Mirė se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  

ARBITALIA news

Centro studi e Ricerche
Francesco Grisi
tel. 099 5910754 - 0981 953264

I beni culturali come modello di valorizzazione, di sviluppo e di degrado.

L'abbandono del Castello di San Lorenzo del Vallo in provincia di Cosenza nel nuovo libro di Pierfranco Bruni

Ha visto la luce, in questi giorni, un nuovo saggio di Pierfranco Bruni dedicato ai beni culturali in un contesto tra archeologia e storia in quadro dialettico tra conoscenza e valorizzazione. Una nuova ricerca che prende spunto da un libro precedente ma che qui aggiunge percorsi alternativi ad una visione del bene culturale come modello di rilettura non solo storica ma economica. Un testo destinato ad aprire una verifica (e un dibattito) intorno ai beni culturali e alla gestione di essi in una comunitą della provincia di Cosenza: San Lorenzo del Vallo.

Al centro della ricerca c'č un percorso che riguarda la testimonianza documentaria delle radici italo - albanesi nella realtą meridionale. I beni culturali nelle comunitą minoritarie: si tratta di una interpretazione che riprende la visione della cultura come progetto economico. Questa volta Pierfranco Bruni la potenzia attraverso degli esempi.

L'esempio che si sottolinea č la mancata valorizzazione del castello di San Lorenzo del Vallo, in provincia di Cosenza, gią sede di forti polemiche negli anni passati. Infatti Bruni, alcuni anni fa, sollevņ la questione dell'abbandono del castello di San Lorenzo del Vallo e il cattivo uso di una applicazione restaurativa, ma ciņ che venne alla luce fu la mancanza di sensibilitą da parte degli organismi locali nei confronti del patrimonio storico.

Tuttora Pierfranco Bruni solleva delle responsabilitą nei confronti di un mancato recupero e quindi di una mancata valorizzazione del bene - castello e sostiene: "La insensibilitą da parte degli Enti Locali danneggia non solo il castello ma tutto il territorio. L'Amministrazione comunale di San Lorenzo del Vallo dovrebbe farsi carico di un modello progettuale per restituire il castello alla comunitą. Ci sono forti responsabilitą degli amministratori che sono insensibili nel creare una politica culturale intorno ad una struttura che riveste, per il territorio, un importanza significativa". E aggiunge ancora: "E' da tempo che gli amministratori, e mi riferisco non solo all'attuale Giunta, sono privi di idee in merito all'utilizzo del castello. E' un peccato perché potrebbero crearsi stimoli non solo culturali ma anche sociali. Ma č anche un cattivo esempio di come non vanno gestiti i beni culturali. Un esempio, insomma, in negativo".

Bruni, comunque, in questo nuovo libro, indaga anche ulteriormente nel mondo sommerso delle minoranze etnico - linguistiche e, in modo particolare, rintraccia i segni italo albanesi di una comunitą diruta del Mezzogiorno d'Italia. Si tratta di un andare nel di dentro di quelle tracce nascoste di una civiltą che ha fatto i conti, storicamente, con quel Mediterraneo che č incrocio tra Occidente ed Oriente.

Il titolo di questo nuovo saggio di Bruni, che aggiorna risistema e arricchisce quello precedente, č: I beni culturali tra ereditą e futuro. San Lorenzo del Vallo tra archeologia e storia. E' pubblicato nelle edizioni del Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi", che alla promozione culturale e ai beni culturali dedica tutta la sua attivitą di ricerca, editoriale e di convegnistica.

Una ricerca, dunque, in un territorio della Magna Grecia con ramificazioni di tradizione albanese. Il tema dei beni culturali risulta fondamentale nella valorizzazione dei modelli territoriali che Bruni sottolinea con forza. Il testo pone in evidenza un rapporto tutto giocato tra conoscenza, formazione e progettazione riferita alle identitą storiche che i territori presentano. Viene preso come esempio un paese che ha una sua antica tradizione e lo si inquadra sia dal punto di vista antropologico che archeologico. Infatti, storia e raccordi archeologici sono alla base delle radici e dei codici identitari di un paese che rientrava nell'antica Chora della Magna Grecia.

"Non bisogna, indubbiamente, dimenticare, sostiene nel testo Pierfranco Bruni, la stagione italo – albanese di San Lorenzo del Vallo. E’ stata una delle prime comunitą Arbereshe. Una delle prime comunitą che ha ospitato gli albanesi ed ha creato un fulcro che ha poi realizzato una proiezione su tutto il circondario. La nascita di Spezzano Albanese deve molto a San Lorenzo del Vallo. Le sue radici greche, comunque, sono un segno tangibile. Come č un dato tangibile l’imponenza del castello perché in esso ci sono i modelli di un processo che ha attraversato quasi tutta la storia del Mezzogiorno".

"Ho sempre sostenuto, aggiunge sempre Bruni nel testo, l’importanza di dare consapevolezza a un dialogo stretto tra le identitą greche e quelle romane e le epoche e le civiltą successive. Ci sono, nel nostro territorio meridionale, rigurgiti Arabi con i quali tuttora occorrerebbe fare i conti. Il castello sembra raccogliere, attraverso le sue forme e quelle incisioni storiche, tutti quegli elementi che hanno condensato un viaggio all’interno di un mosaico di civiltą. I modelli archeologici, l’epoca tardo medioevale, l’etą Arbereshe, la partecipazione ai documenti illuministi e risorgimentali costituiscono quell’assetto del territorio non solo in termini urbanistici ma anche profondamente culturali".

San Lorenzo del Vallo č un paese che perde costantemente pezzi di radici e li perde, sostiene Bruni, proprio perché quel poco di patrimonio storico non viene difeso a sufficienza ed č un esempio che si tramanda alle nuove generazioni, le quali, invece, devono certamente avere rispetto della storia, del territorio e delle testimonianze che vivono sul territorio stesso. Dalla non conservazione al degrado il passo č breve. Bisogna stare molto attenti.

priru / torna