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VACCARIZZO
ALBANESE (CS)
Presentazione
del Libro
VAKARICI
Vaccarizzo
Albanese: genesi storica di una comunitą, Famiglie, avvenimenti e luoghi
della memoria.
di Vincenzo
Librandi

Mercoledģ 12 Agosto 2009, all’interno della
XXVII Sagra del Costume Arbėreshė di Vaccarizzo Albanese (CS), č stato
presentato il libro di Vincenzo Librandi VAKARICI -Vaccarizzo
Albanese: genesi storica di una comunitą, Famiglie, avvenimenti e luoghi
della memoria. Volume Secondo: 1629-1699.
“Noi mettiamo molta importanza alla
storia municipale e vorremmo che le si assegnasse nell’ordine letterario
quello stesso posto che il Municipio ha negli ordinamenti politici”.
Con questo pensiero dello storico di San Cosmo Albanese, Guglielmo Tocci,
si apre il secondo volume (1629-1699) su “VAKARICI – Vaccarizzo
Albanese: genesi storica di una comunitą, famiglie, avvenimenti e luoghi
della memoria”, di Vincenzo Librandi, edito per i tipi della Grafica
Pollino di Castrovillari e stampato dall’amministrazione comunale, che č
stato presentato, nei giorni scorsi, nel ridente paese arbėreshe di
Vaccarizzo nell’ambito della sagra del costume.
A relazionare sul corposo testo, (720
pagine, corpo di 30 cm.) oltre al sindaco e all’autore Librandi, lo
storico Domenico Antonio Cassiano, nonché l’assessore alla cultura
Cecilia Martino in Scura, e l’assessore del Comune di San Marzano che
rappresentava anche un gruppo del suo paese, che si esibiva nell’ambito
della sagra.
Il sindaco Aldo Marino, nel ribadire la
volontą dell’amministrazione a voler continuare la pubblicazione
dell’opera (che consta di oltre venti volumi), ha voluto mettere in
evidenza che il libro su “VAKARICI” č unico nel suo genere, perché mai
nessun autore aveva pensato di “raccontare” la storia del suo paese
attraverso gli atti dei notai e dei documenti storici gelosamente
conservati nei diversi archivi consultati dall’autore.

“Le uniche carte – ribadiva l’autore
Vincenzo Librandi che ha preso subito dopo la parola – che ci parlano
del tempo preso in esame, il Seicento, sono proprie quelle fonti dei
notai, alle quali mi sono rivolto per scoprire le origini storiche del
nostro paese e gli aspetti del nostro passato politico, economico e
sociale”.
“Il materiale archivistico utilizzato,
e che integralmente riporto sul libro – continuava l’autore Librandi – č
costituito essenzialmente dalle fonti notarili dei notai (garanti della
continuitą, testimoni indispensabili di trasferimenti di beni, delle
formazioni delle fortune, di ascese, e declini di individui e famiglie)
di Corigliano, Acri, Rossano, Bisignano, Cosenza, Castrovillari,
Terranova ed altre sedi, attraverso le quali sono state ricostruite non
solo le genealogie e le gerarchie interne ai gruppi parentali, cosģ come
si rivelavano dalla frequenza con cui i loro componenti si presentavano
davanti al notaio, ma anche ho cercato di ricostruire il travaglio
economico delle famiglie quando si trattava di capitoli matrimoniali, e
le inimicizie tra fratelli e consanguinei quando si andava a dividere il
loro poco avere, specialmente se un genitore, o un congiunto, moriva “ab
intestato”, cioč senza aver avuto il tempo o la possibilitą economica di
comparire davanti al notaio”.
“Sono questi i motivi – continuava
Librandi – che, secondo il mio parere, fanno degli atti notarili una
fonte preziosissima che consente l’analisi di molteplici aspetti della
vita dei gruppi familiari che si sono incontrati e presi in esame.
Lavorando su genealogie sia verticali che orizzontali, č stato possibile
mettere insieme, nel corso dei secoli, una numerosa documentazione fatta
di compravendite, affitti, mutui, capitoli matrimoniali, donazioni,
testamenti, e inventari post mortem”.
Prendendo in esame pił da vicino il
contenuto dell’opera, lo storico Domenico Antonio Cassiano ha voluto
avvalorare il contenuto dell’opera affermando che il volume su
“Vakarici” di Librandi rimane, come lo č il primo volume (“VAKARICI”
vol. 1 anni 976 d.c. – 1628), sempre un’opera storica che non č
“romanzata” e dalla quale si possono dedurre i fatti reali della storia.
“Dagli atti inseriti in questo volume –
diceva Cassiano – si possono dedurre le reali e tragiche condizioni di
vita dei contadini, la maggior parte degli arbereshe dei primi sbarchi
in Italia, in balia di questo o quel padrone e che per un solo albero di
gelso molte volte venivano alle vie di fatto.”
“Non č assolutamente vero – ha ribadito con
forza Cassiano - che la Chiesa ed i Papi sono sempre stati a favore
degli arbėreshe, anzi, il pił delle volte, con i loro rappresentanti del
posto, i Vescovi del Circondario di Rossano, Cassano e Bisignano, hanno,
con ogni mezzo, cercato di sottomettere i sacerdoti greci a quelli dei
sacerdoti latini”.
“Sono sempre gli stessi contadini
arbėreshe, cosģ come si puņ constatare dagli atti – continuava lo
storico Cassiano – che dopo essersi svincolati dai padroni (si
pretendeva da loro la “tangente” ad ogni pič sospinto, e non solo se
andavano a seminare i campi ma anche per la meschina uccisione di un
pollo) hanno costruito, con sacrifici caduti alle spalle di tutti i
componenti della famiglia, una qualche economia tale a far svincolare
alcuni dei loro figli al duro lavoro della terra e introdurli nel mondo
dello studio e far intraprendere cosi la carriera di sacerdote, il pił
ambito perché erano esentati da ogni tassa, di notaio, di medico e
farmacista”.
“Nel suo secondo volume su “Vakarici,
il Librandi – sempre per lo storico Cassiano – mette in evidenza, con un
sostanzioso atto, come quasi l’intera popolazione attiva del
circondario, non solo di Vaccarizzo, quindi, ma anche di San Giorgio,
San Cosmo, San Demetrio e Macchia era dedita alla coltivazione della
seta ed attaccata rimaneva anche ad un solo albero di gelso che poteva
offrire loro il sostentamento di una intera annata”
Gli assessori intervenuti si sono
complimentati con l’autore Librandi per la pazienza con la quale ha
saputo affrontare un’opera che di difficoltą ne porta sicuramente tanta,
e ad unisona col sindaco Aldo Marino hanno auspicato che la continuitą
dell’opera deve essere cosa fattiva.
La speranza, nel ridare vita a questi
volumi, č quella di facilitare il lavoro di quanti si occuperanno della
storia del nostro paese e del suo circondario ma anche e soprattutto
quella di rendere consapevoli del proprio passato i nostri giovani
affinché sappiano da dove vengono per garantire la continuitą necessaria
al progresso della nostra terra e della nostra comunitą arbėreshe.
Francesco
Perri
Nelle foto: La copertina del libro, l’autore
Vincenzo Librandi e il Sindaco Aldo Marino.
Francesco Perri
via
Ligabue 1
87060 - CANTINELLA (CS)
0983-80216 / 333-9300863
fperri@hotmail.com
Curriculum
Vincenzo Librandi

Vincenzo Librandi
č nato a Vaccarizzo Albanese e risiede a Rende. E’ stato Sindaco, del
paese arbėreshė di Vaccarizzo Albanese, e assessore alla Comunitą
Montana “Destra Crati” di Acri. Appassionato della cultura patria si č
sempre interessato, frequentando gli archivi e le biblioteche, della
storia e delle origini del suo paese arbėreshė.
Matematico e giornalista pubblicista, č stato
collaboratore e redattore di diverse testate giornalistiche calabresi,
fra le quali: Il Giornale di Calabria, prima con il direttore Piero
Ardenti e poi con Giuseppe Soluri, e di altri quotidiani: Oggisud, il
Crotonese, il Domani della Calabria, il Quotidiano, collaborando con
l’agenzia giornalistica Italia (AGI), il Messaggero Veneto e il Popolo;
si č sempre, tra cronaca, sport e politica, prodigato per sostenere e
mettere in evidenza il mondo e la cultura degli Arbėreshė, gli
Italo-Albanesi di Calabria.
Con la pubblicazione del secondo volume, su “Vakarici”,
l’autore vuole ricordare che sono in itinere molti altri volumi che,
nella stessa mole ed argomenti, trattano dei “luoghi della memoria”.
F.P.
Nella foto: L’autore Vincenzo Librandi.
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