MOSTRA SUGLI ARBËRESHË
Storia e
tradizioni: un cammino che ha portato sulla scena un rapporto fondamentale
all’interno di una ricerca che punta ad indagare nelle culture sommerse
delle minoranze linguistiche. Gli Arbereshe. Ma poi altri popoli e altre
civiltà. I Grecanici, gli occitani, i cimbri… Si riprende, comunque, il
discorso sugli Arbereshe con altri tre percorsi: arte, letteratura e
musica. Un ulteriore percorso pannellare che guarda con molta attenzione
al mondo della scuola.
Il Ministero per i beni e le
attività culturali (con la Biblioteca Nazionale di Cosenza) e il Comitato
Nazionale sulle minoranze etnico – linguistiche in Italia (presieduto da
Fortunato Aloi) hanno avviato un processo di rivitalizzazione della
conoscenza di queste comunità attraverso una serie di studi, di mostre e
di convegni. Le minoranze etnico – linguistiche in Italia sono una
ricchezza culturale, il cui patrimonio storico - artistico porta
riferimenti di identità sia sul piano linguistico che antropologico.
Siamo partiti, appunto, dagli Italo
– Albanesi (Arbereshe) per proseguire su altre e approfondite ricerche che
interessano tutte le altre realtà etnico – linguistiche presenti sul
territorio italiano. Un confronto che mira a valorizzare civiltà e cultura
d popoli che hanno radicamenti sui nostri territori. Una storia antica che
ha lasciato segni tangibili le cui testimonianze offrono aspetti e modelli
identitari.
Gli Italo – Albanesi sono presenti
in sette Regioni dell’Italia e sono estesi in dieci Province. Il percorso
che si è voluto tracciare in questa prima fase (la cui Mostra approderà
anche a Taranto), attraverso i luoghi, la memoria, i segni, le voci è un
attraversare la cultura Arbereshe grazie ad alcuni aspetti che vengono
raggruppati in sezioni. Un itinerario piuttosto didattico che cerca di
porre all’attenzione la realtà geografica, la storia, l’arte, la
letteratura, l’antropologia, la musica di una civiltà che costituisce,
tuttora, un raccordo tra Oriente ed Occidente.
La mostra (inaugurata di recente a
Cosenza), è un percorso pannellare che racconta, in sintesi, la storia e
la tradizione degli Arbereshe. Infatti delinea, attraverso pannelli e
documenti esposti, un itinerario attraverso i codici della storia (grazie
anche a tasselli sui personaggi importanti che hanno caratterizzato il
mondo italo – albanese) e quelli della tradizione.
Storia e Tradizione sono le due
sezioni che verranno raccontate dalla mostra. Successivamente verrà
allestito un ulteriore percorso che riguarderà la letteratura, l’arte e la
musica. Già in questa prima fase questi ultimi tre aspetti sono
evidenziati in tre pannelli separati che formano però il corpus
dell’intero progetto.
Questa Mostra rientra in un Progetto
che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico, artistico,
letterario delle Minoranze etnico – linguistiche in Italia, al quale
lavora il Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione
Generale per i beni librari e gli istituti culturali. Un Progetto che
punta a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale di comunità
che hanno una ricchezza non solo sul piano linguistico ma anche storico.
Un Progetto che si è avvalso di una ricerca che ha stabilito un dialogo
tra cultura e appartenenza, tra linguaggi e territorio.
Alla base la tutela e la conoscenza
oltre che la valorizzazione delle comunità interessate. Comunità che sono
presenti in quell’Italia che prima di essere Regno di Napoli era stata
culla della Magna Grecia. E questi paesi, che non dimenticano il loro
ceppo illirico, hanno avuto sempre dei contatti e dei legami con quel
mondo balcanico che racchiude esperienze e testimonianze di una cultura
profondamente ancorata ad un respiro Mediterraneo – Adriatico.
Attraversare la cultura Arbereshe è come viaggiare tra le tradizioni che
portano memoria e segni di identità che tuttora si respirano nei luoghi e
sul territorio.
Un percorso didattico che offre
elementi per una ulteriore riflessioni e per approfondimenti sulle singole
tappe. “Appunti di viaggio”. Perché il viaggio continua proprio grazie ai
riferimenti che questa Mostra cerca di evidenziare. Chi sono stati gli
Italo – Albanesi? A quale cultura fanno riferimento? Dove vivono? Quali
sono i luoghi dell’arte e che cosa ci raccontano i linguaggi iconografici?
Quale ruolo hanno avuto nella storia d’Italia e quali sono stati i
personaggi illustri? Come si colloca quella letteratura che trova in
Girolamo De Rada un punto di riferimento di una poetica che non è solo
albanese o italo – albanese? E poi quali sono le tradizioni e come si
vivono ancora oggi all’interno dei territori e qual è l’importanza dei
codici musicali espressi da questo popolo?Interrogativi ai quali si è
tentato di porre attenzione offrendo, grazie ai tasselli di questo mosaico
– mostra, una lettura aperta e comparata.
Infatti la Mostra sottolinea, tra le
pieghe, una sua metodologia didattica rivolta certamente ad un pubblico
vasto. Il tutto è arricchito con altro materiale, in bacheche, che riporta
testimonianze e documenti che dimostrano come questi “Appunti di viaggio”
hanno toccato nel di dentro aspetti e problematiche che richiamano un
sistema di cultura nel quale si racconta la vita di un popolo le cui
radici discendono dai valori espressi ed incarnati da un condottiero che è
la coscienza viva degli Arberesh: Scanderbeg.
Gli Albanesi d’Italia non sono
soltanto i portatori di una cultura che richiama espressioni di
appartenenza e significati religiosi legati al mondo bizantino ma sono,
altresì, portatori di un patrimonio che è dentro il contesto dei beni
culturali. La loro storia (con tutte le varie istanze) è un singolare
viaggiare in quei beni culturali che costituiscono, sempre più, una
risorsa. Le tappe di questa Mostra, con una articolazione costruita che
invita alla lettura e alla conoscenza, pongono in risalto l’identità delle
comunità grazie ad alcuni segmenti che sono il portato fondamentale dei
beni culturali.
Un andare oltre le singole
ricostruzioni, superando le interpretazioni e leggendo il territorio. Da
qui cominciano questi “Appunti di viaggio” nella cultura Arbereshe che
andranno oltre con ulteriori approfondimenti proprio attraverso l’arte, la
letteratura e la musica. Un intreccio che pone in essere un modello di
civiltà e di cultura ben presente nel contesto territoriale italiano. Le
minoranze linguistiche in Italia sono una realtà significativa e
costituiscono un raccordo fondamentale non solo sul piano geografico ma
soprattutto su quello storico in una parametrazione con modelli di
identità. Proprio per questo si andranno ad analizzare tutte quelle
minoranze (stiamo già lavorando sui grecanici e immediatamente dopo sui
Ladini, Occitani, Walser), che rappresentano un punto di riferimento tra
le identità del nostro Paese, (anche sul piano linguistico) e gli altri
ceppi che hanno lasciato un segno tangibile nella storia d’Italia. Dopo
gli Arbereshe i Grecanici. Tappe per una conoscenza comparata tra culture
sommerse.
Pierfranco Bruni