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RICORDARE IL PASSATO PER COSTRUIRE IL FUTURO

Le scuole elementari impegnate nel  “giorno della memoria”

Poesia       

“Il ricordo e la memoria”

di                Angela Toma.

Classe         V

scuole         elementari

di                Spezzano Albanese

 

«Uno tra i dolori che pesano nella memoria

è legato al tragico destino degli ebrei nella storia.

Di quel periodo, per me abbastanza lontano,

ancora oggi non si parla mai invano.

Non vi era gioia, amore e altruismo

ma solo un tenace e perfido razzismo.

La guerra, la fame e la sofferenza,

portata sino ai giorni miei,

ricordano il pianto straziante dei poveri ebrei.

Il sogno per essi di una vita colorata,

persa nella realtà di una esistenza spezzata.

L’indescrivibile sofferenza che avvolse Ferramonti,

distrusse ad ogni bimbo rosei orizzonti

di un futuro nuovo, senza volti ostili,

senza immagini aberranti e spari di fucili.

Il marciare prepotente di stivali minacciosi,

pronti a spezzare pochi momenti di speranza gioiosi.

…Bambini! Venite a giocare!

Ma era un pretesto… “ti devo ammazzare”.

Ma il cuore innocente di ogni bambino,

pulsava nuove speranze dal più grande al più piccino.

…”Non riesco ad immaginare un mondo,

con miseria e con la morte,

anche se a volte ogni speranza sembrava aver

chiuso le porte”. 

“Nonostante tutto, in fondo al cuore,

voglio ancor credere che l’uomo abbia amore!”.

Questi brucianti versi di Angela, rendono bene, senza molti giri di parole e inutili perifrasi, il senso con cui gli alunni del centro arbëresh, sotto la guida delle insegnanti, hanno saputo rendere il dovuto omaggio ad una data che non bisogna assolutamente dimenticare.

Il 27 gennaio 1945, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e sancito dalla legge 211/00 come “Il giorno della memoria per ricordare la shoah” deve aiutare a riflettere e a non dimenticare un avvenimento il più tragico che l’umanità abbia vissuto nel corso della sua storia millenaria. L’impegno profuso dal corpo docente nel trattare i delicati temi del razzismo, della solidarietà e della pace fra i popoli, ha dato i suoi frutti, visti gli elaborati degli alunni che hanno realizzato cartelloni murali, testi di approfondimento e poesie che sicuramente lasceranno un segno positivo nelle formazione del carattere e nella perpetuazione di una memoria storica, la sola che può salvarci da analoghe future catastrofi.

Il programma didattico iniziato con la visita guidata effettuata lo scorso 22 gennaio a Ferramonti di Tarsia, il più grande campo di concentramento italiano, che arrivò ad “ospitare” oltre due mila internati, si è concluso, sabato 26, con un incontro sul tema della “giornata della memoria”. Organizzato dalla direzione didattica col patrocinio dell’assessorato comunale alla cultura, i lavori del convegno, presieduti e coordinati da Cosimo Damiano Libonati nella sua qualità di presidente del consiglio di circolo, hanno visto, oltre l’intervento di saluto del sindaco Marcello Corsino, la partecipazione dello stesso dirigente scolastico Giuseppe Montone e dell’Ispettore Miur Francesco Fusca. Significative le testimonianze presentate dai figli di due ex internati a Ferramonti, Walter Brenner (editore) e Insacco Nuna (dirigente Asl di Rossano). Ha brillantemente concluso l’assessore provinciale alla cultura Donatella Laudadio.

Tutti gli intervenuti hanno messo in luce l’assoluta necessità di ricordare il passato per costruire il futuro. Dare cioè il giusto valore alla memoria come elemento fondante della società civile e Ferramonti rappresenta l’attaccamento alla vita che non deve morire mai. La singolarità della sua storia, come ha sottolineato Brenner, fonda le motivazioni più profonde nella cultura dell’accoglienza di cui i calabresi sono da sempre portatori come popolo che ha assimilato culture ed etnie diverse (rom, ebrei, albanesi, valdesi), facendo della convivenza e della tolleranza un elemento caratteristico e al tempo stesso naturale.

E’ inoltre emersa la volontà di fare di Ferramonti un presidio simbolico di libertà, un parco della memoria e della pace contro ogni forma di razzismo e per una vera educazione interculturale.

Le conclusioni affidate all’assessore provinciale alla cultura Donatella Laudadio, hanno, come sempre, scosso l’assemblea per le forti motivazioni pedagogiche insite nel suo discorso, che ha trascinato l’uditorio in ripetuti applausi.

L’assessore ha fra l’altro esaltato il lavoro del corpo insegnante che con l’attività di ricerca e documentazione ha di fatto agevolato la formazione negli alunni di un pensiero divergente, «l’unico baluardo per la tenuta della democrazia, perché è il sonno della ragione a generare i mostri».

Raffaele Fera.

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