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PREMIO CITTA’ DI SPEZZANO ALLA SECONDA EDIZIONE

A Marchianò, Gullo e Signorelli la targa d’oro con l’aquila bicipite.

Il premio «Città di Spezzano Albanese» alla sua seconda edizione è gia un riconoscimento classico che il Bashkim Kulturor Arbëresh riserva ogni anno alle più note personalità di origine spezzanese distintesi nei vari campi delle arti, delle scienze e delle lettere.

Lo scorso 29 dicembre 2001 sono stati consegnati gli ambiti premi, la cui realizzazione si avvale dell’indispensabile patrocinio dell’amministrazione comunale che, tramite il dinamico assessore alla cultura Carolina Luzzi, sponsorizza le più significative attività del Bashkim. Si tratta di una targa d’oro coniata ad hoc ed una pergamena che riporta le motivazioni dell’assegnazione ad esclusivo giudizio del consiglio di amministrazione del Bashkim Kulturor Arberesh. La targa riproduce l’aquila bicipite, simbolo classico degli arbëresh, abbinata all’immagine della Torre Scribla, una reperto storico archeologico, sito in prossimità dello scalo ferroviario, probabile rudere di un convento benedettino.  Quest’anno il premio è stato assegnato a tre eminenti personalità in campo medico e filosofico/letterario. I professori Lucio Gullo ordinario di medicina interna presso l’università di Bologna, Cosma Damiano Signorelli ordinario in neurochirurgia all’università di Catanzaro e Grazia Marchianò, ordinario di estetica nel Corso di Laurea in Filosofia all’università di Siena-Arezzo.

La consegna dei premi «Città di Spezzano Albanese», è stata preceduta, previa lettura della relativa deliberazione giuntale da parte dell’assessore Luzzi, dalla cerimonia dell’assegnazione alla professoressa Marchianò, nata a Parma e residente a Montepulciano, della cittadinanza onoraria in considerazione delle sue radici arbëresh ereditate dal padre, il pittore Giuseppe Marchianò nato a Napoli nel 1911 e morto nel 1988, famiglia installatasi a Spezzano nella seconda metà del ‘700 e proveniente dalla vicina San Demetrio Corone.

Significativi gli interventi dello scrittore Dott. Pierfranco Bruni, del docente dell’Unical Prof. Antonio De Sensi e dello stesso sindaco Dott. Marcello Corsino nella sua duplice veste di primo cittadino e di medico cardiologo, che hanno messo in luce la personalità e l’opera dei premiati, mentre ai dirigenti dell’associazione culturale, Dott. Rossella Maratea, Prof. Francesco Marchianò e Ins. Raffaele Fera, l’incarico di illustrare le motivazioni dei premi conferiti. La cerimonia che ha avuto momenti di intensa emozione alla consegna delle targhe d’oro da parte del sindaco, è stata costellata di applausi da parte del numeroso e qualificato pubblico che gremiva la pur capiente sala consiliare.

Il premio «Città di Spezzano Albanese» si avvia ad essere per il Bashkim, un appuntamento fisso di fine anno con l’intento di riconoscere ai tanti concittadini che si sono distinti in Italia e all’estero per le loro alte qualità intellettuali, contribuendo ad onorare la terra d’origine e la cultura arbëresh di cui si sentono figli.

Numerose in sala le personalità della cultura, fra cui l’ispettore del Ministero delle P.I. Dott. Francesco Fusca, i dirigenti scolastici Dott. Giuseppe Montone e Dott. Guido Nicoletti, il prof. Italo Costante Fortino dell’Istituto Orientale di Napoli.

«Il premio Città di Spezzano - come ci ha dichiarato il presidente del Bashkim Dott. Giuseppe De Rosis che ha presieduto la serata – rappresenta per la nostra associazione culturale un fiore all’occhiello che ci qualifica sul territorio. Questa manifestazione, assieme all’istituzione del premio letterario intitolato allo storico Giuseppe Angelo Nociti, e incentrato quest’anno sulla figura e l’opera di Vincenzo Luci, patriota, pensatore e politico di epoca risorgimentale, testimoniano lo sforzo dell’associazione nella direzione della salvaguardia, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale passato e presente visto attraverso i suoi uomini più rappresentativi».

                                                                                              Raffaele Fera.

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