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 I VENTI ANNI DEL CONFEMILI (COMITATO NAZIONALE FEDERATIVO PER LE MINORANZE LINGUISTICHE ITALIANE)

L’associazione Culturale “Gennaro Placco” ha partecipato in questi giorni ai grandi festeggiamenti a Roma presso il Ministero degli Affari Regionali e alla presenza del ministro La Loggia per i venti anni del CONFEMILI (Comitato Nazionale Federativo per le Minoranze linguistiche Italiane).

Ha aperto i lavori, in qualità di presidente, il prof. Domenico Morelli con un lungo excursus sulle numerose attività svolte dall’organismo federativo affinché fosse approvata una legge di tutela nazionale.

“L’attività svolta - afferma Morelli - si può sintetizzare  nell’opera di lobbyng perché  le leggi di tutela fossero approvate. La legge 482/99 e relativo regolamento di attuazione, la legge 38 /2001 che reca norme a tutela della minoranza slovena , la Convenzione quadro per la tutela delle minoranze nazionali e le leggi regionali di tutela sono state dal nostro comitato sostenute con studi e suggerimenti sia presso i Parlamentari nazionali che i componenti dei Consigli regionali”.

Invece Sebastiano Piana – Capo dipartimento per gli Affari Regionali – ha fornito i dati sulle iniziative progettuali legate all’erogazione dei primi fondi, affermando che ci sono state richieste per oltre ventiseimilioni di euro  a fronte dei nove che lo Stato ha stanziato.

Il sottosegretario Gagliardi invece ha ribadito “che le minoranze sono una grande opportunità in Europa. L’Europa ha il problema delle Lingue ed è nostro interesse utilizzare il mondo delle minoranze per diventare europei”.

Il viceprefetto Scalia, del Ministero degli Interni, ha posto l’accento come la forza di questa nuova legge vada cercata nel ruolo delle associazioni in sinergia con gli  istituti di ricerca possano dare alla sopravvivenza delle minoranze linguistiche in Italia.

Elisabetta Davoli, del Ministero dell’Istruzione, ha evidenziato come le minoranze linguistiche rappresentino dei gioielli da esibire anche nel quotidiano; mentre l’intervento critico e severo è toccato farlo alla giornalista RAI Ivana Suholc.

“le minoranze linguistiche italiane, tranne quattro storiche eccezioni, non hanno ancora concretamente accesso ai media radiofonici e televisivi – afferma la Suholc – e la motivazione, secondo il capo dell’ufficio legale della RAI Rubens Esposito, va trovata nel fatto che finché l’Italia non avrà ratificato la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie non potrà attuare l’articolo 12 della legge 482. E’ una scusa madornale, che non sta in piedi.  Il parere espresso dal Consiglio di Stato sul predetto Regolamento dice testualmente:

 “Il criterio principale seguito… è stato quello di… dare attuazione immediata alla legge, si è quindi cercato di limitare le previsioni di rinvio ad altre future norme, di dare concretezza ad alcune disposizioni per evitare che siano soltanto declamatorie, di facilitare l’esercizio dei diritti.”

Il Prof Telmon, dell’università di Torino, ha ribadito come “una lingua è lingua materna in quanto è insegnata in famiglia. Se ciò non accade il suo destino è la scomparsa”.

Il rappresentante del Circolo Placco ha ribadito la necessità di sostenere i progetti provenienti dalle minoranze calabre per il delicato momento che queste stanno vivendo; inoltre ha informato l’assemblea sull’attività legislativa che la regione Calabria sta portando avanti in attuazione della legge regionale sulle minoranze. Infatti, sono al Consiglio regionale (che avrà sessanta giorni di tempo per licenziarli) gli statuti dei centri culturali predisposti dal Comitato per le Minoranze.

A questo punto sono seguite numerose altre relazioni tecniche proposte da esponenti provenienti da tutte le dodici minoranze italiane.

Il Ministro La Loggia ha dato piena collaborazione da parte del suo dicastero augurandosi di portare il centro delle decisioni più vicino al cittadino in attuazione di quel federalismo voluto ed inserito nel trattato di Maastricht.

Di rimando Morelli ha chiesto al ministro di fare uno sforzo e ratificare la Carta Europea che giace da troppo tempo al Senato.

Infine, Morelli, conclude dicendo che : le leggi , che recano norme a tutela delle minoranze, decentrano le competenze  alle regioni, province e comuni. Penso perciò che vada realmente attuata l’aggettivo “federativo” che troviamo nella sigla del nostro Comitato e favorire la creazione di sottocomitati regionali o per singole comunità minoritarie che vivono in diverse regioni.

In secondo luogo nell’era di internet penso che vadano utilizzate tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie applicate alla creazione e modernizzazione della comunicazione e dell’informazione”.

Emanuele Pisarra

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