una dimensione surreale capace di trasformare la prosa in poesia; un’unica poesia che si dipana per tutto il libro, alimentata da immagini che si fondono con le parole, contribuendo a creare le condizioni per carpire il mondo poetico dell’Autore, che pare travolto da una visione provenzale e trecentesca di un sentimento eterno che guida le sorti del mondo e delle persone, l’unico capace di salvare l’umanità «dal potere iniquo e nefasto del denaro… delle tecnologie multimediali».

E’ fin troppo evidente che Fusca affida la salvezza del mondo ad un mondo d’amore che forse non c’è. Ma egli è fermamente convinto che è  in questo sentimento primigenio dell’uomo che si gioca la sopravvivenza della specie. Un eros indistinto da Thànatos fino a fargli dire: «Siamo così fragili noi, noi; noi che amiamo l’Amore, ossequiosi a Cupìdo e riverenti; noi, ultimi - ultimissimi! – Innamorati del sogno… Tra Eros e Thànatos…la vita!».

Raffaele Fera.

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