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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
 
“ARBERESHE. LA CULTURA DI UN POPOLO TRA STORIA E TRADIZIONI.
APPUNTI DI UN VIAGGIO”
Mostra pannellare sulla storia e sulla tradizione degli Arbëreshë
Sala Giacomantonio della Biblioteca Nazionale di Cosenza
30 giugno alle ore 17,30

Sarà inaugurata il prossimo 30 giugno alle ore 17, 30 nella Sala Giacomantonio della Biblioteca Nazionale di Cosenza la Mostra: “Arbereshe. La cultura di un popolo tra storia e tradizioni. Appunti di un viaggio”.

Una Mostra pannellare che racconta, in sintesi, la storia e la tradizione degli Arbereshe.

Infatti questo primo percorso delinea, attraverso pannelli e documenti esposti, un itinerario attraverso i codici della storia (grazie anche a tasselli sui personaggi importanti che hanno caratterizzato il mondo italo – albanese) e quelli della tradizione.

Storia e Tradizione sono le due sezioni che verranno raccontate dalla mostra.

Successivamente verrà allestito un ulteriore percorso che riguarderà la letteratura, l’arte e la musica.

Già in questa prima fase questi ultimi tre aspetti sono evidenziati in tre pannelli separati che formano però il corpus dell’intero progetto.

La mostra, ideata dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali il cui direttore è il prof. Francesco Sicilia (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), coordinata sul piano scientifico dal Dott. Pierfranco Bruni (Responsabile del Progetto sulle minoranze etnico – linguistiche del MiBAC), curata dalla Biblioteca Nazionale di Cosenza con un coordinamento generale della Dott. Elvira Graziani e del Dirigente del MiABA Dott. Massimo Pistacchi, nasce con la collaborazione del Comitato Nazionale per la valorizzazione del patrimonio culturale delle minoranze etnico – linguistiche insediatosi nei mesi scorsi.

Alla presentazione della Mostra (che sarà arricchita da materiale librario, icone e immagini del mondo Arberesh) interverranno il Sottosegretario di Stato del Ministero MiBAC Nicola Bono, il Direttore generale Francesco Sicilia, il Coordinatore scientifico Pierfranco Bruni, il Presidente del Comitato Nazionale Fortunato Aloi e la Direttrice della Biblioteca Elvira Graziani.

Gli Italo – Albanesi sono presenti in sette Regioni dell’Italia e sono estesi in dieci Province. Il percorso che si è voluto tracciare, attraverso i luoghi, la memoria, i segni, le voci, e che si vuole qui proporre è un attraversare la cultura Arbereshe grazie ad alcuni aspetti che vengono raggruppati in sezioni. Un itinerario piuttosto didattico che cerca di porre all’attenzione la realtà geografica, la storia, l’arte, la letteratura, l’antropologia, la musica di una civiltà che costituisce, tuttora, un raccordo tra Oriente ed Occidente.

Questa Mostra rientra in un Progetto che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, letterario delle Minoranze etnico – linguistiche in Italia, al quale lavora il Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali. Un Progetto che punta a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale di  comunità che hanno una ricchezza non solo sul piano linguistico ma anche storico. Un Progetto che si è avvalso di una ricerca che ha stabilito un dialogo tra cultura e appartenenza, tra linguaggi e territorio. Alla base la tutela e la conoscenza oltre che la valorizzazione delle comunità interessate.

Comunità che sono presenti in quell’Italia che prima di essere Regno di Napoli era stata culla della Magna Grecia. E questi paesi, che non dimenticano il loro ceppo illirico, hanno avuto sempre dei contatti e dei legami con quel mondo balcanico che racchiude esperienze e testimonianze di una cultura profondamente ancorata ad un respiro Mediterraneo – Adriatico. Attraversare la cultura  Arbereshe è come viaggiare tra le tradizioni che portano memoria e segni di identità che tuttora si respirano nei luoghi e sul territorio.

Un percorso didattico che offre elementi per una ulteriore riflessioni e per approfondimenti sulle singole tappe. Sì. Appunti di viaggio. Perché il viaggio continua proprio grazie ai riferimenti che questa Mostra cerca di evidenziare.

Chi sono stati gli Italo – Albanesi? A quale cultura fanno riferimento? Dove vivono? Quali sono i luoghi dell’arte e che cosa ci raccontano i linguaggi iconografici? Quale ruolo hanno avuto nella storia d’Italia e quali sono stati i personaggi illustri? Come si colloca quella letteratura che trova in Girolamo De Rada un punto di riferimento di una poetica che non è solo albanese o italo – albanese? E poi quali sono le tradizioni e come si vivono ancora oggi all’interno dei territori e qual è l’importanza dei codici musicali espressi da questo popolo?Interrogativi ai quali si è tentato di porre attenzione offrendo, grazie ai tasselli di questo mosaico – mostra, una lettura aperta e comparata. Infatti la Mostra sottolinea, tra le pieghe, una sua metodologia didattica rivolta certamente ad un pubblico vasto.

Il tutto è arricchito con altro materiale, in bacheche, che riporta testimonianze e documenti che dimostrano come questi “Appunti di viaggio” hanno toccato nel di dentro aspetti e problematiche che richiamano un sistema di cultura nel quale si racconta la vita di un popolo le cui radici discendono dai valori espressi ed incarnati da un condottiero che è la coscienza viva degli Arberesh: Scanderbeg.

Gli Albanesi d’Italia non sono soltanto i portatori di una cultura che richiama espressioni di appartenenza e significati religiosi legati al mondo bizantino ma sono, altresì, portatori di un patrimonio che è dentro il contesto dei beni culturali. La loro storia (con tutte le varie istanze) è un singolare viaggiare in quei beni culturali che costituiscono, sempre più, una risorsa.

Le tappe di questa Mostra, con una articolazione costruita che invita alla lettura e alla conoscenza, pongono in risalto l’identità delle comunità grazie ad alcuni segmenti che sono il portato fondamentale dei beni culturali. Un andare oltre le singole ricostruzioni, superando le interpretazioni e leggendo il territorio. Da qui cominciano questi “Appunti di viaggio” nella cultura Arbereshe.

 

Pierfranco Bruni

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