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LANZO TORINESE, 24 MARZO 2002

Documento su minoranze linguistiche storiche e media
 

I partecipanti al Convegno Internazionale "Minoranze linguistiche: prospettive per l’operatività di una Legge", organizzato dall’Amministrazione Provinciale di Torino nei giorni 23 e 24 marzo a Lanzo Torinese (To),
 

PREMESSO CHE tutelare le lingue delle minoranze linguistiche storiche, oggetto della Legge 15 dicembre 1999, n. 482, significa non soltanto promuovere il pluralismo culturale ma anche riconoscere, tutelare e garantire il godimento di diritti fondamentali, come è esplicitato nella legge medesima e ancor prima agli articoli 2, 3, 6 e 9 della Costituzione italiana, in numerosi atti ufficiali internazionali e in particolare in documenti adottati in seno alle istituzioni europee (Ad esempio per l’Unione Europea - Parlamento europeo: le Risoluzioni Arfé 1, Arfé 2, Kuijpers e Killilea e gli artt. 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali proclamata Nizza nel 2000; e per il Consiglio d’Europa: la Carta delle lingue minoritarie e regionali),

E CONSIDERATO CHE quello dei mezzi di comunicazione è uno dei settori chiave nella vita contemporanea (viviamo – si dice – nella società della comunicazione) e pertanto è un ambito strategico di intervento per qualsiasi forma di coerente ed efficace tutela e promozione delle lingue delle minoranze linguistiche storiche,

CHIEDONO CHE, in base alla Legge 15 dicembre 1999, n. 482 (indicata in seguito come Legge 482/99) e in particolare al suo articolo 12, c.1, all’art. 11 del DPR 2 maggio 2001 e che impongono specifici e ineludibili compiti alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, la RAI attui tali previsioni di Legge (anche in riferimento al testo riformato del Titolo V della Costituzione italiana) e in particolare che

  1. Presso i centri di produzione e le sedi regionali, che si trovano e operano nelle regioni territorialmente interessate dall’applicazione della Legge 482/99, siano create adeguate strutture per assolvere tali compiti;

     

  2. All’interno dei palinsesti radiofonici e televisivi siano inseriti programmi e trasmissioni di ogni genere (informazione, intrattenimento…) realizzati nelle lingue delle minoranze linguistiche storiche;

     

  3. All’interno dei palinsesti radiofonici e televisivi siano creati e ampliati gli spazi della programmazione radiotelevisiva regionale dedicati alle trasmissioni di cui al punto b, in aggiunta alla programmazione generale regionale già esistente;

     

  4. Spazi dedicati a programmi e iniziative editoriali e comunicazionali nelle lingue delle minoranze linguistiche storiche siano creati e implementati anche negli altri settori operativi dell’Azienda: Rai International, Rai Sat, Rai Internet

     

INVITANO la Commissione Bicamerale di Vigilanza sulla Rai a dare precise indicazioni sugli obblighi per essa derivanti dalla Legge 482/99, e a controllarne l’osservanza

 

E RACCOMANDANO alle Regioni, territorialmente interessate dall’applicazione della Legge 482/99, in forza degli articoli 12 c. 2 e 14 della medesima, ad assumere iniziative concrete nell’ambito della comunicazione radiotelevisiva pubblica e privata coerenti con gli indirizzi e gli obblighi di Legge.

 

Inoltre, sempre in relazione all’applicazione della Legge 482/99 in materia di media e comunicazione RITENGONO che sia necessario, coinvolgendo attivamente le Università, provvedere alla formazione delle professionalità di operatori dei media con conoscenze e competenze specifiche nell’utilizzo delle lingue delle minoranze linguistiche storiche e che tale FORMAZIONE debba essere certificata e riconosciuta ufficialmente e lo stesso valga per le ESPERIENZE PROFESSIONALI acquisite operando concretamente in questo ambito.

Mozione sul Convegno Internazionale
"Minoranze linguistiche: prospettive per l'operatività di una legge"

I partecipanti al Convegno internazionale "Minoranze linguistiche: prospettive per l’operatività di una legge", organizzato dalla Provincia di Torino nei giorni 23 e 24 marzo 2002 a Lanzo Torinese (TO),

 

bulletsottolineato che la legge n.482 del 15.12.1999 finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione delle lingue e delle culture delle minoranze storiche restituisce dignità a queste identità, dando applicazione al dettato costituzionale e alla normativa europea;

 

bulletrilevato che il Regolamento di attuazione emanato con DPR 2 maggio 2001, n.345, costituisce uno strumento efficace e positivo che ha introdotto elementi originali di riconoscimento del ruolo della formazione degli operatori chiamati a misurarsi con l’applicazione della legge;

 

bulletaffermato che la ricerca rappresenta un elemento centrale e un fattore decisivo per una più approfondita conoscenza dei profili sociolinguistici e, in genere, della complessità culturale delle aree di lingue e culture minoritarie interessate;

 

bulletsegnalato che il DPCM n.14/01 del 10 dicembre 2001 relativo ai criteri di ripartizione delle risorse da assegnare ai progetti dell’esercizio finanziario 2001 mette sostanzialmente sullo stesso piano le tipologie di intervento ammesse a tutela, garantendo adeguata copertura in prima applicazione non solo alle misure concernenti le pubbliche amministrazione, ma anche ai corsi universitari e alle attività formative di quelle figure professionali correlate con i processi di attuazione della legge, chiamando esplicitamente in causa la collaborazione con le istituzioni universitarie;

 

concordano

che in sede di attuazione dei valori e dei principi che scaturiscono dalla legge, hanno una obiettiva rilevanza, da una parte, la costruzione dei profili formativi destinati alle nuove professionalità connesse con l’applicazione della legge e, dall’altra, l’approfondimento delle ricerche scientifiche correlate con la verifica del quadro delle conoscenze, linguistiche ed extra-linguistiche, legate a ciascuna identità minoritaria, nella cornice di quella "collaborazione tra le istituzioni universitarie e scolastiche e le amministrazioni" , caldeggiata dallo stesso art.2, comma 2 del DPCM suindicato;

constatano con viva preoccupazione

che la Circolare emanata dal Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 20 febbraio 2002, prot. 200/864/201.1. Reg., assegna inopinatamente priorità ai progetti che promuovano " interventi intesi a mettere in grado gli uffici delle pubbliche amministrazioni a corrispondere (verbalmente e per iscritto) nella lingua minoritaria", prefigurando un possibile filtro discrezionale che, in contrasto con lo spirito del Regolamento e con la lettera del DPCM citati, finirebbe per penalizzare i progetti che facessero riferimento all’attività formativa;

auspicano

che il Comitato tecnico-consultivo incaricato di vagliare i progetti applicativi per l’anno finanziario 2001 esamini le suddette istanze sulla base dei contenuti e della loro efficacia in termini di ricaduta operativa;

chiedono, infine,

che, per non disperdere le esperienze preziose maturate in questi anni nelle diverse comunità, si favorisca la costituzione di un interlocutore unitario (provvisoriamente denominato STATI GENERALI DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE) rappresentativo su scala nazionale di tutti i soggetti istituzionali interessati al processo di tutela, coinvolgendo in particolare le rappresentanze, autonomamente designate, dalle Università che hanno radicamento in aree soggette a tutela, in maniera da farle interagire proficuamente e organicamente con le istanze delle pubbliche amministrazioni già rappresentate in Comitato. Si verrebbe così a formalizzare e strutturare un raccordo già esistente nei fatti (cf. organismo interuniversitario praticamente operativo attraverso la sequenza dei Convegni promossi tra il 2000 e il 2002 di cui l’evento di Lanzo Torinese rappresenta una significativa testimonianza.

 

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