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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Macchia Albanese. Interpretata l'opera "De Rada e Milosao"
Applausi per i "Zjarri i Ri"
 

MACCHIA ALBANESE - In questi ultimi giorni estivi non diminuiscono affatto le iniziative proposte da associazioni e amministrazioni comunali. In un calderone di spettacoli più o meno graditi dal pubblico, in un girovagare continuo alla ricerca del bello e dell'avvenimento esclusivo, non possiamo trascurare quello offerto dal gruppo artistico "Zjarri i Ri" di San Demetrio Corone, coordinato dal super impegnato ed eclettico Gianni Macrì legale rappresentante dell'Associazione culturale Radio Shpresa Europa 1. In collaborazione con la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, il Comune di San Demetrio Corone, l'Università degli Studi della Calabria, pro Loco di San Demetrio Corone, l'Associazione culturale Arbitalia e Macrì editore, è stato prodotto uno spettacolo che lascia l'amaro in bocca solo alla fine perché si preferirebbe continuasse ancora.
La storia interpretata è quella di Girolamo De Rada "De Rada e Milosao", un recital teatrale e musicale dedicato al poeta di Macchia Albanese in occasione del centenario della morte. Pino Cacozza attore principale che impersona il poeta è anche il magistrale regista delle scene e coreografo. L'occhio di bue illumina questo vecchio signore ammantellato con il suo cappellone, che viveva su questa terra il secolo scorso; da ragazzo più dedito alla vita agreste prestando meno diligenza a scuola, ma la ricerca spasmodica delle proprie origini arberesh, le annotazioni dialettali di una lingua da tenere viva a tutti i costi malgrado l'italianità o la calabresità, lo porta a frequentare il collegio di San Adriano e poi a Napoli. Ma non vogliamo raccontarvi la storia di De Rada, vogliamo invece invitarvi a cercare di non perdere l'occasione di seguire questo recital veramente sublime per l'interpretazione ma anche per la continuità rappresentativa edita a comunicare un pensiero di vita ed anche un'esigenza di dignità che ancora oggi questa popolazione minoritaria in Calabria si porta dietro solo per numero, ma che a pieno merito ha già conquistato nel pensiero di chi mastica cultura multietnica. Cacozza interpreta De Rada e lo fa con intelligenza scenica e dizione perfetta comprensibile a tutti e per questo ti convince e ti coinvolge. E mentre il principe della scena sempre più curvo nel suo fisico non invecchiano i ricordi della sua vita proiettata in tutte le sue fasi e con intermezzi di balletti graziosi per la coreografia e superbi nella melodia interpretativa di voci non comuni che si susseguono uno dopo l'altro lasciandoti il desiderio che non stanca mai seguire ciò che è bello. I dettagli dell'esegesi li lasciamo a chi non vorrà perdersi questo capolavoro di spettacolo che ha avuto la fortuna di essere rappresentato a Chieri, Venezia, Crotone e che abbiamo avuto la possibilità di seguire proprio davanti casa dello storico poeta italoalbanese che visse nel 1800. Un profumo diverso, un ricordo più intenso, un applauso possente per dire bravi ad un gruppo di attori dove non esiste la comparsa ma sono tutti lì a dare il meglio per assicurare la perfetta esecuzione di un egregio lavoro studiato a tavolino e poi realizzato. Ecco, in questo tanto girovagare tra concerti e miss di ogni genere, di sagre e di giochi acquatici per un turismo di massa mirati anche ad accreditare un consenso sempre maggiore, è possibile imbattersi in qualcosa di realmente genuino in un guazzabuglio di iniziative che non lasciano il segno.
"L'emozionante finale ­ scrive Cacozza - proietta De Rada e Milosao nel mondo d'oggi e nel futuro come nuovi miti di una cultura minoritaria che continua la sua lotta per la sopravvivenza al di là della morte e dell'oblio".
Ermanno Arcuri

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