Mirë se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Comitato Nazionale per la valorizzazione del patrimonio culturale

delle minoranze etnico – linguistiche in Italia

 

 

San Marzano (Ta)

 

Si svolgeranno a San Marzano, il 13 novembre 2004, il Convegno e la Mostra su: “Arbereshe: la civiltà di un popolo tra storia e tradizione. San Marzano”.

Tale attività rientra nel  Progetto sulle minoranze etnico – linguistiche del Mibac curato, sul piano scientifico, da Pierfranco Bruni

 

 

      E’ fissata per sabato 13 novembre prossimo la manifestazione che vede insieme un convegno e una mostra sulla cultura Italo – Albanese che si svolgerà a San Marzano di San Giuseppe.  Il lavoro, coordinato sul piano scientifico da Pierfranco Bruni, responsabile dell’intero Progetto sulle minoranze etnico – linguistiche in Italia, vedrà la partecipazione di studiosi di diverse università (compresa quella di Tirana) e la presenza del Sottosegretario di Stato on. Alfredo Mantovano. Il Convegno e la mostra saranno inaugurate dal sindaco di San Marzano on. Giuseppe Tarantino.

      L’Arberia tarantina è ricca di sroria e di eredità artistiche. Così sottolinea Pierfranco Bruni: “Hanno un'origine italo - albanese, infatti, alcuni paesi della provincia di Taranto, i quali si caratterizzavano per le forme di rito greco - ortodosso. Tra questi paesi si annoverano comunità come Carosino, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Roccaforzata, S. Crispieri, San Giorgio Jonico.  Sono paesi che hanno perso la loro identità albanofona e le testimonianze risalenti ad una cultura Arbereshe sono ben poche.

      “Solo San Marzano di San Giuseppe ha mantenuto una tradizione Arbereshe che è, comunque, oramai, anch'essa ben diversa da un percorso culturale e religioso greco - ortodosso. La sua eredità italo - albanese ha una consistenza storica, che non va dispersa e va difesa perché è parte integrante di un processo culturale ed esistenziale.

      “San Marzano non può essere studiato soltanto dal punto di vista demo - antropologico. La realtà che presenta si inserisce in un quadro sistematico di recupero del bene culturale come espressione di un patrimonio da tutelare e da valorizzare. Ha sempre costituito un punto di riferimento e di aggregazione tra la Lucania, la Puglia, la Calabria e la Campania. In Campania c'è un solo paese Arbereshe. Si tratta di Greci, in provincia di Avellino. E' stato sino al 1860 provincia di Foggia.

     “Ancora oggi, San Marzano è il paese con il più alto numero di abitanti rispetto a tutti gli altri che coprono l'Arberia. La Calabria, invece, presente il più grosso numero di paesi Arbereshe. Ve ne sono ben 33. La Puglia, geograficamente, costituisce un territorio cerniera. Ieri (quando gli albanesi vennero in Italia, intorno al XV secolo) come oggi rappresenta un'area di frontiera. Queste comunità (San Marzano è un esempio) non sono solo una testimonianza storica ma tracciano un percorso identitario, attraverso il quale approfondire le radici e le ragioni di una diaspora. Il mondo albanese ci appartiene dentro questa immensa anima mediterranea”.

      Questa iniziativa rientra nel progetto promosso dal  Ministero per i beni e le attività culturali Direzione Generale per gli Istituti Culturali – Comitato Nazionale per le minoranze linguistiche. La prima fase riguarda la storia e la tradizione  degli italo – albanesi il cui risultato è dato, tra l’altro: altre ad una attività di costante ricerca, da una Mostra composta di venti pannelli che raccontano la civiltà di un popolo. L’appuntamento di San Marzano precisa la presenza degli Italo – Albanesi in territorio ionico: la cosiddetta “Arberia Tarentina”.  La Mostra ha avuto  la collaborazione e il patrocinio del Comune di San Marzano.

      “Il Progetto generale, sottolinea ancora Pierfranco Bruni – Coordinatore scientifico-,  riguarda tutte le etnie contemplate dalla vigente normativa e interesserà tutto il territorio nazionale: dal Sud al Nord.  Le presenze di comunità di minoranza sono una ricchezza e ci permettono di stabilire un raccordo tra civiltà proveniente dall’Occidente e quelle di cultura orientale. La ricerca è abbastanza vasta ma approfondiremo ogni realtà con lo studio e l’attenzione dovute. C’è tutto un patrimonio da esplorare e l’aspetto didattico è uno strumento che ci permetterà di proporre modelli di conoscenza appropriata”.

Il Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per gli Istituti Culturali e i Beni Librari - e il Comitato Nazionale sulle minoranze etnico – linguistiche in Italia hanno avviato un processo di rivitalizzazione della conoscenza delle comunità di minoranza etnico - linguistiche attraverso una serie di studi, di ricerche, di mostre, di pubblicazioni e di convegni. Le minoranze etnico – linguistiche in Italia sono una ricchezza culturale, il cui patrimonio storico - artistico porta riferimenti di identità sia sul piano linguistico che antropologico.

      Siamo partiti, appunto, dagli Italo – Albanesi (Arbereshe) per proseguire su altre e approfondite ricerche che interessano tutte le altre realtà etnico – linguistiche presenti sul territorio italiano. Un confronto che mira a valorizzare civiltà e cultura d popoli che hanno radicamenti sui nostri territori. Una storia antica che ha lasciato segni tangibili le cui testimonianze offrono aspetti e modelli identitari. 

      Gli Italo – Albanesi sono presenti in sette Regioni dell’Italia e sono estesi in dieci Province. Il percorso che si è voluto tracciare in questa prima fase  attraverso i luoghi, la memoria, i segni, le voci è un attraversare la cultura Arbereshe grazie ad alcuni aspetti che vengono raggruppati in sezioni. Un itinerario piuttosto didattico che cerca di porre all’attenzione la realtà geografica, la storia, l’arte, la letteratura, l’antropologia, la musica di una civiltà che costituisce, tuttora, un raccordo tra Oriente ed Occidente.

      La mostra è un percorso  pannellare che racconta, in sintesi, la storia e la tradizione degli Arbereshe. Infatti delinea, attraverso pannelli e documenti esposti, un itinerario attraverso i codici della storia (grazie anche a tasselli sui personaggi importanti che hanno caratterizzato il mondo italo – albanese) e quelli della tradizione.

      Storia e Tradizione sono le due sezioni che verranno raccontate dalla mostra. Successivamente verrà allestito un ulteriore percorso che riguarderà la letteratura, l’arte e la musica. Già in questa prima fase questi ultimi tre aspetti sono evidenziati in tre pannelli separati che formano però il corpus dell’intero progetto. 

      Questa Mostra rientra in un Progetto che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, letterario delle Minoranze etnico – linguistiche in Italia, al quale lavora il Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali. Un Progetto che punta a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale di  comunità che hanno una ricchezza non solo sul piano linguistico ma anche storico. Un Progetto che si è avvalso di una ricerca che ha stabilito un dialogo tra cultura e appartenenza, tra linguaggi e territorio.

      Alla base la tutela e la conoscenza oltre che la valorizzazione delle comunità interessate. Comunità che sono presenti in quell’Italia che prima di essere Regno di Napoli era stata culla della Magna Grecia. E questi paesi, che non dimenticano il loro ceppo illirico, hanno avuto sempre dei contatti e dei legami con quel mondo balcanico che racchiude esperienze e testimonianze di una cultura profondamente ancorata ad un respiro Mediterraneo – Adriatico. Attraversare la cultura  Arbereshe è come viaggiare tra le tradizioni che portano memoria e segni di identità che tuttora si respirano nei luoghi e sul territorio.

     Un percorso didattico che offre elementi per una ulteriore riflessioni e per approfondimenti sulle singole tappe. “Appunti di viaggio”. Perché il viaggio continua proprio grazie ai riferimenti che questa Mostra cerca di evidenziare. Chi sono stati gli Italo – Albanesi? A quale cultura fanno riferimento? Dove vivono? Quali sono i luoghi dell’arte e che cosa ci raccontano i linguaggi iconografici? Quale ruolo hanno avuto nella storia d’Italia e quali sono stati i personaggi illustri? Come si colloca quella letteratura che trova in Girolamo De Rada un punto di riferimento di una poetica che non è solo albanese o italo – albanese? E poi quali sono le tradizioni e come si vivono ancora oggi all’interno dei territori e qual è l’importanza dei codici musicali espressi da questo popolo?Interrogativi ai quali si è tentato di porre attenzione offrendo, grazie ai tasselli di questo mosaico – mostra, una lettura aperta e comparata.

      Infatti la Mostra sottolinea, tra le pieghe, una sua metodologia didattica rivolta certamente ad un pubblico vasto. Il tutto è arricchito con altro materiale, in bacheche, che riporta testimonianze e documenti che dimostrano come questi “Appunti di viaggio” hanno toccato nel di dentro aspetti e problematiche che richiamano un sistema di cultura nel quale si racconta la vita di un popolo le cui radici discendono dai valori espressi ed incarnati da un condottiero che è la coscienza viva degli Arberesh: Scanderbeg.

      Gli Albanesi d’Italia non sono soltanto i portatori di una cultura che richiama espressioni di appartenenza e significati religiosi legati al mondo bizantino ma sono, altresì, portatori di un patrimonio che è dentro il contesto dei beni culturali. La loro storia (con tutte le varie istanze) è un singolare viaggiare in quei beni culturali che costituiscono, sempre più, una risorsa. Le tappe di questa Mostra, con una articolazione costruita che invita alla lettura e alla conoscenza, pongono in risalto l’identità delle comunità grazie ad alcuni segmenti che sono il portato fondamentale dei beni culturali.

      Un andare oltre le singole ricostruzioni, superando le interpretazioni e leggendo il territorio. Da qui cominciano questi “Appunti di viaggio” nella cultura Arbereshe che andranno oltre con ulteriori approfondimenti proprio attraverso l’arte, la letteratura e la musica. Un intreccio che pone in essere un modello di civiltà e di cultura ben presente nel contesto territoriale italiano.

      Le minoranze linguistiche in Italia sono una realtà significativa e costituiscono un raccordo fondamentale non solo sul piano geografico ma soprattutto su quello storico in una parametrazione con modelli di identità. Proprio per questo si andranno ad analizzare tutte quelle minoranze (stiamo già lavorando sui grecanici e immediatamente dopo sui Ladini, Occitani, Walser), che rappresentano un punto di riferimento tra le identità del nostro Paese, (anche sul piano linguistico) e gli altri ceppi che hanno lasciato un segno tangibile nella storia d’Italia. Dopo gli Arbereshe i Grecanici. Tappe per una conoscenza comparata tra culture sommerse.

 

Pierfranco Bruni

priru / torna