Mirë se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

ISTITUTO  DI RICERCA PER L'ARTE

E LA LETTERATURA

 

 

A Pierfranco Bruni

il Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri

per il suo notevole impegno nel campo della Critica Letteraria

 

 

 

      Pierfranco Bruni è stato insignito del Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’Area della Critica Letteraria. Un riconoscimento importante che viene assegnato ad una personalità del mondo della cultura che si è impegnato, con rigore scientifico, nel campo della letteratura offrendo una interpretazione singolare dei percorsi estetici che hanno attraversato la letteratura del Novecento.  Pierfranco Bruni (al quale va il prestigioso Premio della Presidenza del Consiglio per la seconda volta) ha compiuto una lettura di quel Novecento letterario che ha visto affermarsi modelli culturali che hanno contrassegnato processi storici, scrittori e opere.

      Con acume critico Bruni è riuscito a penetrare gli scritti di numerosi autori e i fermenti che hanno contraddistinto il mondo narrativo e poetico contemporaneo. I suoi testi di critica letteraria si prestano, tra l’altro, ad una lettura elegiaca, oltre che scientifica, dei riferimenti letterari.  Pierfranco Bruni è nato in Calabria nel 1955.

      Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali “Via Carmelitani”, “Viaggioisola”, “Per non amarti più”), racconti e romanzi ( tra i quali vanno ricordati “L’ultima notte di un magistrato”, “Paese del vento”, “L’ultima primavera”, “E dopo vennero i sogni”, e “Quando fioriscono i rovi”). Si è occupato di letteratura del Novecento con scritti su Pavese (di recente è stato pubblicato “Il viaggio omerico di Cesare Pavese”), Prirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. 

      Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura della Magna Grecia e si considera profondamente mediterraneo. Ha scritto, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

      I due segmenti fondamentali che caratterizzano il suo viaggio letterario sono la memoria e la nostalgia. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Tutta la sua poetica vive di queste atmosfere. Non ha mai creduto al realismo in letteratura. Il realismo è cronaca, è rappresentazione, è documento. Il simbolo, invece, è mistero. E' metafora, è fantasia, è sogno. 

      “Fuoco di lune”, il suo libro di poesie che raccoglie il suo viaggio poetico dal 1974 al 2004,  definisce un tracciato indelebile che custodisce memorie e sogni, nostalgie e solitudini. La sua ricerca critica dopo i due volumi dal titolo “L’indefinibile nostalgia” continua con nuovi approfondimenti e con la proposta di analisi su altri autori. E’ su questa ultima ricerca, in modo particolare sull’interpretazione che ha dato di Cesare Pavese, che la Presidenza del Consiglio si è soffermata per il conferimento del Premio alla Cultura.

priru / torna