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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Domenica 28 Marzo 2004 Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio – Bologna

INCONTRO PUBBLICO DEL COMITATO PROMOTORE PER L’ISTITUZIONE DELLA ‘GIORNATA DEL MIGRANTE E DEL PROFUGO’

Il Comitato Promotore è stato costituito da cittadini italiani, anche se ne faranno parte tutti coloro che aderiranno alla proposta di base, al di la della loro nazionalità, della cultura e delle visioni personali, perché se è vero che le discriminazioni giuridiche e di conseguenza sociali riguardano i cittadini stranieri, i quali sono costretti ad ottemperare alle disposizioni costrittive vigenti da troppi lunghi anni in Italia, è altrettanto vero che il problema morale dell’accettazione o meno delle restrizioni dei diritti ad una parte dell’umanità che vive in questa società, è a carico dei cittadini italiani, di tutti i cittadini italiani nessuno escluso, i quali debbono farsi carico di un problema di civiltà e di fare argine al degrado morale della società.

Questo è il primo elemento da chiarire ed in un secondo tempo Roberto De Caro avrà occasione di approfondimento.

La data proposta, il 28 Marzo, non perché come erroneamente e banalmente riportato dalla stampa, è l’associazione albanese Skanderbeg di Bologna che lo propone, anche se è vero che nel Comitato Promotore vi è anche il Presidente di quest’ultima associazione, ma perché di questa terribile strage non si ricorda quasi più nessuno e soprattutto quasi nessuno parla, il che stride assai con l’asserita necessità di conservare la “memoria storica”, parola d’ordine tra le più gettonate, ma che puntualmente si conferma come pura retorica. Eppure l’affondamento della motovedetta albanese merita di essere accostata ai numerosi, mostruosi episodi di strage che caratterizzano la storia recente dell’Italia. Senza suggerire una somiglianza d'ispirazione, è innegabile una similarità formale ed esecutiva, anche in ordine ai reiterati tentativi di insabbiamento, non solo per gli estenuanti tempi dilatatori, vedi le vicende processuali, attualmente l’iter giudiziario è sospeso fino al 14 ottobre perché un giudice ……è in maternità, ma per il funesto strascico di intimidazioni, depistaggi e morti sospette. Nel caso in questione occorre però registrare, e non dimenticare che la coscienza umanitaria della Sinistra – allora al governa in tutte le sue componenti – rimase olimpicamente indifferente alla tragedia, come d’altro canto non si possono tacere le efferatezze della Destra che non si contarono, basta ricordare le truci affermazioni della Irene Pivetti di pochi giorni prima dell’affondamento: “buttateli a mare!” o di altri politici che invitavano ad usare ‘proiettili intelligenti’ e che sollevarono trasversali cori di plauso e di solidarietà con i carnefici.

Comunque questa è una strage che a differenza delle altre non sembra meritare nessuna commemorazione pubblica, nessuna contrizione di politici: forse perché le vittime erano “extracomunitari” e nella fattispecie albanesi? Ci si può lamentare allora della Lega?  Certamente no, quando addirittura la massima autorità morale dello Stato, il Presidente della Repubblica Ciampi, afferma che bisogna accettare i lavoratori stranieri, non perché esseri umani che posseggono diritti e doveri in quanto prerogative inalienabili della persona, ma semplicemente perché ‘utili’.

Non è mia intenzione entrare nello specifico di Leggi recenti o passate che vorrebbero regolamentare il ‘fenomeno immigrazione’, altri interventi le tratteranno, a questo proposito voglio solo constatare che l’Italia è rimasto l’unico fra gli Stati dell’Unione Europea a non avere ancora una legge organica a favore dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico, i quali rappresentano nel Bel Paese l’icona della precarietà;  è mio intento andare ad affrontare quanto e chi dalle Leggi miserrime esistenti è escluso a priori, infatti queste riguardano solo coloro che ‘legittimamente risiedono e lavorano in Italia’, gli altri, i clandestini, i non più regolari, gli illegali, le non persone, i paria della nostra società, non sono contemplati. Di questi si occupano le vigenti normative, il cui principio di esclusione è tacitamente approvato anche dalle leggi più aperte e liberali.

Pensiamo che se una parte di umanità che vive a fianco ed in mezzo a noi, nelle nostre città e nei territori dove noi viviamo, è discriminata e vive quotidianamente sulla propria pelle gli effetti devastanti dell’esclusione, pensiamo che sia un problema morale e di coscienza della popolazione autoctona  italiana fare sì che l’essere umano, ogni essere umano, non sia più umiliato nella viltà di chi, oggi, non vuole vedere, non vuole sentire, non vuole parlare; dobbiamo insieme ridare voce all’istanza della coscienza dell’uomo che si sente custode dell’altro uomo, del fratello più debole, affinché nasca, si strutturi, prenda forma e voce quel movimento sociale trasversale, che punti ad una rifondazione della società civile che abbia la persona al centro di ogni interesse e concezione.

Invitiamo, perciò, tutti coloro i quali credono ai valori fondamentali dell’essere umano ad operare per l’istituzione della “Giornata del Migrante e del Profugo” , affinché si faccia memoria del presente ed immane scempio che l’umanità vive nella carne di milioni di suoi figli costretti dalla povertà, dalle guerre, dalle discriminazioni ad abbandonare i propri paesi, a costo di grandi sacrifici e lutti, per giungere qui fra noi e vivere miseramente da paria nell’indifferenza generale, antesignana dell’espulsione violenta.

Fare memoria, allora, è ridare ai vivi, ai morti, ai dispersi, a chi vive fra noi e non può far sentire la sua voce, è ridare a noi stessi quella dignità che è inscindibile di ogni essere umano, al di là di ogni definizione giuridica, di ogni individualità e diversità di provenienza e di cultura.

Fra i numerosi partecipanti, erano presenti rappresentanti delle comunità albanesi, serbe, rumene, arabe, iraniane ed africane  di Bologna e giunti da diverse città di varie regioni.

Fra i relatori

Sen. Guiovanni Bersani (Presidente di Pace Adesso- Peace Now );

Roberto De Caro (direttore di Hortus Musicus - Bologna )

Astrit Leka (Direttivo mondiale Conf. Ass.ni Combattenti e Reduci – Ginevra);

Ha introdotto   e coordinato i lavori :

Giuseppe Chimisso (Presidente Associazione Skanderbeg – Bologna

Sono intervenuti rappresentanti di molte comunità straniere

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