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Gli Arbëreshë della Calabria - SPEZZANO ALBANESE
 

IL PARROCO SI TRASFERISCE MA LASCIA UN SEGNO TANGIBILE

Sulla collina di San Salvatore brilla la nuova croce di Cristo

Dopo sette intensissimi anni di apostolato  trascorsi a Spezzano Albanese, don Luigi Talarico lascia la comunità parrocchiale di San Pietro e Paolo per trasferirsi, in qualità di co-parroco, presso quella di Santa Maria Assunta di Calopezzati. Sarà sostituito da don Gianni Nigro di Rossano.

Quello di don Luigi è stato un settennato carico di impegni che ha assolto con lo spirito di servizio che il ministero sacerdotale richiede, ma gli spezzanesi avranno un motivo in più per ricordarsi di lui. La croce luminosa che dalla notte di venerdì 6 settembre illumina la sommità della collina di San Salvatore, è la su ultima opera tangibile in favore di una comunità che sta vivendo un’intensa stagione di spiritualità cristiana nel segno di una rinnovata fede.

L’iniziativa di installare una croce luminosa sulla sommità della collina che sovrasta il centro abitato e l’intera vallata che si apre sulla piana di Sibari, è stata dello stesso don Luigi e del consiglio pastorale guidato dal prof. Carlo Manes, che in occasione del Giubileo 2000, hanno inteso lasciare ad imperituro ricordo, un’opera che indicherà alle future generazioni, il significato di una ricorrenza che affonda le sue radici nel 1300.

La grande croce, visibile di notte a lunghissima distanza, è stata collocata nelle immediate vicinanze della chiesa sconsacrata di San Salvatore costruita fra il 1581 e il 1585 all’epoca del papas don Martino Barbato. In questo senso don Luigi Talarico e don Giuseppe Grilletta della parrocchia del Carmine, concelebrando l’eucarestia a ridosso di quelle mura, dopo circa 400 anni hanno, di fatto, riconsacrato, se non la chiesa ormai inagibile come edificio sacro, il luogo, quella collina di San Salvatore che tanta parte ebbe nella storia paesana quando fra ottocento e novecento, i suoi 422 metri di altezza rappresentavano una posizione militarmente strategica per le truppe borboniche e sanfediste, francesi, garibaldine e poi quelle tedesche ed alleate. Ora si guarderà alla collina con altri sentimenti. «Alzare il capo verso San Salvatore – ha detto fra l’altro don Luigi  all’omelia -  vorrà significare volgere lo sguardo verso il Signore». Ha quindi ringraziato tutti coloro che, offrendo il proprio lavoro, hanno reso possibile la realizzazione dell’opera e, in primis, la famiglia Pino proprietaria del suolo. Hanno quindi preso la parola il prof. Carlo Manes in rappresentanza del Consiglio Pastorale e lo stesso Sindaco dott. Marcello Corsino, evidenziando l’alto valore simbolico della collocazione della croce giubilare sulla collina di San Salvatore. La cerimonia dell’inaugurazione  culminata all’imbrunire con l’illuminazione della grande Croce, è iniziata con una lunga processione di fedeli partita dalle falde meridionali della collina, che, intonando i canti della Via Crucis, si è inerpicata fin sulla sommità del colle, ove don Luigi e don Giuseppe hanno concelebrato la Santa Messa.

Il commiato definitivo di Don Luigi dalla sua comunità parrocchiale, è avvenuto il giorno seguente con la celebrazione eucaristica nella chiesa di S. Pietro e Paolo a cui ha partecipato una commossa moltitudine di fedeli che si è stretta per l’ultima volta attorno al proprio sacerdote visibilmente commosso, per  attestargli la propria stima e l’affetto imperituro. A conclusione il sindaco, interpretando i sentimenti dell’intera popolazione, ha consegnato a don Luigi un segno di riconoscimento per la preziosa opera svolta in seno alla comunità spezzanese. Analoghi gesti sono stati compiuti dalla comunità parrocchiale, dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, dal consiglio pastorale, che hanno offerto simbolici doni a suggello di un apostolato fra la gente compiuto col sorriso, oltre che con la consapevolezza della missione a cui il Signore lo ha chiamato.

Raffaele Fera.

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