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Svolta l’ 8^ edizione di Miss Arbëreshe

“Città di Miss Arbereshe”, questo l’appellativo conquistato da Spezzano Albanese  a giudizio di molti osservatori grazie alla puntuale riproposta di una manifestazione unica nel suo genere, costellata di consensi,  ampia partecipazione di concorrenti e notevole affluenza di pubblico. Come quello  che ha gremito in ogni angolo il suggestivo anfiteatro comunale “Vincenzo Pesce” di Spezzano Albanese e fatto da cornice, la sera del 13 agosto scorso, alla ottava edizione di “Miss Arbereshe”, autentica vetrina di bellezze d’Arberia, ideata per esaltare il fascino e lo splendore del  costume femminile di gala, rigorosamente indossato dalle partecipanti.

A guadagnarsi il titolo di Miss Arbereshe 2002 è stata Pace Giudice Irene, di Frascineto, studentessa universitaria.

Seconda classificata una concorrente di Mongrassano, Damis Amalia; terza Antonella Pelilli di Montecilfone (Campobasso).

Le due giurie, una tecnica presieduta da Giulio Baffa, l’altra popolare coordinata da Vincenzo Mauro hanno inoltre assegnato i seguenti titoli: Miss simpatia a Francesca Staffa di Plataci; Miss sorriso alla concorrente Dina Bellusci di Plataci; alla partecipante di Firmo, Caterina Cortese il titolo di Miss portamento; quello di Miss interpretazione a Gaia Troiano di S. Paolo Albanese (Potenza).  Ilaria Pazzino di Palazzo Adriano (Palermo) si è aggiudicato il premio Unpli (Unione nazionale pro loco d’Italia), mentre ad Antonella Pisarra di S. Cosmo Albanese è toccato il premio “Donato”. Riconoscimenti anche per il costume di gala più bello,  indossato da Anna Madeo di Macchia Albanese.

Le oltre trenta concorrenti, in rappresentanza di venticinque comunità diverse per province e regioni, hanno ricevuto un attestato di partecipazione al concorso.

La manifestazione, aperta dai saluti del sindaco di Spezzano, Marcello Corsino, messa in piedi ancora una volta dalla Pro loco diretta da Cosmo Montone, e patrocinata dal ministero per i Beni culturali, dalla Regione Calabria, dalla Amministrazione provinciale di Cosenza, dalla Amministrazione comunale del posto, dalla Banca di credito della sibaritide e dall’Unione nazionale delle Pro loco, è stata condotta da Mimma Bavasso e Gennaro De Cicco. Brevi notizie storiche sugli splendidi e raffinati costumi tradizionali di gala indossati dalle partecipanti al concorso  , qualcuno scomparso da tempo e riprodotto di recente sulla scorta di antiche stampe, sono state fornite da Chicchina Martino e Francesca Santamaria. Sono intervenuti il giornalista Pasquale De Marco e Pierfranco Bruni, del Ministero per i Beni culturali.

  L’originale concorso, con la presenza così ampia di comunità ricadenti oltre i confini provinciali e regionali, lontano dall’essere la solita sfilata di bellezze in costume da bagno, continua la sua marcia in direzione della valorizzazione di un autentico gioiello di cultura materiale arbereshe, il vestito di gala o nuziale “llambadhor” (tessuto indorato), una volta indossato, oggi sempre meno, nelle occasioni più significative, quali matrimoni, battesimi e ricorrenze religiose.

Adriano Mazziotti

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