LA SECONDA SESSIONE DEL II SINODO
INTEREPARCHIALE
DELLE TRE CIRCOSCRIZIONI BIZANTINE
IN ITALIA
Intervento del card. Camillo Ruini,
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – Partecipazione del
Patriarca greco melkita cattolico S.B. Gregorio III e del Presidente
della Conferenza Episcopale Albanese S.E. Mons. Angelo Massafra - Saluto
del Delegato fraterno dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Archimandrita
Giorgio Antonopoulos - Messaggio del Cardinale Ignace Moussa I Daoud,
prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
Il Sinodo Intereparchiale si
concluderà con la terza sessione (10-14 gennaio 2005)
Nella Basilica di Santa Maria . di
Grottaferrata si sono già svolte le prime due sessioni (la prima nei
giorni 17-22 ottobre 2004, la seconda nei giorni 15-18 novembre 2004)
del II Sinodo Intereparchiale delle tre Circoscrizioni ecclesiastiche
bizantine in Italia: delle eparchie di Lungro in Calabria e di Piana
degli Albanesi in Sicilia e del monastero esarchico di Grottaferrata,
per l’esame degli schemi del programma sinodale sul tema generale:
“Comunione e Annuncio dell’Evangelo”.
L’insieme degli schemi è il seguente:
1.
Prologo: Contesto
teologico e pastorale del Sinodo;
2.
La Sacra Scrittura
nella Chiesa locale;
3.
Catechesi e
mistagogia;
4.
Liturgia
5.
Formazione del clero
e dei membri degli Istituti di vita consacrata;
6.
Diritto canonico;
7.
Ecumenismo, Dialogo
interreligioso, Sette e Nuovi Movimenti Religiosi;
8.
Rapporti
interrituali;
9.
Rievangelizzazione;
10.
Missione
11.
Epilogo: Chiamati
alla santità (Rom 1,7).
L’elaborazione di questi schemi ha avuto
un lungo processo di preparazione. Dopo l’autorizzazione della Santa
Sede (1994) a tenere il Sinodo intereparchiale, una commissione
antepreparatoria instituita dai tre Ordinari ha individuato la
problematica.
In seguito all’indizione del Sinodo
(2001) sono state create sette commissioni di studio e la Commissione
Centrale di Coordinamento. Queste hanno preparato gli schemi che, in
seguito sono stati stottoposti alle consultazioni
delle Comunità locali (parrocchie,
associazioni, organismi organismi ecclesiali). Infine gli
Ordinari, esaminati gli schemi, hanno
stabilito la discussione sinodale.
L’assemblea sinodale ha votato tutti gli
schemi con riserva, cioè li ha approvati con la proposta di alcuni
emendamenti.
Gli emendamenti dovranno ora essere
studiati per discernere quelli che, nella linea della votazione, possono
essere coerentemente inseriti nei testi sinodali. Tali emendamenti
saranno sottoposti alla votazione finale nell’ultima sessione, prevista
nei giorni 10-14 gennaio 2005.
Nella prima sessione sono stati studiati
e votati i primi sei schemi.
Nei tre intensi giorni di lavoro della
seconda sessione sono stati presentati, discussi e approvati con
emendamenti, gli altri cinque: Ecumenismo, Rapporti interrituali,
Rievangelizzazione, Missione e l’epilogo sulla vocazione alla santità
come scopo ultimo del Sinodo.
Le tematiche di questa sessioni si
riferivano al rinnovamento della vita interna di queste Comunità, per
mezzo di un’azione pastorale di rievangelizzazione, che faccia fronte
alle tendenze secolarizzanti rilevate a livello nazionale da diversi
documenti della CEI e riscontrabili anche nelle eparchie bizantine di
Calabria e Sicilia. Sono stati analizzati i rapporti fra le eparchie
bizantine e le diocesi latine circostanti per una fraterna cooperazione
per l’annuncio concorde dell’Evangelo, nel rispetto delle proprie
caratteristiche liturgiche e delle norme disciplinari contenute nei due
Codici di diritto canonico. Tutto ciò apre alla riflessione sulla
missione delle Chiese locali, come dimensione essenziale del mandato del
Signore risorto a fare discepole tutte le genti in ogni tempo. Lo schema
sull’ecumenismo ha sollecitato una riflessione sulla ricerca della piena
unità tra i cristiani, particolarmente tra cattolici e ortodossi, e
sull’apporto che possono offrire le tre Circoscrizioni bizantine
cattoliche in Italia.
Questa dimensione è stata sottolineata
esistenzialmente dalla presenza del delegato fraterno dell’Arcidiocesi
Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico. L’archimandrita Giorgio
Antonopoulos, inviato dall’Arcivescovo Gennadios, Metropolita d’Italia
ed Esarca dell’Europa Meridionale, è stato accolto con fraternità
cordiale ed ecclesiale. Egli si è rivolto all’Assemblea sinodale e ha
porto il saluto e l’augurio dell’Arcidiocesi Ortodossa. Anche nella
precedente sessione l’Arcidiocesi ortodossa d’Italia aveva inviato un
delegato fraterno, il quale, subito dopo, è stato eletto metropolita
del Camerun del Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria e di tutta
l’Africa.
Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario di
S.S. Giovanni Paolo II e Presidente della Conferenza Episcopale
Italiana, ha così salutato l’Assemblea sinodale.
“E’ motivo di gioia per tutta la Chiesa
che è in Italia percepire la vitalità delle Chiese bizantine presenti
nel suo seno e che in questi giorni si interrogano qui sul fondamento
della koinonia e sull’annuncio dell’Evangelo agli uomini e alle donne
del nostro tempo e del nostro Paese”. “Le tre Circoscrizioni
ecclesiastiche bizantine presenti in Italia - egli ha continuato - hanno
storia e caratteristiche diverse, ma sono affini nel loro essere
testimoni della tradizione liturgica e spirituale orientale nell’ambito
della Chiesa italiana e di una piena e cordiale cattolicità. Per
chiunque abbia conoscenze e sensibilità adeguate, le vostre tre Chiese
locali sono la prova evidente di come tutta la ricchezza della
tradizione cristiana d’Oriente sia perfettamente compatibile con la
fedeltà sincera alla Sede Apostolica”.
Quindi il Cardinale Ruini ha comunicato
“il saluto e la benedizione paterna del Santo Padre stesso, che approvò
nel 1994 la presente assise sinodale e ne attende con speranza risultati
fecondi di bene per la vita spirituale delle Circoscrizioni ecclesiali
qui riunite”.
Ha onorato questa seconda sessione la
presenza, durante tutti e tre i giorni di assemblea, di Sua Beatitudine
Gregorio III, Patriarca di Antiochia dei greco-melkiti cattolici. Egli è
più volte intervenuto attivamente e propositivamente nella discussione
dell’assemblea, esprimendo un apprezzamento caloroso sugli schemi per la
loro “solidità teologica e la loro apertura pastorale” nei confronti dei
problemi che la Chiesa deve affrontare oggigiorno. Il Patriarcato
greco-melkita cattolico sta preparando a Damasco una’assemblea analoga
per l’anno 2006. S.B. Gregorio III ha invitato i tre Ordinari delle
Circoscrizioni bizantine in Italia: il vecovo di Lungro Mons. Ercole
Lupinacci, il vescovo di Piana degli Albanesi Mons. Sotir Ferrara e
l’archimandrita ordinario di Grottaferrata P. Emiliano Fabbricatore.
La Conferenza Episcopale di Albania è
stata rappresentata dal suo stesso presidente: S.E. Mons. Angelo
Massafra, Arcivescovo di Scutari. Egli è un italo-albanese delle Puglie,
missionario in Albania e poi nominato vescovo. E’ il segno di un
contributo vero che gli albanesi d’Italia hanno potuto offrire alla
Chiesa in Albania, in questo fecondo periodo di nuova organizzazione
materiale e spirituale per la rievangelizzazione di quelle comunità che
hanno subìto un mezzo secolo di tragica persecuzione.
Ha seguito l’intera sessione, il
rappresentante della Congregazione per le Chiese orientali, S.E. Mons.
Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo Metropolta di Foggia-Bovimo.
Dopo questa sessione il Sinodo si prepara
alla sua ultima fase per la votazione delle eventuali modifiche
redazionali e per l’approvazione finale degli schemi.
Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud,
Patriarca emerito di Antiochia dei Siri, prefetto della Congregazione
per le Chiese Orientali, ha inviato al Sinodo un messaggio. Tra l’altro
egli ha messo in evidenza un compito caratterizzante: “Consentitemi di
sottolineare la peculiarità di questo Sinodo: l’elaborazione del
“Diritto Particolare” in esecuzione a quanto richiesto dal Codice dei
Canoni della Chiese Orientali. Compito ormai indilazionabile. Anch’esso
concorrerà alla crescita e alla fioritura delle vostre Comunità”
In tal modo le tre Circoscrizioni avranno
per la prima volta un diritto particolare comune e proprio. Ciò rafforza
la loro comunione.
Eleuterio F. Fortino