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Gli Arbëreshë della Calabria - SPEZZANO ALBANESE
 

IL LIBRO DI CURCI SUGLI OLI EXTRAVERGINI TIPICI

Una guida al riconoscimento e alle produzioni Dop e Igp

L’ultimo lavoro di Vincenzo Curci è una guida indispensabile, non solo per gli addetti ai lavori, quanto un manuale prezioso per il grande pubblico che vuole documentarsi sulle proprietà e le caratteristiche dell’olio d’oliva che sta alla base della dieta mediterranea. Il volume di 248 pagine (edizioni “Edagricole de Il Sole 24 Ore”, Bologna), dal titolo “Gli oli extravergini d’oliva tipici”, rappresenta una “guida al riconoscimento e alla produzione degli oli extravergini Dop e Igp”. Esso tratta un tema col quale Curci sì è già misurato con successo nel recente passato avendo pubblicato altri testi in materia da cui emerge la sua chiara competenza professionale di laureato in scienze agrarie e docente di “Tecniche di produzione, trasformazione e valorizzazione dei prodotti” negli Istituti Agrari. Il volume appena dato alle stampe, tratta in maniera organica gli aspetti salienti di questo protagonista della cucina mediterranea qual’è l’olio extravergine di oliva, “sintesi di bontà e genuinità”. In quattro dettagliati capitoli,  oltre ad una prima parte riservata ai dati statistici, vengono presi in esame l’origine e la tipicità dell’olio, la valutazione organolettica, la qualità dell’olio, i 25 oli extravergini che hanno avuto il riconoscimento Dop e Igp, che si producono dal Trentino alla Sicilia, regioni in cui le varie cultivar da cui si estrae l’oro verde, segnano visivamente anche il territorio in maniera significativa. In appendice si riportano tutte le principali norme comunitarie che regolano la materia e un appropriato glossario dei termini tecnici. La ricca bibliografia presa in esame (68 fra testi specifici, riviste ed atti di accademie e istituti di ricerca), denota il taglio fortemente scientifico sapientemente coniugato  con le esigenze divulgative che Curci ha saputo dare al suo lavoro.

Leggendo il testo si ha la conferma che il consumo dell’olio extravergine che è in costante aumento, contribuisce a prevenire molte malattie cardiovascolari. «L’olio di oliva – scrive Curci – è ormai protagonista indiscusso di un modello alimentare, la “dieta mediterranea” che sta conquistando sempre più i consumatori». Il suo consumo che in Italia è oggi pari a 12 Kg pro capite, contro i 20 della Grecia, è strettamente legato alla qualità del prodotto che è in continua evoluzione. I consumatori prediligono oltre gli aspetti nutrizionali, quelli biologici e salutistici. Oggi un olio eccellente ricco di fenoli, come richiesto dal consumatore deve rispondere oltre ai parametri chimici di acidità, numero di perossidi, etc, anche a quelli organolettici come gusto, aroma, sapore, etc. «Il consumatore – sostiene Curci – è propenso a sopportare un prezzo superiore purché le qualità organolettiche e chimico-fisiche siano ineccepibili. Il riconoscimento a livello comunitario degli oli Dop viene incontro a quest’esigenza». Per la Calabria, attualmente gli unici oli a potersi fregiare di tale marchio sono il «Bruzio» nella provincia di Cosenza con quattro menzioni geografiche (fascia prepollinica, valle Crati, colline joniche presilane, sibaritide) e il «Lametia» in alcuni comuni del lametino nella provincia di Catanzaro.

Raffaele Fera

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