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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
 

Il Sinodo

Gli arbëreshë guardano al futuro

 

Gli arbëreshë stanno per concludere la celebrazione del Sinodo Intereparchiale (10-14 gennaio (2005).

La preparzione - con il lavoro delle Commissioni, con le consultazioni delle Comunità locali, con il contributo degli esperti – ha collecitato un’analisi della situazione e un sereno esame di coscienza ecclesiale.

Si è studiata la situazione delle varie comunità, il grado di formazione catechetica, liturgica, disciplinare. Sono emerse le esigenze e i problemi comunitari e indicazioni di azione pastorale.

Gli arbëreshë guardano al futuro preoccupati ma con fiducia.

I problemi del nostro tempo con manifetestazioni secolarizzanti, con concezioni relativistiche e atteggiamenti materialistici non sono assenti dalle nostre Comunità.

I vari schemi sottolineano l’importanza prioritaria della rievangelizzazione per mezzo degli strumenti propri della tradizione teologica, mistagogica, liturgica, spirituale e disciplinare bizantina, che è intrinsecamente esistenzialistica e adattabile ai vari luoghi e alle varie epoche.

Il rafforzamento della comunione spirituale e istituzionale tra le persone, le parrocchie e le Circoscrizioni sostiene e sostanzia la fiducia verso un avvenire più coerente con le esigenze dell’Evangelo in vista del Suo annuncio alla nuove generazioni.

Il Sinodo orienta ed accompagna verso un  futuro di rinnovamento nella santità (Besa/Roma).

 

LA SECONDA SESSIONE DEL II SINODO INTEREPARCHIALE

DELLE TRE CIRCOSCRIZIONI BIZANTINE IN ITALIA

 

Intervento del card. Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – Partecipazione del Patriarca greco melkita cattolico S.B. Gregorio III e del Presidente della Conferenza Episcopale Albanese S.E. Mons. Angelo Massafra - Saluto del Delegato fraterno dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Archimandrita Giorgio Antonopoulos - Messaggio del Cardinale Ignace Moussa I Daoud, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Il Sinodo Intereparchiale si concluderà con la terza sessione (10-14 gennaio 2005)

 

Nella Basilica di Santa Maria . di Grottaferrata si sono già svolte le prime due sessioni (la prima nei giorni 17-22 ottobre 2004, la seconda nei giorni 15-18 novembre 2004) del II Sinodo Intereparchiale delle tre Circoscrizioni ecclesiastiche bizantine in Italia: delle eparchie di Lungro in Calabria e di Piana degli Albanesi in Sicilia e del monastero esarchico di Grottaferrata, per l’esame degli schemi del programma sinodale sul tema generale: “Comunione e Annuncio dell’Evangelo”.

L’insieme degli schemi è il seguente:

1.      Prologo: Contesto teologico e pastorale del Sinodo;

2.      La Sacra Scrittura nella Chiesa locale;

3.      Catechesi e mistagogia;

4.      Liturgia

5.      Formazione del clero e dei membri degli Istituti di vita consacrata;

6.      Diritto canonico;

7.      Ecumenismo, Dialogo interreligioso, Sette e Nuovi Movimenti Religiosi;

8.      Rapporti interrituali;

9.      Rievangelizzazione;

10.  Missione

11.  Epilogo: Chiamati alla santità (Rom 1,7).

L’elaborazione di questi schemi ha avuto un lungo processo di preparazione. Dopo l’autorizzazione della Santa Sede (1994) a tenere il Sinodo intereparchiale, una commissione antepreparatoria instituita dai tre Ordinari ha individuato la problematica.

In seguito all’indizione del Sinodo (2001) sono state create sette commissioni di studio e la Commissione Centrale di Coordinamento. Queste hanno preparato gli schemi che, in seguito sono stati stottoposti alle consultazioni

delle Comunità locali (parrocchie, associazioni, organismi organismi ecclesiali). Infine gli

 

Ordinari, esaminati gli schemi, hanno stabilito la discussione sinodale.

L’assemblea sinodale ha votato tutti gli schemi con riserva, cioè li ha approvati con la proposta di alcuni emendamenti.

Gli emendamenti  dovranno ora essere studiati per discernere quelli che, nella linea della votazione, possono essere coerentemente inseriti nei testi sinodali. Tali emendamenti saranno sottoposti alla votazione finale nell’ultima sessione, prevista nei giorni 10-14 gennaio 2005.

Nella prima sessione sono stati studiati e votati i primi sei  schemi.

Nei tre intensi giorni di lavoro della seconda sessione sono stati presentati, discussi e approvati con emendamenti, gli altri cinque: Ecumenismo, Rapporti interrituali, Rievangelizzazione, Missione e l’epilogo sulla vocazione alla santità come scopo ultimo del Sinodo.

Le tematiche di questa sessioni si riferivano al rinnovamento della vita interna di queste Comunità, per mezzo di un’azione pastorale di rievangelizzazione, che faccia fronte alle tendenze secolarizzanti rilevate a livello nazionale da diversi documenti della CEI e riscontrabili anche nelle eparchie bizantine di Calabria e Sicilia. Sono stati analizzati i rapporti fra le eparchie bizantine e le diocesi latine circostanti per una fraterna cooperazione per l’annuncio concorde dell’Evangelo, nel rispetto delle proprie caratteristiche liturgiche e delle norme disciplinari contenute nei due Codici di diritto canonico. Tutto ciò apre alla riflessione sulla missione delle Chiese locali, come dimensione essenziale del mandato del Signore risorto a fare discepole tutte le genti in ogni tempo. Lo schema sull’ecumenismo ha sollecitato una riflessione sulla ricerca della piena unità tra i cristiani, particolarmente tra cattolici e ortodossi, e sull’apporto che possono offrire le tre Circoscrizioni bizantine cattoliche in Italia.

Questa dimensione è stata sottolineata esistenzialmente dalla presenza del delegato fraterno dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico. L’archimandrita Giorgio Antonopoulos, inviato dall’Arcivescovo Gennadios, Metropolita d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale, è stato accolto con fraternità cordiale ed ecclesiale. Egli si è rivolto all’Assemblea sinodale e ha porto il saluto e l’augurio dell’Arcidiocesi Ortodossa. Anche nella precedente sessione l’Arcidiocesi ortodossa d’Italia aveva inviato un delegato fraterno, il quale, subito dopo, è stato  eletto metropolita del Camerun del Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria e di tutta l’Africa.

 

Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario di S.S. Giovanni Paolo II e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha così salutato l’Assemblea sinodale.

“E’ motivo di gioia per tutta la Chiesa che è in Italia percepire la vitalità delle Chiese bizantine presenti nel suo seno e che in questi giorni si interrogano qui sul fondamento della koinonia e sull’annuncio dell’Evangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo e del nostro Paese”. “Le tre Circoscrizioni ecclesiastiche bizantine presenti in Italia - egli ha continuato - hanno storia e caratteristiche diverse, ma sono affini nel loro essere testimoni della tradizione liturgica e spirituale orientale nell’ambito della Chiesa italiana e di una piena e cordiale cattolicità. Per chiunque abbia conoscenze e sensibilità adeguate, le vostre tre Chiese locali sono la prova evidente di come tutta la ricchezza della tradizione cristiana d’Oriente sia perfettamente compatibile con la fedeltà sincera alla Sede Apostolica”.

Quindi il Cardinale Ruini ha comunicato “il saluto e la benedizione paterna del Santo Padre stesso, che approvò nel 1994 la presente assise sinodale e ne attende con speranza risultati fecondi di bene per la vita spirituale delle Circoscrizioni ecclesiali qui riunite”.

Ha onorato questa seconda sessione la presenza, durante tutti e tre i giorni di assemblea, di Sua Beatitudine Gregorio III, Patriarca di Antiochia dei greco-melkiti cattolici. Egli è più volte intervenuto attivamente e propositivamente nella discussione dell’assemblea, esprimendo un apprezzamento caloroso sugli schemi per la loro “solidità teologica e la loro apertura pastorale” nei confronti dei problemi che la Chiesa deve affrontare oggigiorno. Il Patriarcato greco-melkita cattolico sta preparando a Damasco una’assemblea analoga per l’anno 2006. S.B. Gregorio III ha invitato i tre Ordinari delle Circoscrizioni bizantine in Italia: il vecovo di Lungro Mons. Ercole Lupinacci, il vescovo di Piana degli Albanesi Mons. Sotir Ferrara e l’archimandrita ordinario di Grottaferrata P. Emiliano Fabbricatore.

La Conferenza Episcopale di Albania è stata rappresentata dal suo stesso presidente: S.E. Mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari. Egli è un italo-albanese delle Puglie, missionario in Albania e poi nominato vescovo. E’ il segno di un contributo vero che gli albanesi d’Italia hanno potuto offrire alla Chiesa in Albania, in questo fecondo periodo di nuova organizzazione materiale e spirituale per la rievangelizzazione di quelle comunità che hanno subìto un mezzo secolo di tragica persecuzione.

Ha seguito l’intera sessione, il rappresentante della Congregazione per le Chiese orientali, S.E. Mons. Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo Metropolta di Foggia-Bovimo.

Dopo questa sessione il Sinodo si prepara alla sua ultima fase per la votazione delle eventuali modifiche redazionali e per l’approvazione finale degli schemi.

Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Patriarca emerito di Antiochia dei Siri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha inviato al Sinodo un messaggio. Tra l’altro egli ha messo in evidenza un compito caratterizzante: “Consentitemi di sottolineare la peculiarità di questo Sinodo: l’elaborazione del “Diritto Particolare” in esecuzione a quanto richiesto dal Codice dei Canoni della Chiese Orientali. Compito ormai indilazionabile. Anch’esso concorrerà alla crescita e alla fioritura delle vostre Comunità”

In tal modo le tre Circoscrizioni avranno per la prima volta un diritto particolare comune e proprio. Ciò rafforza la loro comunione.

Eleuterio F. Fortino

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